Geopolitica

Scoperto accordo segreto tra USA, Pakistan e Fondo Monetario Internazionale sulle munizioni all’Ucraina

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Gli USA avrebbero condotto una manovra dietro le quinte per favorire il Pakistan di modo da aumentare il flusso delle armi in Ucraina.

 

Gli Stati Uniti avrebbero messo una buona parola con il FMI per concedere al Pakistan un passaggio sulla scadenza dei pagamenti del 30 giugno 2023. E una volta che il FMI è stato informato dell’accordo segreto degli Stati Uniti con il Pakistan per fornire 900 milioni di dollari in munizioni agli Stati Uniti da trasferire all’Ucraina, il FMI ha permesso al Pakistan di contare quelle entrate altrimenti segrete allo scopo di soddisfare le condizioni del FMI.

 

Lo scoop è stato fatto dalla testata di giornalismo investigativo statunitense The Intercept.

 

Il funzionario del Dipartimento di Stato americano Donald Lu – quello che all’inizio della primavera del 2022 diede istruzioni all’ambasciatore americano del Pakistan affinché il primo ministro Imran Khan dovesse essere detronizzato – alla fine dello scorso maggio prese accordi affinché il Pakistan ottenesse credito presso il FMI.

 

Nella precedente occasione, Lu aveva evidentemente addotto come motivo per scaricare Khan, il fatto che era «aggressivamente neutrale» nei confronti dell’Ucraina.

 

Poco dopo la deposizione di Khan, con un voto di «sfiducia», il primo round di munizioni per un valore di 900 milioni di dollari è partito alla volta di Kiev.

 

«Il 29 giugno, un giorno prima della scadenza del programma originale, il FMI ha fatto un annuncio a sorpresa che, invece di estendere la precedente serie di prestiti e rilasciare la successiva rata da 1,1 miliardi di dollari, la banca avrebbe invece deciso di stipulare un accordo – “chiamato accordo stand-by” – con meno vincoli, termini più favorevoli e un valore di 3 miliardi di dollari» scrive The Intercept.

 

«Tuttavia, “più favorevole” rispetto all’accordo precedente non significa “favorevole”: il Pakistan doveva comunque rimuovere ogni sostegno all’energia e consentire alla sua valuta di fluttuare liberamente. I costi energetici sono raddoppiati quasi immediatamente».

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«I documenti che delineano il percorso del denaro e i colloqui con i funzionari statunitensi includono contratti americani e pakistani, licenze e documenti di requisizione relativi ad accordi mediati dagli Stati Uniti per l’acquisto di armi militari pakistane per l’Ucraina. Il capitale economico e la buona volontà politica derivanti dalla vendita di armi hanno giocato un ruolo chiave nel contribuire a garantire il piano di salvataggio da parte del Fondo Monetario Internazionale, con il Dipartimento di Stato che ha accettato di mettere in riservatezza il FMI riguardo all’accordo sulle armi non divulgato, secondo fonti a conoscenza dell’accordo, e confermato da un documento correlato».

 

La vice di Lu, Elizabeth Horst, ha negato l’articolo di The Intercept sulla richiesta di Lu del 2022 di scaricare Khan: «Non lasciamo che la propaganda, la disinformazione ostacolino qualsiasi relazione bilaterale, inclusa la nostra preziosa relazione con il Pakistan. Gli Stati Uniti non hanno una posizione su un candidato politico o su un partito rispetto a un altro. Qualsiasi affermazione contraria… è falsa».

 

Tuttavia, il deputato democratico del Maryland Chris Van Hollen nato a Karachi da diplomatici statunitensi e persona di riferimento del Congresso per tutte le questioni pakistane, ha svelato la farsa, dicendo detto che l’amministrazione gli aveva assicurato che gli Stati Uniti non avrebbero interferito nella politica pakistana; ma, in seguito, in un’intervista del 12 settembre con The Intercept, ha spiegato: «non sto contestando l’accuratezza del dispaccio» in cui si afferma che il Pakistan doveva rimuovere Khan, «ma non lo interpreto nel senso che gli Stati Uniti Gli Stati hanno architettato la sua rimozione».

 

Il Pakistan, che è a rischio di crisi alimentare, era un Paese che stava procedendo alla de-dollarizzazione, acquistando petrolio russo utilizzando yuan cinesi. Il fenomeno, si sta ripercuotendo sullo stesso FMI: l’Argentina intende pagare il suo debito in yuan senza toccare le riserve in dollari.

 

È rilevante notare dunque che anche l’FMI si inserisce nella guerra per procura americana «fino all’ultimo ucraino».

 

Biden aveva recentemente usato la questione dei prestiti FMI anche nel caso della Turchia: secondo Seymour Hersh, il presidente americano avrebbe offerto 11 miliardi del FMI se Ankara avesse accettato la Svezia nella NATO.

 

A primavera era emerso che il FMI aveva esteso un prestito da 15,6 miliardi a Kiev.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’FMI e la Banca Mondiale stanno lavorando a progetti sulla moneta digitale.

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 Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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