Spirito
Professore cattolico dice che l’insegnamento di Papa Leone XIV sulla guerra giusta «manca di coerenza»
Secondo una critica espressa dal professore cattolico tedesco e sociologo Manfred Spieker, le dichiarazioni di Papa Leone XIV sulla guerra giusta sono state definite prive di «coerenza».
Il professor Spieker ha redatto una recensione della prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, dedicata all’Intelligenza Artificiale (IA), nella quale il Pontefice ha affrontato anche la teoria cattolica della guerra giusta.
Nel suo articolo pubblicato sulla rivista tedesca Communio, lo Spieker sosteneva che quanto affermato dall’enciclica di Leone sulla guerra giusta «manca di coerenza e solleva numerose obiezioni».
Leone scrive che la dottrina della guerra giusta deve essere «superata» oggi «più che mai». «Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, questa dottrina – sviluppata da Agostino nel V secolo – è descritta con sufficiente chiarezza al paragrafo 2309, e la sua validità viene sottolineata», ha commentato nell’articolo lo Spieker.
Citando il Catechismo sulla guerra giusta, ha affermato che «un popolo è autorizzato a difendersi militarmente per legittima difesa se il danno causato dall’aggressore è certo, grave e duraturo; se tutti gli altri mezzi per porre fine alla guerra si sono rivelati inefficaci; se vi è una seria prospettiva di successo; e se il danno causato dalla difesa militare non è peggiore del male da eliminare (…)Tutte queste condizioni devono essere soddisfatte simultaneamente, e spetta ai governi responsabili giudicare se siano soddisfatte».
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«Per giustificare l’appello a “superare” la dottrina della guerra giusta, Magnifica Humanitas si rifà al paragrafo 258 dell’enciclica Fratelli Tutti (2020) di papa Francesco, che cita due ragioni contro la dottrina della guerra giusta: in primo luogo, si afferma che tutte le guerre degli ultimi decenni sono state giustificate; in secondo luogo, lo sviluppo delle armi moderne non permette più di considerare la guerra una soluzione», ha continuato Spieker.
«Né la prima né la seconda ragione costituiscono un argomento contro la dottrina della guerra giusta», ha affermato il professore emerito. «Se tutti coloro che fanno la guerra invocano questa dottrina, resta da esaminare chi è giustificato a farlo e chi no. Coloro che invocano erroneamente questa dottrina saranno oggetto di critiche o di rifiuto. Ma ciò non rende obsoleta la dottrina della guerra giusta. E se una particolare arma o il suo utilizzo non possono essere giustificati, allora il suo utilizzo deve essere rifiutato. Tuttavia, questo non dimostra l’invalidità della dottrina della guerra giusta; al contrario, la conferma».
«La dottrina della guerra giusta va superata, secondo la Magnifica Humanitas, senza pregiudizio del diritto alla legittima difesa, da intendersi nel senso più stretto», ha proseguito. «L’enciclica si astiene da ulteriori considerazioni su cosa si intenda per “legittima difesa nel senso più stretto”».
«Se avesse affrontato la questione di cosa costituisca “legittima difesa nel senso più stretto”, probabilmente sarebbe tornata alla dottrina della guerra giusta, il cui scopo principale è quello di limitare rigorosamente il diritto di utilizzare mezzi militari a scopo difensivo», scrive il sociologo. «Non sarebbe stato possibile evitare la contraddizione tra la difesa del diritto all’autodifesa e l’esigenza di superare la dottrina della guerra giusta».
Lo Spieker è professore emerito di scienze politiche, filosofia e storia, e ha ricoperto la cattedra di Scienze sociali cristiane presso l’Istituto di teologia cattolica dell’Università di Osnabrück dal 1983 al 2008.
Come riportato da Renovatio 21, Leone XIV era stato criticato anche per sue dichiarazioni su aborto e pena di morte.
Due anni fa il vescovo elvetico Mariano Eleganti aveva dichiarato che il documento di Bergoglio Dignitas Infinita contraddice la dottrina della Chiesa sulla pena di morte e sulla guerra.
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Immagine: Gerard Seghers (1591–1651) (attribuito), I quattro dottori della Chiesa occidentale, Sant’Agostino d’Ippona (354-430) (tra il 1600 e il 1650), Collezione Kingston Lacy, Wimborne Minster, Dorset, Inghilterra.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia