Spirito
Il card. Müller chiede una risposta del Vaticano alla FSSPX e una nuova commissione per chi cerca «piena comunione»
Il cardinale Gerhard Müller ha esortato il Collegio cardinalizio a rispondere alla «Professione di fede cattolica» della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che a suo dire equivale a una «scandalosa accusa» secondo cui Roma avrebbe abbandonato la fede cattolica, proponendo al contempo una nuova struttura per accogliere i membri che cercano la «piena comunione» con Roma dopo le consacrazioni episcopali previste per il 1° luglio.
Durante il concistoro straordinario dei cardinali del 26 giugno, Müller ha invitato la Santa Sede a «respingere» quella che ha definito «l’accusa scandalosa che la Chiesa romana si sia allontanata dalla fede cattolica». Riferendosi alla prevista consacrazione dei vescovi senza mandato papale, ha aggiunto: «di fronte all’atto scismatico di consacrazione episcopale effettuata senza la preventiva comunione con il papa, non ci devono essere ambiguità».
«È nostro dovere, in virtù del nostro ufficio, sia individualmente che come collegio, respingere la scandalosa accusa che la Chiesa romana si sia allontanata dalla fede cattolica» ha affermato il cardinale.
Nella prima parte del suo intervento Müller ha lodato la decisione di papa Leone XIV di riunire annualmente i cardinali, dichiarando: «Ringrazio il Santo Padre per aver riaffermato il ruolo fondamentale del Collegio cardinalizio per la Chiesa universale. Da Ireneo di Lione al Concilio Vaticano I, il primato del Papa non è mai stato considerato come appartenente a un singolo individuo, bensì come primato della Chiesa di Roma».
Il cardinale ha poi criticato l’organizzazione del concistoro, auspicando maggiore spazio per il dibattito: «in ogni raffigurazione e fotografia dei concili, viene mostrata la discussione plenaria. Di conseguenza, il libero scambio di opinioni, preceduto da interventi attentamente preparati, dovrebbe precedere il lavoro di gruppo e dovrebbe avere maggiore spazio di quanto non avvenga attualmente».
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Il cardinale germanico ha sottolineato che la «Professione di fede cattolica» distribuita dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X conterrebbe accuse contro la Chiesa che richiedevano una risposta esplicita. Il Mullerro ha quindi proposto di istituire una commissione simile alla ex Ecclesia Dei per agevolare la riconciliazione di chi, dopo le consacrazioni, desiderasse tornare alla «piena comunione» con Roma.
«Il confine dello scisma viene definitivamente oltrepassato quando viene violato il ministero del Vescovo di Roma, quale principio visibile e fondamento duraturo dell’unità della Chiesa nella verità rivelata» ha tuonato il cardinale già allievo di Gustavo Gutierrez, iniziatore della teologia della liberazione. Citando il cardinale Stanislao Hosius, ha aggiunto che «non è cattolico chi è in disaccordo con la Chiesa romana sulla dottrina della fede» e ha concluso che «Le sue parole si applicano ugualmente ai lefebvriani dei nostri tempi».
L’intervento è stato accolto senza discussione pubblica, ma diversi cardinali hanno espresso apprezzamento per la franchezza di Müller. Le consacrazioni di quattro nuovi vescovi da parte della FSSPX sono previste per domani 1° luglio a Écône, senza mandato pontificio, richiamando i fatti del 1988, quando monsignor Lefebvre consacrò quattro vescovi, incappando nella scomunica di Wojtyla, poi revocata da papa Ratzinger, che poi lasciò il trono di Pietro, mentre gli strascichi delle polemiche sulle scomuniche revocate ancora continuava tra accuse di antisemitismo.
Il concistoro si è svolto in assenza di tre porporati conservatori: Joseph Zen, Peter Erdő e Wilhelm Eijk.
Come riportato da Renovatio 21, il cardinale Müller aveva già contestato le consacrazioni FSSPX in dichiarazioni di tre mesi fa, accusando l’atteggiamento di coloro che credono di poter risolvere le crisi «ritirandosi nell’angolo oscuro di una Chiesa dei puri, ultimo baluardo dell’ortodossia che imporrebbe la sua completa reintegrazione nella Chiesa cattolica convertendo quest’ultima alla propria cerchia ristretta»
Contrariamente al Müller, altri prelati della chiesa conciliare si sono espressi con favore nei confronti della FSSPX. Il vescovo kazako Athanasius Schneider aveva lanciato mesi fa un appello a papa Leone, lo stesso aveva fatto il vescovo texano Joseph Strickland. Nelle ultime ore, monsignor Strickland ha pubblicato un testo in cui afferma che l’amore, non la sfida, è stata la forza trainante di monsignor Lefebvre e della FSSPX.
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ancora a febbraio aveva pubblicato un comunicato sul caso delle consacrazioni FSSPX che dichiarava: «lo scisma c’è: ma è quello di una “chiesa” disposta a rinnegare tutti i Dogmi Cattolici per salvare il superdogma conciliare e sinodale».
Nelle ultime ore monsignor Viganò ha criticato il cardinale Müller per la sua posizione sulle imminenti consacrazioni.
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Immagine di Raimond Spekking via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata