Immigrazione

Irlanda, centro islamico in fiamme dopo l’incendio all’antico convento di San Patrizio

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A Dublino, in Talbot Street un centro islamico è andato in fiamme nella notte del 29 giugno 2026. La polizia avrebbe arrestato un uomo, sospettato di incendio doloso.  Il giorno prima, un ex convento cattolico aveva preso fuoco in Irlanda del Nord, a Downpatrick, un evento che le autorità hanno definito come intenzionalmente provocato. Lo riporta l’Irish Times.

 

A pochi chilometri da Downpatrick sorgono le rovine del monastero di Saul presso il quale ha probabilmente avuto fine la vita di San Patrizio, l’evangelizzatore dell’Irlanda.

 

Non è chiaro se tra i due eventi, avvenuti peraltro a diversi chilometri di distanza, vi sia una qualche correlazione e se l’incendio di Dublino sia una possibile «rappresaglia» confessionale in reazione ai fatti di Downpatrick.

 


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È tuttavia molto probabile che entrambi gli incendi vadano analizzati alla luce di un clima di tensioni politiche e sociali che ha raggiunto il culmine in occasione del brutale attacco di un immigrato nei confronti di un disabile a Belfast tanto nell’Irlanda del Nord sotto controllo inglese che nella Repubblica d’Irlanda dove peraltro negli ultimi anni si sono avute proteste molto radicali contro la criminalità migratoria.

 

In particolare, i casi di insediamento forzato di immigrati in età militare in contesti rurali  hanno provocato forti reazioni da parte della popolazione. La misura sembrerebbe colma, secondo diverse opinioni circolanti online. Si susseguono inoltre video di zuffe e battibecchi in cui la popolazione irlandese sembra non accettare più di «stare al gioco» senza reagire alle angherie degli immigrati.

 

In un video su internet, un irlandese manda a gambe all’aria un immigrato musulmano e ne mette in fuga altri due, tra cui uno con la lunga barba d’ordinanza. I tre erano sospettati di essere «a caccia» di giovani vittime bianche con una modalità simile a quella delle grooming gangs  dei pedofili pakistani in Gran Bretagna, una vicenda di tali proporzioni da essere fra le possibili cause delle dimissioni del primo ministro Keir Starmer, che all’epoca copriva il ruolo di direttore delle Pubbliche Accuse (Director of Public Prosecutions) e capo del Crown Prosecution Service (CPS), l’agenzia indipendente responsabile dell’azione penale in Inghilterra e Galles

 

Victor García

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Immagine screenshot da Twitter

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