Intelligenza Artificiale
«Sovranità per l’AI»: Palantir contro i giganti dell’Intelligenza Artificiale
L’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, ha attaccato duramente i principali laboratori di intelligenza artificiale all’avanguardia, definendo il loro modello di business «folle» perché costringe le aziende a sostenere costi crescenti per un valore limitato, mettendo a rischio i propri dati proprietari e la proprietà intellettuale. Ha sostenuto che i grandi laboratori di IA, come Anthropic e OpenAI, stanno ingannando i partner aziendali, «esagerando» i rischi dell’IA mentre allo stesso tempo offrono i loro modelli più potenti ad aziende e governi di tutto il mondo.
Quando la conduttrice di CNBC Becky Quick ha osservato «Sembri piuttosto arrabbiato», Karp ha replicato: «Questa è la voce del mondo imprenditoriale americano che viene veicolata attraverso di me», ha detto a CNBC, aggiungendo per scherzo che avrebbe potuto «essere cacciato dalla stanza».
Le dichiarazioni di Karp arrivano nel pieno di una «rivolta» contro i laboratori di intelligenza artificiale statunitensi, alimentata da costi elevati, un ritorno sull’investimento dubbio e crescenti ostacoli normativi che stanno spingendo alcune grandi aziende americane verso alternative cinesi più convenienti, creando molteplici pressioni su OpenAI, Anthropic e altri.
«Qualcosa è andato completamente storto».
Palantir CEO Alex Karp on what customers actually want, the real business of frontier labs, and the importance of open source models:
“What the technical customers want is control over their compute, their models, their data stack, and their alpha. They want to know they own the… pic.twitter.com/2hvTx7VSyj
— Palantir (@PalantirTech) July 1, 2026
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Il Karp ha criticato con forza il modello basato sui token utilizzato da Anthropic e OpenAI, affermando: «non voglio criticarli, ma qualcosa è andato completamente storto. L’opinione diffusa tra le aziende di questo Paese è che con i token me ne starò tranquillo e perderò tempo».
Il CEO di Palantir sostenuto che i laboratori sovrastimano i rischi pur promuovendo modelli potenti, e che le aziende stanno di fatto pagando una «tassa patrimoniale» che trasferisce il loro «alfa» (vantaggio competitivo) a terzi. In ambito di sicurezza nazionale ha avvertito: «davvero affideremo il campo di battaglia di questo Paese al parere unanime della Silicon Valley? È una follia totale».
Le sue parole si allineano con un manifesto di 9 punti sulla «sovranità dell’IA» pubblicato da Palantir su X il giorno precedente, che critica il «tokenmaxxing» per aver incentivato script usa e getta a scapito di sistemi robusti e invita le istituzioni a mantenere il controllo sui propri dati, sui pesi dei modelli e sul vantaggio competitivo.
Our thoughts on the importance of AI sovereignty.
1. Your AI sovereignty dictates your institution’s future. Sovereignty is the precondition for choice. Relinquishing sovereignty transfers the future choices of your institution to others, who are likely to exploit it for their…
— Palantir (@PalantirTech) July 1, 2026
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Il manifesto, che arriva dopo un un’ulteriore manifesto pubblicato da Palantir e dal suo vertice in questi mesi, scrive:
Le nostre riflessioni sull’importanza della sovranità dell’IA.
1. La sovranità che esercitate sull’IA determina il futuro della vostra istituzione. La sovranità è la condizione preliminare per la scelta. Rinunciare alla sovranità significa trasferire le future decisioni della vostra istituzione ad altri, che probabilmente ne approfitteranno a proprio vantaggio e a vostro svantaggio.
2. La conservazione dei dati è il vostro tesoro. Trasferirli è a vostro rischio e pericolo. La vostra capacità di vincere è determinata dalla vostra capacità di riconoscere e utilizzare i vostri vantaggi unici, e continuerete a vincere combinando i dati sottostanti per generare nuove intuizioni. Trasferire quei dati vi cede l’accesso alle vostre strategie vincenti preesistenti e vi fornisce i mezzi per crearne di nuove.
