Spirito
Il fondatore dell’Istituto del Verbo Incarnato avrebbe abusato dei seminaristi
La Santa Sede ha confermato questa settimana che il fondatore, oggi scomparso, dell’Istituto del Verbo Incarnato (IVE), la cui opera era appoggiata dall’allora cardinale Theodore McCarrick, si è reso colpevole «di atti che costituiscono un reato contro il sesto comandamento, commessi con violenza contro più persone». Lo riporta LifeSite.
Secondo una dichiarazione del Vaticano, i tribunali ecclesiastici «hanno raggiunto la certezza morale circa la responsabilità di padre Carlos Miguel Buela», fondatore sia dell’IVE sia della sua controparte femminile, le Serve del Signore e della Vergine di Matará (SSVM).
Padre Carlos Miguel Buela, sacerdote argentino morto nel 2023, era da tempo sospettato di abusi sessuali su seminaristi. Secondo Rome Reports, le prime accuse contro il fondatore risalgono agli anni Novanta. Il Vaticano lo rimosse dalla guida nel 2010, e la prima condanna è del 2021.
Nel 2020 un’inchiesta del Washington Post aveva rivelato che, dal 2004 al 2017, l’allora cardinale McCarrick inviò all’IVE decine di assegni, alcuni da 50.000 dollari, prelevati da un conto dell’arcidiocesi di Washington sotto il suo controllo.
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«Durante quegli anni, Carlos Buela, che ha fondato il gruppo decenni fa in Argentina, ha ripetutamente sfidato le sanzioni vaticane per presunti abusi sessuali su seminaristi, secondo un ordine vaticano riservato», ha riportato il WaPo, aggiungendo che «il gruppo ha ‘sistematicamente ostacolato’ gli sforzi del Vaticano per supervisionare le sue attività».
Un’indagine del WaPo ha inoltre mostrato che i legami finanziari e personali tra McCarrick e il gruppo di Buela «erano molto più estesi di quanto si pensasse in precedenza». L’inchiesta ha messo in luce «un flusso di denaro del tutto insolito da un leader religioso accusato a un gruppo guidato da un altro».
La dichiarazione del Vaticano precisa che il suo «chiarimento ha lo scopo di contribuire a ristabilire la verità, come atto di giustizia verso coloro che hanno subito un danno a causa della condotta del sacerdote Carlos Miguel Buela, nonché di garantire che i membri di entrambi gli Istituti siano debitamente informati e di sostenere il processo di riesame del carisma e di revisione, rinnovamento e purificazione della spiritualità, della formazione e dell’apostolato propri di ciascun Istituto, distinguendo tra il dono dello Spirito elargito per l’edificazione della Chiesa e i limiti o la condotta personale del Fondatore».
Buela fondò l’Istituto del Verbo Incarnato a Mendoza, in Argentina, nel 1984. Da allora l’IVE e l’SSVM si sono diffusi in 45 Paesi di cinque continenti.
Nel 1987 l’Istituto aprì la prima missione in Perù. Nel 1989 la presenza si estese negli Stati Uniti, a New York. Pochi giorni dopo alcuni sacerdoti giunsero a Roma per perfezionare gli studi. Sempre nel 1987 fu fondato ufficialmente il seminario minore. Nel 1988 nacquero il noviziato maschile, il ramo femminile e il ramo contemplativo maschile. Quello stesso anno si svolse il primo Capitolo generale.
Nel 1992 l’Istituto aprì case proprie in Russia e in Israele, nel 1993 a Taiwan e nel 1994 in Ucraina. Nel 1994 approvò in via definitiva i propri statuti. Gli anni tra il 1995 e il 2001 furono segnati dal succedersi di tre commissari pontifici, che guidarono l’Istituto sospendendone il governo. Ciononostante la Santa Sede gli affidò una missione in Tagikistan.
La Santa Sede stabilì che la casa generale dovesse trasferirsi nella diocesi di Velletri-Segni e che si formasse un governo provvisorio, con il compito di convocare un capitolo generale, che si tenne nel 2001. Nel 2004 l’Istituto fu riconosciuto come istituto religioso di diritto diocesano, ossia riconosciuto dalla Chiesa locale, ma non ancora dalla Santa Sede.
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Immagine screnshot da YouTube
