Catastrofi
Il pilota del jet privato precipitato recitava il «Padre Nostro»
Il mondo sembra scioccato dall’ultima tragedia aerea, quella del Learjet 60 precipitato poche ore fa in Florida, non lontano dalla residenza del presidente statunitense di Mar-a-Lago.
Mentre il jet privato con nove persone a bordo è in picchiata, a pochi secondi dall’impatto con la Terra a quasi 640 chilometri orari, una voce maschile, presumibilmente quella di uno dei piloti, sembra recitare il Padre Nostro.
Il National Transportation Safety Board (NTSB) e le autorità locali stanno ancora indagando sul terribile incidente avvenuto domenica pomeriggio nella contea di Palm Beach, in Florida, e al momento sono disponibili pochi dettagli verificabili, a parte video e audio pubblicati sui social media.
L’audio delle ultime comunicazioni tra l’equipaggio del Learjet 60 e il controllo del traffico aereo (ATC) durante gli ultimi, angoscianti momenti del volo fatale è dominato dalla voce di una pilota donna, presumibilmente il copilota.
Negli ultimi secondi la si sente dire: «Dichiarazione di emergenza… stiamo viaggiando a velocità eccessiva, stiamo scendendo di 20.000 piedi al minuto».
Mentre un controllore del traffico aereo le parla con calma, assicurandole che la torre di controllo è pronta a prestare soccorso, lei esclama: «Ci schianteremo al suolo!» prima di lanciare un urlo agghiacciante.
«Stiamo scendendo a 22.000 piedi e stiamo inclinando l’aereo di 60 gradi.» A quel punto si può sentire in sottofondo una voce maschile che dice a tratti: «… cieli… sia santificato il tuo nome».
*Listener discretion advised, ATC audio from the accident.
A Learjet 60 crashed in Palm Beach County, Florida earlier today. The pilot reported moderate turbulence along with icing conditions. The aircraft departed Austin, Texas heading towards the Bahamas. The pilot later… pic.twitter.com/ynM2RgU9LM
— Thenewarea51 (@thenewarea51) November 1, 2026
Dopo un paio di altre esclamazioni incomprensibili, le sue ultime parole sono state : «Santo cielo, il tempo è scaduto».
L’aereo si è schiantato al suolo a una velocità talmente elevata da disintegrarsi praticamente all’impatto, creando un’enorme palla di fuoco e lasciando solo un cratere e rottami metallici sparsi nell’area circostante.
Non sono stati segnalati decessi o feriti tra le persone sul posto.
In rete sta avendo ampia circolazione un messaggio di un pilota che accusa il modello di aereo, prodotto dalla francese Bombardier. Si tratta di una risposta ad un messaggio che l’utente di X Dave ha copincollato a benefizio di tutti.
«Voliamo sempre a temperature incredibilmente basse. Di solito il ghiaccio si forma quando le temperature sono comprese tra 0 e -20 gradi. Che ci crediate o no, c’è un limite oltre il quale non si forma ghiaccio. A -40 gradi, è praticamente impossibile. Inoltre, l’aereo è dotato di ali e coda riscaldate».
«Ho pilotato il Lear 60 per circa 15 anni. È un aereo da non sottovalutare, probabilmente il più pericoloso che abbia mai pilotato. Ha un’ala estremamente critica. Il flusso d’aria deve essere perfetto. Quando incontra aria turbolenta, va facilmente in stallo. Mi è capitato di stallare a 41.000 piedi (circa 12.500 metri) proprio a causa di una turbolenza (durante il volo verso Palm Beach, per la precisione). Siamo riusciti a riprendere il controllo e a farlo volare di nuovo a circa 30.000 piedi (circa 9.000 metri). Spaventoso».
Long post worth the read. I have a close friend who flies private jets. He flew Lear 60 for over 15 years and now flies a Gulfstream. This is a copy and paste of his response to me asking him if I thought Ice was the issue.
“We always fly in ridiculous cold temperatures.”
“Usually you get the bad ice when the temperatures are like 0 to negative 20. Believe it or not, there’s a point where it gets too cold for ice. At negative 40, you pretty much can’t get ice. Besides that, the airplane is equipped with hot wings and hot tail.”
“I flew the Lear 60 for like 15 years. It’s a no joke airplane and probably the most dangerous airplane I’ve ever flown. It has a super critical wing. The airflow has to be perfect. When it gets into rough air and turbulence, it will easily stall. It has stalled on me at 41,000 feet just because we got into some turbulence. (On the way to Palm Beach as a matter of fact. ) we recovered and got her flying again around 30,000 ft. Scary
But here’s the problem. This airplane has a terrible coffin corner. (At high altitudes) what that means is, you fly in a really narrow window where if you lose 20 knots, it stalls. And if you gain 20 knots, it goes into overspeed. The air goes supersonic over the wing and it goes into a high speed stall, or worse, a Mach tuck.