3. Il tokenmaxxing [la pratica di massimizzare l’uso dell’intelligenza artificiale generativa e considerare l’alto volume di token consumati come una misura di produttività o adozione dell’innovazione, ndr] dirotta il vostro orientamento valoriale e diminuisce la vostra solidità e intelligenza istituzionale. La ricerca di un elevato utilizzo di token incentiva script usa e getta a discapito di software robusti, con la sensazione ingannevole di un falso progresso. C’è un motivo per cui chi vende token si rifiuta di applicare un prezzo basato sul valore.
4. Controllare i propri pesi significa controllare il proprio destino. I pesi sono la forma distillata di una conoscenza istituzionale faticosamente conquistata e accumulata. Se permetti ad altri di controllare i tuoi pesi, consenti loro di trasferire il capitale di successo della tua attività alla propria.
5. Non c’è contraddizione tra sovranità e alfa. L’architettura che preserva al massimo la sovranità è quella che consente alle istituzioni di possedere la propria conoscenza tribale e di combinarla come alfa.
6. Politicizzare le questioni tecniche relative alla sovranità è ciò che il tuo avversario desidera. La tecnopoliticizzazione è la fonte della falsa sovranità. La tecnopoliticizzazione influenza le decisioni che apparentemente riducono la dipendenza, ma che in realtà limitano l’autonomia, soprattutto sul campo di battaglia in Occidente.
7. La vera competenza è esistenziale. Permettere che la politica o il favoritismo determinino le decisioni tecniche premia chi è più abile in politica, non chi ha ragione. Ascolta chi è più vicino ai problemi, non chi ne parla in modo più convincente.
8. Imparate dalle istituzioni che hanno successo o che hanno sempre ottenuto risultati positivi. Le istituzioni che si trovano ad affrontare minacce esistenziali non possono permettersi il lusso di prendere decisioni tecniche basate su preferenze politiche.
9. Ascoltate solo istituzioni, Paesi e persone che hanno dimostrato di avere ragione. Una comprovata esperienza di correttezza è il miglior e unico indicatore di correttezza futura. Giudicare qualcosa come giusto o sbagliato in base alle proprie preferenze è un errore gravissimo.
«Controllare i propri pesi significa controllare il proprio destino», affermava il manifesto. «Se permetti ad altri di controllare i tuoi pesi, consenti loro di trasferire il potenziale della tua attività alla loro».
Il Karp ha inoltre evidenziato l’espansione della partnership tra Palantir e Nvidia, che permette implementazioni di intelligenza artificiale personalizzate e autonome, in cui i clienti mantengono il pieno controllo su calcolo, modelli, dati e pesi: una vera alternativa al modello API a consumo.
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Palantir Technologies nasce nel 2003 in California per iniziativa dell’investitore Peter Thiel e di Alex Karp, con l’obiettivo di applicare i sistemi antifrode di PayPal – azienda fondata da Thiel con Elon Musk e poi venduta ad eBay – all’antiterrorismo. Nei suoi primi anni di vita l’azienda fatica a trovare investitori finché non è intervenuta In-Q-Tel, il braccio di venture capital della CIA, che ne ha finanziato lo sviluppo garantendole l’accesso alla comunità dell’Intelligence. Da allora, piattaforme come Gotham integrano dati globali per la NSA, l’FBI e governi occidentali.
Questa stretta interconnessione con i servizi segreti genera forti polemiche in tutto il mondo. Gli attivisti accusano Palantir di favorire la sorveglianza di massa e il «predictive policing». Negli Stati Uniti è stata duramente contestata per aver supportato l’agenzia ICE nelle deportazioni di migranti, mentre in Europa l’uso del software ha sollevato ampie proteste per la violazione della privacy dei cittadini.
Come riportato da Renovatio 21, il governo spagnuolo in settimana ha messo Palantir in blacklist, ordinando lle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense e seguendo divieti simili imposti in Francia e Germania. Il mese scorso, il sindaco di Londra Sadiq Khan è intervenuto per bloccare un accordo da 50 milioni di sterline (76 milioni di euro) tra Palantir e la polizia metropolitana della città, definendo il contratto una «chiara e grave violazione» delle norme sugli appalti.
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic