Persecuzioni
Sacerdote tradizionalista arrestato dopo aver benedetto una chiesa destinata alla demolizione
Un sacerdote francese è stato trattenuto dalla polizia per più di un giorno dopo aver benedetto una chiesa che, stando alle informazioni disponibili, è destinata alla demolizione. Lo riporta LifeSite.
Lunedì, padre Matthieu Salenave è intervenuto in un podcasto francese per raccontare l’episodio, verificatosi nella cittadina di Mayenne.
Mentre aspergeva con acqua santa la chiesa di Saint-Gault, edificio risalente all’XI secolo, il sindaco si è avvicinato intimandogli di abbandonare il luogo. Padre Salenave si è allontanato in automobile all’arrivo delle forze dell’ordine. Ha proseguito verso il suo priorato, ma diverse ore dopo è stato raggiunto da circa dieci agenti che lo hanno arrestato. Ha trascorso le successive 36 ore in custodia con l’accusa di violenza nei confronti di un rappresentante eletto, accusa che respinge con forza.
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La chiesa di Saint-Gault si trova nel comune di Quelaines-Saint-Gault. È in circolazione online una petizione che ha raccolto oltre 32.000 firme, rivolta al governo francese affinché intervenga per impedire la distruzione delle chiese storiche. Il testo sottolinea che migliaia di edifici religiosi abbandonati rischiano la demolizione, sebbene il «Piano Chiese» lanciato dal presidente Emmanuel Macron nel 2023 offra ancora possibilità di salvezza. Tuttavia, alcuni comuni avrebbero intensificato gli sforzi per abbatterle senza conseguenze.
L’arresto di don Salenave ha suscitato l’interesse di numerosi influencer sui social media. Il vicepresidente della sezione parigina dell’Associazione di Santa Genoveffa, un’organizzazione tradizionalista e controrivoluzionaria, ha invitato i cattolici a pregare per lui.
Nel corso dell’intervista concessa all’emittente francese Tocsin, Salenave ha riferito di aver trascorso la notte in commissariato e che i ritardi nell’udienza gli sono parsi intenzionali, finalizzati a «intimidirlo». Ha però descritto l’esperienza come una «prova» che ha sfruttato per glorificare Dio. Ha inoltre annunciato di aver presentato una denuncia alle autorità competenti.
Padre Salenave è un ex membro della Fraternità San Pio X (FSSPX). Attualmente fa parte della cosiddetta «Resistenza», legata al defunto vescovo Richard Williamson, anch’egli precedentemente nella FSSPX. Questo gruppo è particolarmente attivo in Francia, con figure principali come i domenicani di Avrillé e la Società degli Apostoli di Gesù e Maria (SAJM), alla quale si ritiene associato Salenave.
In un’altra apparizione sul podcast Tocsin, don Salenave ha raccontato di aver celebrato messe nei fienili durante la pandemia di COVID, paragonando quell’esperienza alle condizioni vissute dai cattolici al tempo della Rivoluzione francese.
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, ha citato le parole di Salenave in una recente intervista al giornalista cattolico Stephen Kokx.
«Cosa impedisce ai sacerdoti di sostenere i fedeli in questa battaglia contro il globalismo, come alcuni hanno già cominciato a fare?», si è chiesto, riferendosi alle azioni di Salenave. «I cattolici devono riprendersi il proprio destino, liberandosi dalla dittatura invadente e mortale dell’élite e dal potere opprimente di un’autorità usurpata».
La FSSPX ha recentemente comunicato che procederà alla consacrazione di nuovi vescovi il 1° luglio, con o senza il consenso del Vaticano. In un’omelia appassionata pronunciata nella domenica di Sessagesima del fine settimana scorso, il vescovo Bernard Fellay della FSSPX ha affermato che sussiste uno «stato di necessità» per tali consacrazioni, poiché lo «spirito missionario» della Chiesa è stato «soffocato» dalle attuali autorità romane.
Viganò ha confidato a Kokx le sue speranze riguardo all’incontro previsto giovedì tra il Superiore Generale della FSSPX, padre Davide Pagliarani, e il cardinale Victor Manuel «Tucho» Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, incentrato su dottrina e Concilio Vaticano II.
«Spero che l’insistenza del Superiore Generale nel dialogare con Roma non miri principalmente a ottenere una regolarizzazione canonica, ma piuttosto a “metterli con le spalle al muro” – per così dire – affinché, da un lato, emerga chiaramente la volontà dei membri della FSSPX di riconoscersi figli della Chiesa cattolica e sudditi del Romano Pontefice; e dall’altro, venga messo a verbale il rifiuto dell’attuale Gerarchia di riconsiderare il Vaticano II e le sue gravissime deviazioni, rivelandolo per ciò che è: sovversivo ed eretico», ha commentato il prelato lombardo.
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Immagine di Pymouss via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
