Spirito
Don Pagliarani: «abbiamo detto la verità al Papa» prima delle consacrazioni FSSPX
Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), ha difeso la linea della congregazione sacerdotale tradizionale dopo la scomunica dichiarata dal Vaticano nei confronti dei suoi vescovi, sostenendo che essi «hanno detto la verità» al papa.
Intervenendo il 19 settembre al Priorato di Nostra Signora dei Dolori a Roodepoort, in Sudafrica, padre Pagliarani ha precisato che, a differenza di quanto è stato riferito – cioè che il Vaticano avrebbe avuto colloqui soddisfacenti con la Fraternità Sacerdotale San Pio X in vista delle consacrazioni – i rapporti tra le parti sono stati in realtà carenti.
“[The SSPX] simply chose to tell the truth to everybody — first of all to the pope, telling him, ‘Listen, we cannot agree.’ We explained why we were going to consecrate bishops … and we made a profession of faith.”
SSPX Superior General Fr. Davide Pagliarani speaking at the… pic.twitter.com/OwXXnrNu5E
— Integrity Magazine (@IntegritasMag) September 22, 2026
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«Abbiamo semplicemente scelto, fin dall’inizio, di dire la verità a tutti», ha detto Pagliarani, secondo Integrity Magazine.
«Prima di tutto, ci siamo rivolti al Papa dicendogli: «Ascolta, non possiamo essere d’accordo». C’è un’altra soluzione, la comprensione. Abbiamo detto la verità al Papa. E abbiamo detto la verità alla gente».
«Abbiamo spiegato perché avremmo consacrato i vescovi, perché sono necessari, e abbiamo fatto la professione di fede. Due professioni di fede. Perché? Perché questo era il modo di dire la verità. È ciò di cui hanno bisogno», ha proseguito.
Nelle settimane precedenti le consacrazioni episcopali Pagliarani ottenne un’udienza con il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto eterodosso del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF), mentre Papa Leone XIV rifiutò di incontrare i vertici della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Un comunicato della Casa Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, pubblicato a febbraio dopo l’incontro tra Pagliarani e Fernandez, riferiva che il cardinale aveva proposto un dialogo con la Fraternità per chiarire il «minimo necessario» in vista del riconoscimento canonico. Il cardinale aveva già precisato che i documenti del Concilio Vaticano II dovevano essere accettati integralmente dalla Fraternità per ottenere quello status «regolare».
«Il cardinale ha dichiarato oralmente che, pur essendo possibile avviare un dialogo sul Concilio, i suoi testi non possono essere corretti», si legge nel comunicato.
Alla Fraternità Sacerdotale San Pio X è stata negata la «regolarizzazione» e l’approvazione delle consacrazioni episcopali da parte del Vaticano perché insiste nel denunciare con chiarezza le contraddizioni del Concilio Vaticano II rispetto all’insegnamento perenne della Chiesa, come la dichiarazione «che la persona umana ha diritto alla libertà religiosa».
L’arcivescovo Guido Pozzo, già a capo della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, aveva del resto chiarito nel 2016 che alcuni testi del Concilio Vaticano II non sono dottrinali e quindi non vincolano la coscienza cattolica. Pozzo ha citato in particolare i testi contestati dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, tra cui Nostra Aetate sul dialogo interreligioso, il decreto Unitatis Redintegratio sull’ecumenismo e la Dichiarazione Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa, e ha spiegato:
«Non si tratta di dottrine o dichiarazioni definitive, bensì di istruzioni e linee guida per la pratica pastorale. Si può (pertanto legittimamente) continuare a discutere di questi aspetti pastorali anche dopo l’approvazione canonica (della FSSPX) per giungere a ulteriori (e accettabili) chiarimenti».
Il Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X ha sottolineato, nel suo discorso in Sudafrica, che ciò di cui le anime hanno più bisogno oggi, «perché non riescono a trovarlo da nessuna parte», è «la verità».
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Immagine da FSSPX.News