Sorveglianza

Il governo spagnolo blacklista Palantir

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Il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir. Lo riporta il quotidiano spagnolo El Confidencial.

 

La decisione segue divieti simili imposti in Francia e Germania. Fonti interne a diverse aziende pubbliche hanno riferito al giornale di aver ricevuto istruzioni di non firmare nuovi contratti con Palantir per timore che informazioni classificate relative alla sicurezza nazionale possano finire nelle mani della società.

 

Il divieto riguarda le aziende statali che operano nei settori delle comunicazioni, della difesa, della tecnologia militare e delle infrastrutture pubbliche, secondo quanto riportato da El Confidencial. Le forze armate spagnole, tuttavia, avrebbero ottenuto un’esenzione. Nel 2023, il Centro di intelligence delle forze armate (CIFAS) del Ministero della Difesa spagnolo ha firmato un accordo da 16,5 milioni di euro (18,8 milioni di dollari) con Palantir, che scadrà il prossimo novembre.

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Due partiti della coalizione del primo ministro Pedro Sanchez, Sumar e Junts, hanno chiesto al governo di chiarire la natura del contratto ancora in essere tra il Ministero della Difesa e Palantir. In una risposta ufficiale di giovedì, il governo ha affermato che Palantir «non ha accesso ai dati dei cittadini spagnoli».

 

Il software di analisi dati di Palantir è utilizzato da eserciti, forze dell’ordine e dipartimenti governativi in tutto il mondo, tra cui il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS) e il Dipartimento per l’Immigrazione e le Dogane degli Stati Uniti (ICE).

 

Il prodotto di punta dell’azienda, un sistema operativo chiamato «Gotham», è utilizzato dagli eserciti statunitense e israeliano. Esso raccoglie dati eterogenei, come filmati di droni, mappe e flussi video in diretta provenienti dai soldati sul campo, e utilizza l’Intelligenza Artificiale per prevedere i movimenti del nemico e pianificare gli attacchi.

 

Tuttavia, lo stretto rapporto tra l’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, e l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, e il suo recente «manifesto» a sostegno della supremazia militare americana, hanno reso l’azienda impopolare in Europa. Il mese scorso, il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato che l’agenzia di intelligence interna del paese, la Direzione generale per la sicurezza interna (DGSI), avrebbe «sostituito il gigante americano Palantir» con un software sviluppato dall’azienda francese ChapsVision.

 

Anche il BfV, l’equivalente tedesco della DGSI, avrebbe scelto ChapsVision per le proprie esigenze di analisi dei dati.

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Il mese scorso, il sindaco di Londra Sadiq Khan è intervenuto per bloccare un accordo da 50 milioni di sterline (76 milioni di euro) tra Palantir e la polizia metropolitana della città, definendo il contratto una «chiara e grave violazione» delle norme sugli appalti. Palantir ha ancora un accordo da 330 milioni di sterline con il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) e un accordo da 240 milioni di sterline con il Ministero della Difesa britannico.

 

Palantir Technologies nasce nel 2003 in California per iniziativa dell’investitore Peter Thiel e di Alex Karp, con l’obiettivo di applicare i sistemi antifrode di PayPal – azienda fondata da Thiel con Elon Musk e poi venduta ad eBay – all’antiterrorismo. Nei suoi primi anni di vita l’azienda fatica a trovare investitori finché non è intervenuta In-Q-Tel, il braccio di venture capital della CIA, che ne ha finanziato lo sviluppo garantendole l’accesso alla comunità dell’Intelligence. Da allora, piattaforme come Gotham integrano dati globali per la NSA, l’FBI e governi occidentali.

 

Questa stretta interconnessione con i servizi segreti genera forti polemiche in tutto il mondo. Gli attivisti accusano Palantir di favorire la sorveglianza di massa e il «predictive policing». Negli Stati Uniti è stata duramente contestata per aver supportato l’agenzia ICE nelle deportazioni di migranti, mentre in Europa l’uso del software ha sollevato ampie proteste per la violazione della privacy dei cittadini.

 

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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic

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