So if you stall, the normal recovery is to push the yoke forward to lower the nose and gain air speed again. At low altitude, you can push really hard and recover quickly. But in the 60… if you push hard, it will gain air speed and go into a high speed stall, it doesn’t take much. It’s very sensitive. The 60 has super short wings that don’t make much lift. So then you high speed stall, and the computer is yelling at you… OVERSPEED! So then you pull back and enter a low speed stall. And you go back and forth trying to keep it in the air speed window.
This whole thing is pretty scary. And you should recover basically by using your finger tips using super small corrections. You can’t over do it. If you try to muscle the recovery, she gets mad and will become unrecoverable. If she enters a mach tuck. You’re done.”
“I taught the Lear 60 to other pilots and mentored them. I told them… this airplane has a soul and it’s trying to kill you. Do not ever try to top the weather. Don’t go over a thunderstorm. Go around it. If it means a half hour longer, then do it. Going over the thunderstorm will go into turbulence that you might not recover from.
These pilots went right over a thunderstorm. I think it stalled which caused them to drop down into the thunderstorm and ended up in mach tuck. They picked up so much speed that it ripped off the horizontal stabilizer. At that point… chuck Yeager can’t fix it.
These same pilots did something similar a couple months ago. ATC got mad at them. They poked the bear one too many times.
This is not a beginner airplane. The Gulfstream would never do this. It has HUGE margins of error and won’t stall like that. But then again… it’s got HUGE wings. It’s a pussy cat.
The Gulfstream is like driving a 4 wheeler. The Lear 60 is like riding a uni cycle.”
— Dave (@HangryDBowman) November 2, 2026
«Ma ecco il problema. Questo aereo ha un terribile angolo di incidenza (a quote elevate). Ciò significa che si vola in una finestra di velocità molto ristretta: se si perdono 20 nodi, va in stallo. E se si guadagnano 20 nodi, va in sovravelocità. L’aria diventa supersonica sopra l’ala e si verifica uno stallo ad alta velocità, o peggio, un Mach tuck [fenomeno aerodinamico che fa sì che il muso di un aereo si inclini spontaneamente verso il basso quando il velivolo si avvicina alla velocità del suono, durante il volo transonico, cioè tra Mach 0.72 e Mach 1, ndr]. Quindi, in caso di stallo, la normale manovra di recupero consiste nello spingere la cloche in avanti per abbassare il muso e riprendere velocità».
«A bassa quota, puoi spingere forte e recuperare rapidamente. Ma nel 60… se spingi forte, prenderà velocità e andrà in stallo ad alta velocità, basta poco. È molto sensibile. Il 60 ha ali molto corte che non generano molta portanza. Quindi vai in stallo ad alta velocità e il computer ti urla… ESAURIMENTO VELOCITÀ! Allora devi tirare indietro e andare in stallo a bassa velocità. E vai avanti e indietro cercando di rimanere nella finestra di velocità».
«Tutta questa situazione è piuttosto spaventosa. E dovresti recuperare usando fondamentalmente la punta delle dita con correzioni piccolissime. Non puoi esagerare. Se cerchi di forzare il recupero, si arrabbia e diventa irrecuperabile. Se entra in Mach Tuck, sei spacciato».
«Ho insegnato a pilotare il Lear 60 ad altri piloti e li ho seguiti come mentore. Dicevo loro… questo aereo ha un’anima e sta cercando di uccidervi. Non cercate mai di sorpassare le condizioni meteorologiche. Non passate sopra un temporale. Girategli intorno. Se significa mezz’ora in più di volo, fatelo».
«Passare sopra un temporale vi porterà in una turbolenza da cui potreste non riprendervi. Questi piloti sono passati proprio sopra un temporale. Credo che l’aereo sia andato in stallo, il che li ha fatti precipitare nel temporale e finire a velocità supersonica. Hanno preso così tanta velocità che lo stabilizzatore orizzontale si è staccato. A quel punto… nemmeno Chuck Yeager [famoso pilota collaudatore della storia aeronautica americana, noto per la sua abilità e il suo coraggio, ndr] avrebbe potuto ripararlo».
«Questi stessi piloti hanno fatto qualcosa di simile un paio di mesi fa. Il controllo del traffico aereo si è arrabbiato con loro. Hanno stuzzicato il orso troppe volte. Questo non è un aereo per principianti. Il Gulfstream non farebbe mai una cosa del genere. Ha margini di errore ENORMI e non andrebbe in stallo in quel modo. Ma d’altronde… ha ali ENORMI».
«Guidare un Gulfstream è come guidare un quad. Guidare un Lear 60 è come andare in monociclo».
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Immagine André Gerwing, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons