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Rampollo della famiglia eugenetica Rockefeller muore a 89 anni

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John D. «Jay» Rockefeller IV, ex senatore degli Stati Uniti e discendente di una delle famiglie più ricche e influenti d’America, è morto all’età di 89 anni.

 

Rockefeller è deceduto venerdì nella sua abitazione di Washington secondo quanto riferito dal Washington Post. La famiglia non ha reso nota la causa della morte, come riportato dal quotidiano.

 

Membro del Partito Democratico, Rockefeller ha rappresentato la Virginia Occidentale al Senato degli Stati Uniti per tre decenni, dal 1985 al 2015, dopo aver ricoperto due mandati come governatore.

 

Era il pronipote di John D. Rockefeller, fondatore della Standard Oil e uno degli industriali più ricchi d’America. Dalla famiglia sono usciti anche diversi personaggi di rilievo, tra cui suo zio Nelson Rockefeller, che fu vicepresidente degli Stati Uniti e governatore di Nuova York, e un altro zio, David Rockefeller, che diresse la Chase Manhattan Bank.

 

Nonostante le origini privilegiate, Rockefeller iniziò la carriera politica nel povero Stato minerario della Virginia Occidentale, dove si trasferì nel 1964 per lavorare come volontario in un programma di contrasto alla povertà. Successivamente entrò nella politica statale, diventando governatore nel 1977.

Pur rappresentando uno degli stati più poveri d’America, Rockefeller restò tra i membri più ricchi del Congresso. Impiegò milioni di dollari del proprio patrimonio personale per finanziare la vittoriosa campagna per il Senato del 1984.

 

Il Rockefeller dovette affrontare anche le critiche dell’industria del carbone della Virginia Occidentale. Nel 2012 votò contro un tentativo di bloccare le restrizioni federali sulle emissioni delle centrali a carbone, inducendo l’associazione dei carbonai dello stato ad accusarlo di sostenere politiche che mettevano a rischio i posti di lavoro e il futuro del settore.

 

Nel 2002 Rockefeller votò a favore dell’autorizzazione all’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti, una scelta che quasi dieci anni dopo definì «uno dei peggiori voti della mia vita».

 

Contribuì inoltre a promuovere una controversa legge sulla sorveglianza del 2008 che proteggeva le compagnie di telecomunicazioni dalle azioni legali per il loro coinvolgimento nel programma di intercettazioni telefoniche senza mandato dell’amministrazione Bush. Le organizzazioni per la difesa delle libertà civili criticarono il provvedimento, sostenendo che tutelava le aziende dall’essere chiamate a rispondere delle proprie azioni.

 

Nel 2013 Rockefeller annunciò che non si sarebbe ricandidato per un sesto mandato al Senato. La decisione arrivò dopo il calo di popolarità in West Virginia, legato al suo sostegno all’allora presidente Barack Obama e alle tensioni con l’industria del carbone dello stato.

 

Si è ritirato nel 2015, chiudendo tre decenni al Senato e segnando la fine della presenza della famiglia Rockefeller nelle cariche elettive fino a quel momento. Lascia la moglie Sharon Percy Rockefeller, i loro quattro figli e nove nipoti.

 

La famiglia Rockefeller e le sue fondazioni filantropiche hanno avuto un ruolo significativo nel sostegno al movimento eugenetico nella prima metà del XX secolo, un’epoca in cui l’eugenetica era considerata da molti intellettuali e progressisti una scienza applicata per migliorare la società attraverso il controllo della riproduzione.

 

Negli Stati Uniti, John D. Rockefeller Jr. finanziò il Bureau of Social Hygiene (fondato nel 1913), che collaborava con eugenisti come Charles Davenport e promuoveva studi sulle basi biologiche del crimine e della «degenerazione». La famiglia e le fondazioni Rockefeller contribuirono anche all’Eugenics Record Office di Cold Spring Harbor, centro nevralgico dell’eugenetica americana che sostenne leggi di sterilizzazione forzata e restrizioni all’immigrazione.

