Trapianti

Il Vaticano afferma di non avere obiezioni ai trapianti di organi animali

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La Pontificia Accademia per la Vita ha pubblicato un documento in cui si afferma che i cattolici possono ricevere trapianti di organi provenienti da animali, principalmente maiali e bovini.

 

Secondo l’agenzia Reuters, il documento di 88 pagine che fornisce linee guida etiche per i trapianti da animale a uomo ribadisce le precedenti indicazioni secondo cui la Chiesa non ha obiezioni a tali trattamenti, purché «seguano le migliori pratiche mediche e non prevedano maltrattamenti sugli animali».

 

La versione aggiornata del documento dell’Accademia «Prospettive sullo xenotrapianto: aspetti scientifici e considerazioni etiche» tratta del trasferimento di cellule, tessuti o organi tra specie diverse.

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«Oer la teologia cattolica non esistono preclusioni di ordine religioso-rituale nei confronti del trapianto nell’’uomo di organi o tessuti di un qualsiasi animale», afferma il documento.

 

«Il documento affronta anche le preoccupazioni relative a possibili ibridazioni tra specie, assicurando che gli xenotrapianti non alterino l’identità genetica o biologica del ricevente», spiega un articolo di InfoVaticana. «Da questo punto di vista, l’utilizzo di organi animali – compresi quelli provenienti da suini geneticamente modificati – non rappresenta una minaccia per l’identità personale o spirituale del paziente».

 

All’inizio del XXI secolo, il nascente settore dei trapianti medici lamentava una «continua carenza di organi da donatore per i trapianti negli esseri umani», secondo un articolo del 2005 della rivista Mayo Clinic Proceedings.

 

Il dottor Emanuele Cozzi, responsabile del dipartimento di Immunologia dell’Università di Padova, ha spiegato durante una conferenza stampa tenutasi martedì per annunciare la pubblicazione del documento che solo negli Stati Uniti muoiono ogni giorno 13 persone in attesa di un trapianto di organi e che ci sono oltre 100.000 persone in lista d’attesa.

 

Questa discrepanza tra domanda e offerta sta alimentando il crescente interesse per il prelievo di organi dagli animali, considerato forse il modo migliore per garantire la continua crescita del settore dei trapianti.

 

Il documento della Pontificia Accademia per la Vita – istituto controverso per le allucinanti aperture ad eutanasie e riproduzione sintetica – sembra sorvolare sul fatto che la questione degli xenotrapianti, oggi, ne nasconde quasi sempre una più spinosa, quella dell’ingegneria genetica degli animali (il CRISPR, ad esempio) e l’«umanizzazione» genetica degli stessi.

 

Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi fallimentari trapianti di cuore e di rene di maiale si sono utilizzati maiali umanizzati, cioè resi compatibili per via genica con gli esseri umani. Tale processo non risparmia i suoi problemi: uno dei trapiantati di cuore di maiale OGM è morto quattro anni fa proprio per un virus suino.

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Il tema dell’umanizzazione delle bestie interessa non solo la bioetica cattolica: anche la bioetica «laica», interessata utilitaristicamente al piacere e al dolore, arriva a chiedersi se un animale che è in parte uomo soffra appunto come un uomo, se abbia quindi maggiori diritti, o perfino se abbia una coscienza avvicinabile a quella umana. Problemi filosofici che scattano anche nei laboratori che producano organoidi cerebrali.

 

La pratica dei topi umanizzati geneticamente è oramai diffusa ovunque, e si dice che anche nel famigerato laboratorio di Wuhano se ne facesse uso; in Cina si sono avute anche le produzioni di maiali umanizzati anche per la ricercva sul COVID.

 

Casi di «umanizzazione» non genetica dei topi si hanno con l’uso di innesti nei roditori di organi di feto abortito, una pratica riemersa in era Biden.

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