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Il re britannico invia un messaggio di Pasqua dopo le polemiche suscitate dagli auguri per il Ramadano

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Il re britannico Carlo III ha diffuso un messaggio di Pasqua ai cristiani, dopo che Buckingham Palace era stato criticato all’inizio di questa settimana per aver dichiarato che non ne avrebbe diffuso alcuno. Di recente aveva rivolto gli auguri ai musulmani in occasione del Ramadan.

 

Il monarca britannico è, secondo la bizzarra tradizione anglicana, suorema autorità della Chiesa d’Inghilterra.

 

Giovedì, il canale GB News ha citato un rappresentante di Buckingham Palace secondo il quale re Carlo non avrebbe diffuso un messaggio di Pasqua. L’annuncio ha suscitato critiche da parte degli utenti dei social media, molti dei quali hanno definito il silenzio pasquale del re «deludente».

 

Alcuni critici hanno contestato il fatto che, a febbraio, la famiglia reale abbia pubblicato un messaggio sui propri account social per celebrare l’inizio del Ramadano, il mese più sacro del calendario islamico.

 

«Auguro a tutti i musulmani del Regno Unito, del Commonwealth e del mondo intero un Ramadan benedetto e sereno», recitava il messaggio di auguri. A marzo, mentre i musulmani di tutto il mondo celebravano l’Eid al-Fitr, la festa che segna la fine del mese di digiuno, anche Buckingham Palace ha pubblicato un messaggio con la scritta: «Eid Mubarak ai musulmani che la celebrano nel Regno Unito e in tutto il mondo».

 

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Diversi ecclesiastici cristiani britannici hanno criticato l’iniziale rifiuto della famiglia reale di fare lo stesso per la più grande comunità religiosa del paese.

 

Gavin Ashenden, ex cappellano della defunta regina Elisabetta II, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha suggerito che il silenzio del re ha dato ai suoi sudditi l’impressione che il monarca «sia più favorevole all’Islam», aggiungendo che ciò è particolarmente scoraggiante in un momento in cui «il cristianesimo in tutto l’Occidente, ma soprattutto in questo paese, e l’anglicanesimo in particolare, sta iniziando a sprofondare nel declino».

 

Anche il vescovo Ceirion H. Dewar ha scritto su X che il silenzio della famiglia reale a Pasqua è stato una «grave delusione».

 

Domenica, la famiglia reale ha infine diffuso un breve messaggio per augurare «una gioiosa domenica di Pasqua ai cristiani che la celebrano nel Regno Unito, nel Commonwealth e in tutto il mondo».

 

Re Carlo III d’Inghilterra, come già sua madre Elisabetta II, viene indicato da alcune ricostruzioni genealogiche come discendente del profeta Maometto. La presunta parentela passa attraverso la Spagna medievale: in particolare da Zaida, principessa musulmana di Siviglia del XI secolo, che divenne concubina del re di Castiglia Alfonso VI. Zaida, secondo alcune fonti arabe, discenderebbe dai re della taifa (i piccoli Stati nati nella penisola iberica a partire dal periodo di caos politico – la cosiddetta fitna di al-Andalus, apertosi con la deposizione del califfo di Cordova Hisham II nel 1008 e l’assassinio di Abd al-Rahman Sanchuelo nel 1009) di Siviglia, i quali a loro volta rivendicavano una lontana discendenza dalla famiglia del Profeta.

 

Da lì il sangue del profeta mussulmanosarebbe entrato nelle casate reali di Portogallo e Castiglia, raggiungendo poi Edoardo IV d’Inghilterra nel XV secolo e, attraverso complesse linee di successione, l’attuale sovrano britannico. Si parla di oltre 40 generazioni di distanza.

 

Tuttavia la ricostruzione è controversa: il legame con Zaida è plausibile, ma la sua effettiva discendenza diretta da Maometto resta incerta e non universalmente accettata dagli storici. Il repertorio privato delle genenealogie aristocratiche Burke’s Peerage ha in passato menzionato la possibilità, ma senza confermarla in modo definitivo.

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Nel frattempo in rete sono rispuntati video di discorsi filoislamici di Carlo fatti nel corso di decenni.

 


In un video che riprendeva un evento del 1993 il Carlo dice che «l’islam è parte del nostro passato e del nostro presente, in tutti i campi dell’attività umana e ha aiutato a creare l’Europa moderna. È parte della nostra eredità. Non una cosa a parte».

 


«L’islam può insegnarci oggi un modo di capire e di vivere che la cristianità potrebbe aver perduto. Il nostro giudizio dell’islam è stato grossolanamente distorto pensando che gli estremi siano la norma. Questo, signore e signori, è un grande errore. È come giudicare la qualità della vita in Bretagna dall’esistenza di omicidio e stupro, abuso di minori e tossicodipendenza» dichiara nel filmato il futuro re britannico.

 

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Immagine di Scottish Parliament via Wikimedia pubblicata su Scottish Parliament Copyright Licence

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