Eutanasia

La Francia si avvia verso l’eutanasia diffusa entro l’estate del 2026

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Il disegno di legge sull’«eutanasia assistita» ha compiuto un ulteriore passo nella sua spirale discendente il 10 giugno 2026.

 

Per la terza volta, la Commissione Affari Sociali dell’Assemblea Nazionale lo ha approvato in una versione profondamente rivista e notevolmente peggiorata. Quella che inizialmente era stata presentata come una misura eccezionale ora rivela la sua vera natura: l’organizzazione sistematica dell’eutanasia assistita in Francia.

 

L’emendamento più significativo è quello della deputata del Partito dei Verdi Danielle Simonnet, che sancisce la «libera scelta» del paziente tra suicidio assistito ed eutanasia. Fino ad ora, la somministrazione della sostanza letale da parte di terzi – ovvero l’eutanasia stessa – era riservata esclusivamente ai pazienti fisicamente incapaci di compiere l’atto fatale da soli. Questo fragile confine, già gravemente contrario alla legge naturale, consentiva comunque una distinzione di principio. Ora è stato abolito.

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La Società francese di cure palliative (SFAP) ha immediatamente lanciato l’allarme: «l’eutanasia sta diventando la regola , non l’eccezione». L’esperienza dei Paesi che hanno intrapreso questa strada lo conferma: la stragrande maggioranza delle persone, quando ne ha la possibilità, opta per l’eutanasia. Questo cambiamento contraddice direttamente il parere del Comitato consultivo nazionale di etica – tutt’altro che noto per essere conservatore in materia etica – che si era pronunciato a favore del suicidio assistito come principio generale, con l’eutanasia considerata solo un’eccezione estremamente rara.

 

Tra le altre disposizioni adottate, un emendamento orwelliano proposto da La France Insoumise (LFI) mira a classificare legalmente le morti per eutanasia o suicidio assistito come «morte naturale». L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere gli eredi dalle clausole di esclusione nei contratti di assicurazione sulla vita. Gli operatori sanitari contrari al testo hanno immediatamente denunciato questa formulazione come una «finzione ingannevole»: definire «morte naturale» quella che, per definizione, è una morte deliberatamente indotta costituisce una falsificazione del linguaggio al servizio di una falsificazione della realtà.

 

Ancor più allarmante è il fatto che tutti i tentativi di introdurre garanzie per le persone vulnerabili – adulti protetti, persone con disabilità intellettiva – siano stati respinti in nome di un presunto «pari accesso» al suicidio assistito. La contraddizione è lampante: la legge priva queste stesse persone della capacità giuridica di compiere molti atti ordinari della vita civile, concedendo loro improvvisamente il «consenso informato» per richiedere la morte. Come ha sottolineato il deputato Patrick Hetzel , «c’è una chiara contraddizione».

 

Il testo sarà esaminato in seduta plenaria a partire dal 22 giugno. Il governo intende sottoporre il parere definitivo ai membri del Parlamento il 15 luglio.

 

Di fronte a questa fretta legislativa, i cattolici sono chiamati a ricordare che ogni vita umana, dal primo all’ultimo respiro, porta in sé l’ immagine del Creatore. Nessuna legge statale può cancellare questa verità inscritta nella natura stessa dell’umanità .

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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