Ormoni
Il segretario della Guerra USA contro il basso livello di testosterone: nuovo capitolo nel rapporto tra Stato e ormoni
Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha annunciato che le forze armate statunitensi sottoporranno ogni anno a screening i militari di età pari o superiore a 30 anni per verificare l’eventuale presenza di bassi livelli di testosterone, offrendo la terapia ormonale sostitutiva a chi risulterà carente.
Il capo del Pentagono ha illustrato il piano in un video di quasi tre minuti diffuso su X, intitolato «Il dipartimento della Guerra ad Alto Livello di T». Ha precisato che l’iniziativa «non riguarda il potenziamento artificiale», bensì «il ripristino e l’ottimizzazione delle capacità naturali [dei militari], la protezione della loro longevità e la garanzia che abbiano le basi biologiche necessarie per sostenere il combattimento».
Lo Hegseth ha specificato che la terapia sarebbe facoltativa e basata sulle indicazioni dei professionisti sanitari. «La diversità è la nostra forza» è la «frase più stupida» della storia militare – capo del Pentagono
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Interpellato dai giornalisti sugli studi alla base della nuova politica, il Pentagono ha rinviato al video in cui Hegseth sostiene che il «campo di battaglia moderno» richiede «la massima prontezza psicologica e mentale». Non ha risposto alla domanda se anche le soldatesse sarebbero state sottoposte a screening per verificare un eventuale calo dei livelli di estrogeni.
La carenza di testosterone negli uomini aumenta di norma con l’età ed è spesso associata a disfunzione erettile, riduzione della libido, sbalzi d’umore e aumento di peso. L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, e in particolare il segretario alla Salute Robert F. Kennedy jr., ha promosso una maggiore diffusione della terapia sostitutiva con testosterone, tanto che la Food and Drug Administration ha recentemente proposto di allentare i limiti di prescrizione dei farmaci a base di testosterone.
Le dichiarazioni di Hegseth hanno comunque provocato ironia e critiche, con alcuni commentatori che hanno collegato la misura alla sua dura campagna contro il «wokeismo», la diversità, l’equità e l’inclusione (DEI) e alla decisione di vietare l’arruolamento ai militari transgender.
La senatrice democratica Tammy Duckworth ha osservato che il piano le sembrava «un’assistenza sanitaria di affermazione di genere», mentre Chrissy Houlahan, democratica della Pennsylvania, ha suggerito che dimostrava come Hegseth «prende ordini dagli angoli più remoti della manosfera».
Qui in verità sta esattamente il punto: la sinistra mondiale, oramai occupata solo da questioni omotransessuali invece che dal benessere e il lavoro dei cittadini, ammette il testosterone sintetico solo per l’operazione, fallace e contronaturale, del cambio di sesso – ed è pure disposta a far pagare lo Stato.
Mentre la direzione naturale del testosterone – cioè per un maschio che voglia svolgere attività da maschio, e sembrare un maschio, etc. – la sostanza diviene proibita, al punto che i bodybuilder (la cui disciplina è intimamente, e sempre meno tacitamente, connessa all’uso di steroidi anabolizzanti) possono finire il galera per le stesse fialette che invece lo Stato passa gratuitamente a ragazzine che sono state convinte di essere dei maschi.
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Chi vuole un fisico massiccio, scolpito («definito», in gergo), come quello degli attori dei film ma anche della scultura classica (pensate al discobolo di Mirone), in genere vive a suo modo una «disforia», ma essa non è contemplata dalla biomedicina dello Stato moderno, per la quale l’unica disforia possibile, da trattare con ormoni sintetici e chirurgia amputante.
Chi dà la triptorelina a un bambino fermandogli la crescita (con praticamente nessuno studio sugli effetti a lungo termine!) viene rimborsato dallo Stato. Invece il palestrato vuole usare la triptorelina per tornare alla produzione naturale dell’ormone maschile, potrebbe finire al gabbio. Non solo: se sei una donna, e vuoi rinunciare alla capacità più femminile del tuo corpo – la riproduzione umana – la farmacia nazionale ti offre lo steroide giusto: la pillola, che è a sua volta un ormone steroideo sintetico.
Si tratta di quello che su Renovatio 21 abbiamo chiamato «lo Stato etico ormonale». Lo Stato moderno infatti, guidato dalla Necrocultura che è il suo sistema operativo, lavora per la distruzione della legge naturale, e con essa della natura umana.
Diventa chiaro che l’ormone steroideo per lo Stato moderno, è legale solo se distrugge il rapporto fra i sessi, o ancora meglio, se annienta la fertilità.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia