Vaccini

Paesi UE costretti a pagare miliardi per l’accordo dei vaccini COVID della Von der Leyen

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Un tribunale belga ha stabilito che Polonia e Romania devono adempiere ai loro obblighi previsti dall’accordo con l’UE e acquistare vaccini anti-Covid per un valore di 1,9 miliardi di euroda Pfizer e BioNTech, nonostante siano necessari.

 

Il caso è legato agli accordi stipulati da Bruxelles al culmine della pandemia. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stata criticata per il suo ruolo in questi accordi.

 

All’epoca, la Commissione si fece promotrice dell’acquisto collettivo di miliardi di dosi di vaccino e della loro distribuzione tra gli Stati membri dell’UE in difficoltà nel contenere il COVID-19. Alla fine, nel 2020 e nel 2021, firmò accordi multimiliardari con i produttori di vaccini.

 

Nel 2022 la Polonia si rifiutò di adempiere ai propri obblighi contrattuali, adducendo come motivazione il miglioramento della situazione legata al COVID e il potenziale abuso di posizione dominante da parte di Pfizer. La Romania seguì l’esempio poco dopo. Il colosso farmaceutico statunitense intentò causa contro entrambi i Paesi nel 2023.

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Il tribunale di Bruxelles ha respinto le argomentazioni degli imputati nella sua sentenza, stabilendo che la diminuzione del tasso di infezione non giustificava la «modifica» degli obblighi contrattuali.

 

In base alla sentenza, la Polonia dovrebbe acquistare vaccini Pfizer per un valore di 1,3 miliardi di euro, mentre la Romania dovrebbe acquistarne per un valore di 600 milioni di euro. Varsavia ha dichiarato che «intraprenderà tutte le azioni legali a sua disposizione per modificare questa sentenza e difendere i propri interessi». Bucarest ha affermato che la somma richiesta equivale «al costo di un ospedale regionale in Romania» e ha promesso di presentare ricorso contro la decisione.

 

Il controverso accordo sui vaccini dell’UE ha dato origine al cosiddetto scandalo Pfizergate, in cui la Commissione europea e la stessa von der Leyen sono state accusate di aver nascosto i dettagli delle trattative con Pfizer e AstraZeneca.

 

La Von der Leyen aveva precedentemente cancellato o «perso» centinaia di messaggi relativi alla negoziazione con il CEO di Pfizer Albert Bourla di un contratto da 700 milioni di euro durante il suo discusso incarico come ministra della Difesa tedesca e a un accordo da 35 miliardi di euro per i vaccini mRNA di Pfizer.

 

La Corte di Giustizia dell’UE ha già stabilito che le comunicazioni ufficiali, anche da dispositivi personali, devono essere adeguatamente archiviate, e la Commissione si è impegnata a rivedere i propri protocolli in seguito a questa sentenza.

 

La Von der Leyen, ex medico e controverso ex ministro della Difesa tedesco (nonché moglie di uno specialista in mRNA), ha respinto le accuse come «bugie» e bollato i critici come complottisti, agenti di Putin (poi definito «predatore») e no-vax.

 

Come riportato da Renovatio 21, alcuni eurodeputati mesi fa hanno trollato la Von der Leyen offrendole un telefono con una memoria più capiente.

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Immagine di © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International

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