Intelligenza Artificiale
Il CEO di Anthropic avverte: l’IA distruggerà un’enorme percentuale di posti di lavoro ben pagati
L’Intelligenza Artificiale potrebbe spazzare via la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base, almeno stando alle previsioni del cofondatore di Anthropic, Dario Amodei.
Parlando con Axios, Amodei ha affermato che il tipo di Intelligenza Artificiale che la sua azienda sta sviluppando avrà la capacità di scatenare «possibilità inimmaginabili» nel mondo, sia positive che negative.
Amodei prevede che la crisi del lavoro si svilupperà in quattro fasi. In primo luogo, aziende come OpenAI, Google e Anthropic lavoreranno per sviluppare modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) in grado di «raggiungere e superare le prestazioni umane con un numero sempre maggiore di compiti».
Mentre ciò accade, il governo non farà nulla per «regolamentare l’IA» o avvertire l’opinione pubblica del suo potenziale. Il lavoratore medio, «ignaro del crescente potere dell’IA e della sua minaccia per il posto di lavoro», non ha idea di cosa stia succedendo.
D’improvviso, «quasi da un giorno all’altro», le aziende cambiano idea e sostituiscono in massa gli esseri umani con gli LLM. «Il pubblico se ne accorge solo quando è troppo tardi», ha dichiarato Amodei ad Axios.
Per ribadire il suo punto di vista, l’amministratore delegato ha avanzato alcune ipotesi sconcertanti, come un mondo in cui «il cancro è curato, l’economia cresce del 10% all’anno, il bilancio è in pareggio e il 20% delle persone non ha un lavoro».
«Noi, in quanto produttori di questa tecnologia, abbiamo il dovere e l’obbligo di essere onesti su ciò che ci aspetta. Non credo che la gente se ne renda conto», ha sbottato Amodei.
Vale la pena chiedersi perché – se il magnate della tecnologia crede davvero in ciò che dice – non abbandoni del tutto Anthropic e non dedichi tempo e risorse a combattere quella che definisce una terrificante minaccia per l’economia. Invece di sostenere che i benefici di un LLM rivoluzionario superano i rischi, Amodei afferma che i critici dovrebbero considerare «cosa succederebbe se avesse ragione».
Tuttavia andando un po’ più a fondo rispetto all’entusiasmo per l’intelligenza artificiale di Anthropic, è difficile immaginare un mondo in cui la visione del magnate dia i suoi frutti. Appare evidente che secondo i loro stessi parametri di riferimento, le aziende stanno teoricamente sviluppando modelli LLM «migliori» con il passare del tempo. Ma questi modelli più recenti sono anche sempre più inclini ad errori, scrive Futurism.
Mentre Amodei, che ha un interesse finanziario e politico nel vendere la narrativa di un futuro di AI onnipotente, potrebbe pensare che gli LLM a livello umano siano dietro l’angolo, la maggior parte dei ricercatori informatici più seri non è d’accordo. Semmai, sono i pezzi grossi dell’industria tecnologica come Amodei – non la Cina o il lavoratore comune – a spingere i regolatori all’inazione, proponendo scenari da incubo come questo. Convinti del pericolo mortale rappresentato dall’intelligenza artificiale, i legislatori statunitensi sono stati fin troppo ansiosi di concedere alle aziende tecnologiche il potere di autoregolamentarsi.
E molti lavoratori, contrariamente al proselitismo di costui, sono in parte consapevoli delle minacce che l’industria dell’intelligenza artificiale rappresenta. La percezione del CEO è significativa, poiché l’ansia da automazione è maggiormente avvertita dalle popolazioni vulnerabili che già subiscono discriminazioni nei livelli più bassi del mercato del lavoro.
Come già evidenziato da Renovatio 21, l’inserimento dell’Intelligenza Artificiale in vari aspetti del mondo del lavoro atte a facilitare alcune mansioni, non ha sempre avuto un riscontro positivo.
Già da tempo nel mondo oramai parcellizzato del giornalismo, si pensa a sostituire i giornalisti con modelli di Intelligenza Artificiale.
La contrapposizione di idee e di prospettive di visione futura in questo ambito sono alquanto nebulose. Ricordiamo che secondo un bollettino di ricerca pubblicato dalla Banca Centrale Europea, l’adozione diffusa dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie correlate ha portato ad un aumento dei posti di lavoro umani, ma ad una diminuzione dei salari, come già scritto sul nostro giornale.
Un rapporto recentemente pubblicato dal senatore americano socialista Bernie Sanders evidenzia che l’Intelligenza Artificiale e le tecnologie di automazione rappresentano una minaccia per circa 100 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti nei prossimi dieci anni. Questa previsione sottolinea che i disagi colpiranno in modo trasversale sia le professioni impiegatizie sia quelle manuali.
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