 

Il sostegno si estese alla Germania. Tra gli anni Venti e Trenta, la Rockefeller Foundation finanziò diversi istituti della Kaiser Wilhelm Society. In particolare, nel 1926 destinò circa 250.000 dollari al Kaiser Wilhelm Institute for Psychiatry di Monaco, diretto da Ernst Rüdin, uno degli architetti della legge nazista sulla sterilizzazione forzata del 1933 e sostenitore dell’igiene razziale del Terzo Reich. Tra il 1925 e il 1935 la Fondazione investì quasi tre milioni di dollari in questo istituto.

 

Parallelamente, contribuì alla costruzione e al mantenimento del Kaiser Wilhelm Institute of Anthropology, Human Heredity, and Eugenics di Berlino (fondato nel 1927), guidato da Eugen Fischer, Fritz Lenz e poi Otmar von Verschuer. Quest’ultimo fu mentore di Josef Mengele; l’istituto ricevette materiali umani da Auschwitz per ricerche su gemelli e tratti ereditari volti a giustificare teorie razziali naziste. La Fondazione finanziò anche ricerche su gemelli e indici genetici, continuando in parte i finanziamenti anche dopo l’ascesa di Hitler, sebbene riducendoli quando i legami nazisti divennero evidenti.

 

Sul fronte del controllo delle nascite, i Rockefeller sostennero Margaret Sanger, fondatrice di Planned Parenthood e aperta eugenista che auspicava la limitazione della riproduzione dei «non adatti». John D. Rockefeller Jr. iniziò a finanziarla negli anni Venti con donazioni anonime; il Rockefeller Brothers Fund sostenne Planned Parenthood dal 1942. John D. Rockefeller III fondò nel 1952 il Population Council, affidandone la direzione a Frederick Osborn (già leader dell’American Eugenics Society), trasformando gli obiettivi eugenetici in programmi di controllo demografico, spesso indirizzati a popolazioni povere o non occidentali.

 

Le fondazioni Rockefeller hanno finanziato attività mediche e sanitarie in Cina che includevano aspetti pediatrici e della salute materno-infantile, ma in un contesto di sviluppo della medicina moderna e della sanità pubblica, non di studi eugenetici sperimentali analoghi a quelli dei Kaiser Wilhelm Institute in Germania.

 

La China Medical Board (CMB), creata nel 1914 come progetto della Rockefeller Foundation (poi diventata fondazione indipendente nel 1928), ha investito massicciamente nella modernizzazione della medicina in Cina. Il progetto principale è stato la fondazione e il finanziamento del Peking Union Medical College (PUMC), che è diventato il principale centro di medicina occidentale d’élite nel Paese.

 

Al PUMC è stata istituita una divisione di pediatria già nel 1922 (formalmente attiva con ambulatori e poi reparti). Questa divisione è considerata una delle culle della pediatria moderna in Cina. Personale e ricercatori del PUMC hanno condotto studi su sviluppo, alimentazione e patologie infantili cinesi (ad esempio, lavori pubblicati negli anni Venti sulla crescita e la dieta dei bambini cinesi). Il pediatra americano L. Emmett Holt, legato personalmente alla famiglia Rockefeller, contribuì anche all’insegnamento e all’organizzazione della pediatria lì.

 

Come riportato da Renovatio 21, al rockefelleriano dottor Holt si imputano una quantità massiva di morti infantili.

Il pediatra Holt riteneva che il contatto con i bambini, anche neonati, andasse limitato. Soprattutto non andavano cullati e tenuti in braccio: questo, secondo la sua teoria che ebbe un grandissimo successo negli USA di inizio Novecento, li avrebbe resi viziati. Migliaia, decine se non centinaia di migliaia di bimbi, perirono di quel male che chiamano «marasma». Una piaga che investì tutte le classi sociali, anche i più ricchi, che come oggi, vogliono tenersi al passo delle nuove teorie educative.

