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Il cardinale Parolin afferma che le sanzioni contro i vescovi tedeschi sarebbero «premature»

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Il cardinale Pietro Parolin ha dichiarato che la Santa Sede sta proseguendo il dialogo con i vescovi tedeschi riguardo alle benedizioni per le «coppie» dello stesso sesso e che è ancora prematuro parlare di sanzioni.

 

Il 6 maggio, il Segretario di Stato vaticano ha affermato a Roma che la Santa Sede al momento non intende imporre sanzioni ai vescovi tedeschi che hanno autorizzato formalmente le benedizioni per le «coppie» omosessuali nelle loro diocesi.

 

Parlando con i giornalisti durante la presentazione di un libro presso l’Istituto Patristico di Roma, Parolin ha precisato che le discussioni tra Roma e l’episcopato tedesco sono ancora in corso e ha sottolineato che qualsiasi decisione finale spetterà a Papa Leone XIV.

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Parolin ha aggiunto che ciascuna parte ha esposto la propria posizione e ha manifestato la convinzione che una soluzione possa ancora essere raggiunta «nel quadro del diritto canonico, del Concilio Vaticano II e della tradizione della Chiesa».

 

«Vediamo cosa succede» ha detto il cardinale, ribadendo che la decisione spetta al Papa, tuttavia «comunque abbiamo già da tempo iniziato un dialogo, su questo punto esprimendo ciascuno i propri punti di vista». Per il segretario di Stato si puà «trovare una composizione” che raccolga i diversi pareri anche sul il tema della sinodalità e cioè «che qualsiasi decisione deve essere in accordo con il Diritto canonico, con il Concilio Vaticano II, con la tradizione della Chiesa». Il Parolino spera «di non dover mai arrivare a sanzioni, che si possano risolvere i problemi in maniera pacifica, come dovrebbe essere nella Chiesa».

 

Diversi vescovi della Conferenza Episcopale Tedesca hanno autorizzato formalmente le benedizioni per le «coppie» dello stesso sesso nelle loro diocesi, richiamandosi alla dichiarazione vaticana Fiducia Supplicans. Tale dichiarazione, emanata dal Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) nel dicembre 2023, consentiva «benedizioni non liturgiche» per le coppie in situazioni irregolari, escludendo però riti o cerimonie assimilabili al matrimonio.

 

Una lettera del 2024 della DDF, successivamente diffusa tra i responsabili della Chiesa, ha vietato l’uso di pratiche di benedizione formalizzate per le «coppie» dello stesso sesso. Durante il volo di ritorno dall’Africa, al termine del suo secondo viaggio apostolico, Leone XIV ha manifestato disaccordo con i vescovi tedeschi riguardo a quella che ha definito la «benedizione formalizzata delle coppie oltre i limiti stabiliti da papa Francesco».

 

Le dichiarazioni di Parolin arrivano in un contesto di tensioni più ampie tra la Santa Sede e vari gruppi ecclesiastici su questioni di dottrina, diritto canonico e disciplina ecclesiale.

 

Le sue parole sui vescovi tedeschi sono giunte mentre il prefetto del Dicastero per la Dottrina delle Fede cardinale Victor Emanuel «Tucho» Fernandez ha gravemente minacciato la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) èer le consacrazioni episcopali programmate senza l’autorizzazione papale.

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Il 12 febbraio, padre Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, aveva incontrato a Roma il cardinale Fernandez. Contrariamente al tono adottato da Parolin, la Santa Sede ha avvertito la Fraternità di non procedere con le consacrazioni episcopali previste senza mandato pontificio, indicando che tali atti sarebbero stati considerati uno scisma con «gravi conseguenze canoniche» per i soggetti coinvolti.

 

Il 18 febbraio, padre Pagliarani ha risposto accogliendo favorevolmente la ripresa del confronto dottrinale, pur ribadendo che la Fraternità Sacerdotale San Pio X ritiene attualmente impossibile un accordo su alcune interpretazioni del Concilio Vaticano II. Ha inoltre affermato che la Fraternità considera le consacrazioni episcopali proposte necessarie per garantire la continuità della propria vita sacerdotale e sacramentale.

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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) 

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