Geopolitica
Patto con Putin, Zelens’kyj attacca Trump
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha attaccato duramente il presidente statunitense Donald Trump per la decisione di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, accusando Washington di aver stretto un accordo con Mosca alle spalle di Kiev.
Lo Zelens’kyj ha definito la mossa «decisamente ingiusta», «decisamente non da partner» e «una decisione debole da parte di partner forti», presentandola di fatto come una pugnalata alle spalle proprio mentre i negoziatori ucraini e i sostenitori europei di Kiev incontravano funzionari americani a Miami per discutere un possibile accordo di pace.
In un messaggio vocale inviato venerdì ai giornalisti occidentali, lo Zelens’kyj ha suggerito che Trump avesse usato i colloqui con i negoziatori ucraini come «cortina fumogena» mentre perseguiva un accordo separato con il presidente russo Vladimiro Putin.
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«Sapete, sembra un regalo di buon compleanno per Putin. È assolutamente terribile», ha detto ad Axios in un’intervista telefonica separata, riferendosi al 74° compleanno del leader russo, celebrato all’inizio di questa settimana.
Inizialmente Trump ha ignorato le domande dei giornalisti su Zelens’kyj , che lo aveva definito «debole», ma in seguito ha minimizzato le critiche, difendendo l’accordo come necessario per contenere l’impennata dei prezzi del carburante.
«Abbiamo bisogno di petrolio per il mondo e questo è gasolio, che è proprio ciò di cui abbiamo bisogno. Quindi siamo molto contenti di averlo ottenuto», ha detto il presidente degli Stati Uniti con a fianco, per qualche ragione, il pugilatore Mike Tyson.
Q: Zelenskyy said you’re weak because of the Putin deal. He just criticized you
TRUMP: Who said that?
Q: Zelenskyy. He said you’re weak
TRUMP: Okay. *walks away* pic.twitter.com/niHd2ynoVP
— Aaron Rupar (@atrupar) October 9, 2026
Reporter: President Zelensky said that this is a weak move by a strong partner that will only prolong the war.
Trump: We need oil for the world and this is diesel, which is what we need. So we’re very happy to get it. https://t.co/P2buozDAqY pic.twitter.com/8clgGPbJvv
— Faytuks Network (@FaytuksNetwork) October 9, 2026
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Venerdì Trump ha annunciato che, dopo una «discussione positiva» con Putin, Mosca aveva accettato di fornire immediatamente oltre 300.000 tonnellate di gasolio ai mercati americani e globali, seguite da 500.000 tonnellate a novembre, un altro milione di tonnellate poco dopo e potenzialmente altri 3 milioni di tonnellate a seconda della capacità delle raffinerie.
Il dipartimento del Tesoro statunitense ha poi concesso una deroga di sei mesi alle sanzioni, consentendo le esportazioni di gasolio russo, nel tentativo di Washington di contenere la carenza globale di carburante, aggravata dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dagli attacchi ucraini alle raffinerie russe.
Trump ha più volte incolpato Kiev — e personalmente Zelens’kyj — dell’aggravamento della crisi globale dei carburanti, accusando l’Ucraina di aver deliberatamente messo fuori uso la capacità di raffinazione russa e di aver fatto salire i prezzi per i consumatori americani. Attacchi contro gli impianti russi sono stati eseguiti anche dopo l’ammonimento trumpiano.
Durante una visita in Irlanda il mese scorso, Trump ha chiesto esplicitamente a Zelens’kyj di interrompere gli attacchi. «Zelens’kyj deve fare una cosa. Deve smettere di colpire i depositi di gasolio in Russia… Non colpite i depositi di gasolio, perché questo sta danneggiando il mondo», ha affermato. Poco dopo, Kiev colpiva un’altra raffineria.
All’inizio di questa settimana Trump ha rincarato la dose, sostenendo che la causa principale dell’impennata dei prezzi del carburante negli Stati Uniti non fosse più l’interruzione delle spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Ormuzzo, bensì gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe. Anche il segretario del Tesoro Scott Bessent ha collegato gli attacchi a un più ampio «shock energetico» globale.
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Nonostante i ripetuti avvertimenti di Washington, lo Zelens’kyj ha promesso lo scorso fine settimana di intensificare gli attacchi a lungo raggio contro gli impianti petroliferi russi. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato venerdì al Financial Times che Kiev ignorerà l’accordo tra Washington e Mosca e «darà fuoco alle sue raffinerie».
La carenza di carburante è diventata una questione interna sempre più pressante per Trump in vista delle elezioni di medio termine del 3 novembre. A settembre i prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record, superando i 6,50 dollari al gallone, con punte di oltre 8 dollari in alcune zone della California.
Dopo la conversazione di venerdì, Putin ha confermato che la Russia è pronta a fornire petrolio e prodotti petroliferi ai mercati americani e globali, esprimendo fiducia che la mossa avrà un effetto positivo sull’economia mondiale.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr