Terrorismo

L’ISIS rivendica la responsabilità dell’attacco alla chiesa greco-ortodossa in Giordania

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Il brutale attacco terroristico avvenuto in pieno giorno nella chiesa greco-ortodossa di San Giorgio a Karak, situata a sud-ovest della capitale Amman, è stato rivendicato dall’ISIS.

 

Un tempo i cristiani rappresentavano il 12% della popolazione giordana, mentre oggi costituiscono meno del 2% a causa di discriminazioni religiose, minacce e violenze.

 

In seguito all’attacco, i terroristi hanno inviato un messaggio agghiacciante: «Allahu Akbar, e gloria ad Allah. Abbiamo punito brutalmente i cristiani di Karak per vendicare l’Islam e lo Stato Islamico. Allahu Akbar! Allahu Akbar!»

 

Poche ore dopo l’attentato, il re Abdullah di Giordania ha fatto visita ai sopravvissuti feriti e ha promesso che i responsabili sarebbero stati puniti «con il pugno di ferro».

 

L’attacco è stato fermamente condannato dai leader della zona circostante.

 

Ahmed al-Tayeb, grande imam di Al-Azhar al Cairo, ha offerto le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e ha definito la sparatoria un «atroce attacco terroristico».

 

Il ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein ha «ribadito la solidarietà dell’Iraq con la Giordania di fronte al terrorismo».

 

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato l’attacco definendolo «particolarmente efferato» e ha chiesto che «tutti i responsabili vengano individuati e chiamati a risponderne».

 

In Giordania sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale.

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Immagine screenshot da Twitter

 

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