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Il Parlamento polacco approva leggi abortiste

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I vescovi polacchi hanno condannato due proposte di legge approvate dal Sejm (Parlamento polacco) che amplierebbero l’«accesso» all’aborto. Lo riporta LifeSite.

 

I due progetti di legge approvati dal Sejm promuovono l’accettazione sociale dell’aborto, anche se non dovessero mai diventare legge, ha dichiarato la Conferenza episcopale polacca il 24 ottobre al termine della sua assemblea plenaria a Zakopane, nel sud della Polonia.

 

I vescovi hanno affermato che l’aborto veniva dipinto come «moralmente indifferente» dai disegni di legge presentati dalla coalizione di governo di sinistra. Hanno chiesto rispetto per la vita di ogni bambino, compreso il nascituro, e un adeguato sostegno a lungo termine per le donne incinte in situazioni difficili.

 

«Prendersi cura della vita dei più vulnerabili, specialmente dei bambini non ancora nati, è un dovere di coscienza e un’espressione della responsabilità sociale di ogni persona», hanno dichiarato i vescovi.

Uno dei progetti di legge mira a modificare la legge polacca sull’aborto per consentire gli aborti eugenetici in presenza di un’elevata probabilità di gravi malattie o di malattie potenzialmente letali per il feto. Si tratterebbe di un ritorno alla situazione giuridica precedente alla fine del 2020, quando il Tribunale costituzionale, la più alta corte polacca, dichiarò incostituzionale l’aborto eugenetico. Il secondo progetto di legge intende abolire le pene per chi agevola o favorisce gli aborti illegali.

 

Il passo successivo dell’iter legislativo spetta alla seconda camera del Parlamento, il Senato, che dovrà ratificare entrambi i progetti di legge, cosa peraltro prevedibile dato che è dominata da una maggioranza di sinistra.

 

Tuttavia, le leggi devono essere promulgate dal presidente conservatore Karol Nawrocki, che con ogni probabilità si rifiuterà di firmarle. Secondo il think tank cristiano polacco Ordo Iuris, Nawrocki potrebbe porre il veto sulle leggi o chiedere al Tribunale costituzionale di pronunciarsi sulla loro conformità alla Costituzione.

 

Se decidesse di porre il veto, le leggi verrebbero rinviate al Sejm e necessiterebbero di una maggioranza del 60% per ribaltare il veto presidenziale. Ciò appare improbabile, dato che la coalizione di sinistra non detiene un numero elevato di seggi in Parlamento.

 

L’assalto parlamentare – inesausto – degli abortisti polacchi era stato respinto due anni fa. Come noto, ora il governo è cambiato, con i conservatore che hanno ceduto a Tusk e agli europeisti.

 

Come riportato dal Renovatio 21, l’anno passato la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) era entrata a gamba tesa condannando la Polonia al libero feticidio eugenetico per i cittadini UE. Anche il entro Europeo per il Diritto e la Giustizia, un comitato ONU, aveva accusato la Polonia per ottenerne l’adozione completa e totale del figlicidio in grembo materno.

 

 

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Immagine di Chancellery of the Prime Minister of Poland via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Poland

 

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