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«Nostra Signora rappresenta la “Chiesa in persona” nella prova più grande». Riflessione di mons. Viganò su Maria nel Sabato Santo

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha affidato a X una breve riflessione sul ruolo della Beata Vergine Maria durante il Sabato Santo.

 

«Secondo un’antichissima riflessione patristica e liturgica, mentre gli Apostoli erano dispersi, spaventati e chiusi nel Cenacolo («noi speravamo che Egli fosse colui che doveva liberare Israele» – Lc 24,21), fu solo la Vergine Santissima a mantenere la piena certezza della promessa del Figlio» scrive Sua Eccellenza. «Ella vegliò in preghiera e in silenziosa speranza, unendo il dolore della Passione alla fiducia assoluta nella vittoria pasquale».

 

«Dom Prosper Guéranger, nel suo Anno liturgico, descrive il Sabato Santo come «il giorno in cui Maria, sola, custodisce la fede della Chiesa» scrive il prelato lombardo.

 


«Nostra Signora rappresenta la “Chiesa in persona” nel suo momento di prova più grande: Colei che crede quando ogni segno visibile è scomparso».

 

«Ella è il modello sublime di come ognuno di noi debba vivere il «sabato santo» della Chiesa: attendendo con fiducia la Risurrezione anche quando tutto sembra finito» conclude l’arcivescovo.

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Immagine: Giovanni Bellini (circa 1430–1516), Pietà Martinengo (circa 1505), Gallerie dell’Accademia, Venezia

Immagine di Didier Descouens via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

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