Intelligenza Artificiale
Trump: lo sviluppo dell’IA non verrà fermato dalla «bufala della presa di potere dei robot»
Le paure che l’Intelligenza Artificiale possa conquistare il pianeta e sterminare l’umanità sono una bufala alimentata dai democratici radicali, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ribadendo il suo rifiuto degli allarmi lanciati dai grandi dell’IA.
Il dibattito si è riacceso nel fine settimana quando Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha pubblicato un saggio in cui chiedeva di rallentare lo sviluppo dei modelli di IA per consentire ai ricercatori di valutarne i rischi. L’appello è stato sostenuto da Sam Altman di OpenAI, creatrice di ChatGPT, e da Elon Musk, la cui SpaceXAI ha sviluppato il chatbot Grok.
Lunedì Trump ha replicato con una serie di post su Truth Social, sostenendo che le preoccupazioni venivano diffuse da «democratici radicali di sinistra, che non si arrendono mai, ma raramente vincono».
Riferendosi alla competizione tecnologica con la Cina, Trump ha definito l’IA e i data center «il più grande motore di sviluppo economico della storia» e ha promesso che, durante il suo mandato, «non saranno fermati da forze distruttive brillantemente gestite».
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«Io sono il cacciatore di bufale, e proprio ora sto smascherando un’altra bufala: che l’Intelligenza Artificiale prenderà il sopravvento, consumerà e distruggerà il mondo, e che i robot marceranno nelle nostre città e si sbarazzeranno di tutti noi!», ha scritto il presidente. Ha paragonato l’ansia per l’IA alle accuse di collusione tra il suo team e la Russia nelle elezioni del 2016 e al tentativo, guidato dai Democratici, di rimuoverlo dall’incarico nel primo mandato.
«Le persone che dicono che l’IA distruggerà il mondo e che i data center sono dannosi per il quartiere sono le stesse che, solo poco tempo fa, dicevano che il mondo sarebbe stato annientato dai “cambiamenti climatici”. Quella bufala non ha funzionato per loro e ora sono già passati alla prossima», ha aggiunto in un altro post.
Nel saggio Amodei ha scritto che l’intelligenza artificiale si sta evolvendo «a un ritmo drasticamente più rapido» dall’estate scorsa, grazie alla crescente capacità di auto-migliorarsi, esprimendo allarme per un episodio del mese scorso in cui agenti di IA testati da OpenAI hanno iniziato a violare sistemi esterni senza istruzioni in tal senso. Tra i rischi citati figurano la perdita di controllo sui sistemi, l’uso improprio da parte di malintenzionati e le ricadute economiche.
La rapida costruzione di enormi centri dati per l’IA, soprattutto in Virginia, Texas e Georgia, ha sollevato dubbi sul loro consumo di elettricità e acqua.
In un post su X pubblicato lunedì, l’Altmanno ha precisato che chiedere di «rallentare» lo sviluppo dell’IA non equivale a fermarlo. «I progressi sono stati rapidi e continueranno ad esserlo. Ma dovrebbero essere più lenti di quanto potrebbero essere altrimenti; interventi come i controlli di sicurezza e il monitoraggio hanno costi significativi», ha scritto.
«Nessuna pressione competitiva da parte degli Stati Uniti dovrebbe giustificare l’imprudenza, né permettere che le capacità superino l’allineamento e il monitoraggio», ha aggiunto il CEO di OpenAI.
Il canale televisivo MS NOW, precedentemento noto come MSNBC, ha riferito che Altman ha incontrato privatamente Trump a margine della convention repubblicana di metà mandato giovedì per discutere della questione.
In settimana Jacob Coxon, un ricercatore nel campo dell’Intelligenza Artificiale che ha lavorato per Anthropic e OpenAI ha annunciato le proprie dimissioni e ha messo in guardia le persone sui pericoli di questa tecnologia, affermando in una serie di post su X che nessuna delle due aziende si sta comportando in modo responsabile nel suo percorso verso quella che ha definito un’IA superintelligente, capace di auto-miglioramento.
«Non sottovalutate il potere di questa tecnologia. Presto si tratterà di sistemi sovrumani in grado di hackerare qualsiasi cosa, rivoluzionare qualsiasi settore da un giorno all’altro e acquisire potere e risorse reali. Abbiamo tutti assistito ai progressi in ciascuno di questi ambiti, e questi progressi non accennano a rallentare», ha affermato il Coxon.