 

La vera strage, però, fu – ovvio – negli orfanotrofi, dove l’imposizione della regola del non contatto fisico si sommava agli altri problemi tipici degli istituti.

 

Nel 1915, secondo uno studio, morivano nei primi 2 anni di vita dal 30% al 60% degli orfani istituzionalizzati negli USA. A Baltimora, moriva il 90%. Epperò, era un ospedale di Nuova York ad avere il primato, con il 100% della mortalità infantile sotto i due anni.

 

Solo alla fine degli anni venti alcune strutture «ribelli» trovarono il coraggio di rompere le regole e cullare e accarezzare i piccoli, così come guida la più basica natura umana. Il tasso di mortalità calò in modo impressionate. Le idee di Holt caddero dimenticate, ma, attenzione, non vennero condannate.

 

L’interesse dei Rockefeller per la demografia e il controllo delle nascite in Asia è esistito (soprattutto tramite John D. Rockefeller III e il Population Council dal 1952 in poi), ma è un capitolo distinto e successivo rispetto alla creazione della pediatria al PUMC. In era più recente si è sentito un Rockefeller

 

Il sostegno alle cause di pianificazione familiare, contraccezione e accesso all’aborto è proseguito e continua attraverso veicoli filantropici legati alla famiglia, anche se la retorica è cambiata (da «controllo della popolazione» e preoccupazioni eugenetiche a «diritti riproduttivi», «equità» e salute delle donne). Il Rockefeller Brothers Fund ha sostenuto Planned Parenthood fino almeno al 1975; il Rockefeller Family Fund ha finanziato Planned Parenthood e organizzazioni affini; Rockefeller Philanthropy Advisors (RPA), di cui Valerie Rockefeller (discendente diretta) è stata presidente del board, ha destinato oltre 3,8 milioni di dollari a Planned Parenthood e affiliati tra il 2022 e il 2024, oltre a sostenere altre organizzazioni pro-choice e di giustizia riproduttiva; il Population Council, fondato nel 1952 da John D. Rockefeller III (con Frederick Osborn, figura legata all’American Eugenics Society), esiste ancora e si occupa di salute riproduttiva, contraccezione e politiche demografiche. Ha evoluto il proprio linguaggio ma mantiene radici storiche in quel filone.

 

Nelson Rockefeller, governatore dello Stato di Nuova York, firmò una legge che liberalizzava fortemente l’aborto l’11 aprile 1970 (entrata in vigore il 1° luglio 1970), tre anni prima della sentenza Roe v. Wade del 1973 che federalizzava il «diritto di aborto» in tutti gli Stati USA.

 

La legge permetteva l’aborto su richiesta della donna, in accordo con il medico, fino alla 24ª settimana di gravidanza (circa la fine del secondo trimestre). Dopo quel limite l’aborto era consentito solo per salvare la vita della donna. Non prevedeva requisiti di residenza, quindi donne di altri Stati potevano recarsi a Nuova York per abortire legalmente. Era considerata all’epoca una delle leggi più permissive degli Stati Uniti (dopo quella delle Hawaii).

 

Prima di questa riforma, a New York l’aborto era consentito solo per salvare la vita della donna (legge del 1830). Rockefeller firmò il provvedimento e, nel 1972, pose il veto a un tentativo del legislatore di abrogare la legge, mantenendola in vigore fino a quando Roe v. Wade non rese l’aborto un diritto costituzionalmente protetto a livello federale.

 

Una famiglia amica dei Rockefeller (produttori di petrolio, in partenza) in Italia fu quella degli Agnelli (produttori di auto). Il ruolo di Susanna Agnelli nel caso degli aborti di Seveso, permessi dello Stato prima della legalizzazione del figlicidio con la legge 194/78, potrebbe essere indagato in questo senso.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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