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Studiosa ebrea eletta a capo dell’Associazione Biblica Cattolica americana

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Una studiosa ebrea del Nuovo Testamento, recentemente eletta presidente della Catholic Biblical Association (CBA), associazione cattolica per lo studio della Bibbia, ha dichiarato che uno dei suoi principali obiettivi è contrastare le interpretazioni, a suo dire antiebraiche, delle Scritture cristiane. Lo riporta LifeSite.

 

La professoressa Amy-Jill Levine ricoprirà la carica di presidente dell’associazione per l’anno 2026-2027. Nell’annunciare la sua elezione, la CBA ha sottolineato che Levine è stata la prima studiosa ebrea a insegnare il Nuovo Testamento presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma nel 2019 e che il suo «solido rapporto con Roma è testimoniato soprattutto dalle tre udienze avute con papa Francesco».

 

Secondo un articolo del National Catholic Reporter (NCR) che ne celebrava l’elezione, la Levine ha sostenuto che molti membri del clero «continuano a basarsi su commentari appresi durante la loro formazione in seminario decenni fa, piuttosto che su ricerche più recenti sul contesto ebraico di Gesù, dei farisei e dei Vangeli».

 

«Vorrei che questo materiale migliore arrivasse nelle mani di coloro che parlano ai fedeli, nelle mani di chi insegna studi biblici agli adolescenti o ai bambini nelle scuole parrocchiali, e che diventasse di uso comune», ha detto Levine a NCR. «Finora non è stato fatto».

 

«La Levine si è descritta come “un’ospite in questa casa”» continuava l’articolo del NCR. Il suo approccio agli studi ebraico-cristiani non consiste nel contestare le dottrine cattoliche, ha affermato, ma nell’esaminare il contesto storico e umano in cui è emerso il cristianesimo».

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«Per la Levine, questo approccio storico non sminuisce la fede cattolica. Al contrario, afferma, può approfondire la teologia cattolica prendendo “con la massima serietà l’umanità di questa persona (Gesù Cristo) che la Chiesa proclama Dio”»

 

«La Levine ha avuto una brillante carriera accademica e nel campo delle relazioni ebraico-cristiane» continua la testata cattolica. «È autrice o coautrice di oltre 20 libri, tra cui The Misunderstood Jew: The Church and the Scandal of the Jewish Jesus (2006) [«L’ebreo incompreso: la Chiesa e lo scandalo del Gesù ebreo», ndr], nominato tra i migliori libri da Publishers Weekly, The Bible With and Without Jesus: How Jews and Christians Read the Same Stories Differently (2020) [«La Bibbia con e senza Gesù: come ebrei e cristiani leggono le stesse storie diversamente», ndr], scritto in collaborazione con Marc Brettler e acclamato dalla critica, e The Jewish Annotated New Testament (2011 e 2017) [«Il Nuovo Testamento ebreo annotato», ndr], di cui è stata co-curatrice insieme a Brettler.

 

Tra i numerosi premi e riconoscimenti ricevuti, figurano l’elezione a membro dell’American Academy of Arts and Sciences e sei lauree honoris causa».

 

La Levine è cresciuta a North Dartmouth, nel Massachusetts, in un quartiere prevalentemente cattolico-portoghese, e ha descritto il suo primo approccio alle tradizioni cristiane in quel contesto. La Levine è stata eletta all’American Academy of Arts and Sciences nel 2021. Ha ricevuto il primo premio Seelisberg nel 2022 per il suo contributo alle relazioni ebraico-cristiane e il Bridge Award del Council of Christians and Jews nel 2022. È stata premiata con l’Hubert Walter Award for Reconciliation and Interfaith Cooperation nel 2023 dall’Arcivescovo di Canterbury. È stata eletta all’Academia Europaea nel 2024. L’American Academy of Arts and Sciences la elenca tra i membri della Sezione di Filosofia e Studi Religiosi eletti nel 2021

 

È membro della Congregazione Sherith Israel di Nashville, una sinagoga ortodossa, e si è definita una affiliata ortodossa «non ortodossa».

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 Immagine di Concord via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine modificata

 

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