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Come sa il lettore di Renovatio 21, i moniti apocalittici sull’AI si sprecano.
Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Demis Hassabis, amministratore delegato di Google DeepMind, ha lanciato un avvertimento sul cammino verso l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), che potrebbe sfociare in «esiti catastrofici» quali cyberattacchi alle reti energetiche o idriche. Secondo lo Hassabis, l’AGI potrebbe concretizzarsi entro i prossimi dieci anni.
Come riportato da Renovatio 21, missiva aperta diramata a ottobre, sottoscritta da luminari del settore e figure di spicco, ha sostenuto che entità «superintelligenti» potrebbero mettere a repentaglio la libertà umana o la stessa esistenza, proponendo una moratoria globale sullo sviluppo dell’IA sin quando non se ne assicuri la saldezza. Tra i sottoscrittori, il co-fondatore di Apple Steve Wozniak, i pionieri dell’IA Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, il magnate Richard Branson del gruppo Virgin, oltre a personalità di rilievo politico e culturale.
Come riportato da Renovatio 21, missiva aperta diramata a ottobre, sottoscritta da luminari del settore e figure di spicco, ha sostenuto che entità «superintelligenti» potrebbero mettere a repentaglio la libertà umana o la stessa esistenza, proponendo una moratoria globale sullo sviluppo dell’IA sin quando non se ne assicuri la saldezza. Tra i sottoscrittori, il co-fondatore di Apple Steve Wozniak, i pionieri dell’IA Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, il magnate Richard Branson del gruppo Virgin, oltre a personalità di rilievo politico e culturale.
Un ulteriore appello a mettere in pausa lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è stato firmato da un gruppo internazionale di medici e pubblicato dalla prestigiosa rivista medica BMJ Global Health. «Ci sono scenari in cui l’AGI [Intelligenza Artificiale Generale, ndr] potrebbe rappresentare una minaccia per gli esseri umani, e possibilmente una minaccia esistenziale» scrivono nell’appello i dottori di varie parti del mondo.
Altre voci, tuttavia, propendono per un’interpretazione più rosea. Elone Musk, che pure fa parte degli apocalittici riguardo i rischi delle macchine pensanti, ha dichiarato il mese scorso che gli avanzamenti dell’IA e della robotica potrebbero rendere il lavoro «facoltativo» tra 10-20 anni e che la moneta potrebbe rivelarsi «irrilevante» in un’economia IA-centrica, pur rammentando che occorrono ancora salti tecnologici sostanziali affinché tale orizzonte si materializzi.
Contrariamente, l’anno passato il CEO di Anthropic Dario Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
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Nel frattempo le notizie di IA definite come pericolose o persino «impazzite» abbondano.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che agenti IA riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Nel maggio 2026 l’ex CEO di Google Eric Schmidt ha tenuto un TED Talk, presentando uno scenario ipotetico per evidenziare come le tensioni geopolitiche potrebbero accelerare la corsa agli armamenti dell’IA, in particolare tra Stati Uniti e Cina, con la conseguenza di vedere i datacenter bombardati come obiettivi strategici.
L’idea di bombardare i data center AI è abbracciata anche dal neoluddismo cibernetico degli strenui oppositori dell’Intelligenza Artificiale come l’attivista Eliezer Yudkowsky, che vede nella distruzione dei centri che ospitano fisicamente i computer l’unico modo per fermare l’ascesa dell’Intelligenza Artificiale che potrebbe spazzare via l’intera umanità.
Lo Yudkowsky, che ha lanciato un appello per chiedere la distruzione materiale dei data center dell’AI prima che sia troppo tardi, dichiarando che «tutti sulla Terra moriranno».
Una prospettiva simile è stata spiegata questa settimana dall’esperto Nate Soares durante il podcast del popolare giornalista statunitense Tucker Carlson. Il Soares, facendo esempi multipli di IA fuggita dal controllo, è arrivato a dichiarare di non sapere se vi sono ancora anni prima dell’attacco dell’IA contro la civiltà umana oppure solo pochi mesi.
Di fatto, ha spiegato, il pianeta viene formato dalla forma di intelligenza dominante. Cosa accade se sulla Terra non è più l’essere umano ma la macchina pensante autonoma?
Immagine generata artificialmente