Guerra cibernetica
Hacker sottraggono milioni da una banca francese e li investono in criptovalute
Alcuni hacker hanno rubato circa 100 milioni di euro al gruppo bancario francese Crédit Mutuel Arkea con un sofisticato attacco informatico, come confermato dalla stessa banca. Gli aggressori hanno sfruttato un fornitore di servizi esterno per trasferire il denaro su altri conti bancari, e parte dei fondi potrebbe essere stata convertita in criptovaluta.
L’investigatore blockchain ZachXBT ha inizialmente stimato il furto a oltre 106 milioni di dollari, prima di identificare altri 27 milioni di dollari in prelievi sospetti, portando il totale a oltre 133 milioni di dollari. In una dichiarazione rilasciata mercoledì, Crédit Mutuel Arkea ha riconosciuto la portata dell’attacco, ma si è rifiutata di confermare l’importo esatto rubato.
Secondo le prime ricostruzioni, gli hacker avrebbero ottenuto l’accesso tramite un fornitore di servizi esterno compromesso e avrebbero utilizzato il conto corrente della banca per effettuare trasferimenti fraudolenti verso altri istituti finanziari. Il denaro sarebbe poi stato spostato attraverso diversi conti, e gli investigatori stanno valutando possibili conversioni in criptovaluta.
La banca ha descritto la violazione come «un attacco sofisticato proveniente dall’esterno», affermando che non è stata causata da un errore umano. Non ha reso noto per quanto tempo gli aggressori abbiano avuto accesso ai suoi sistemi né quante transazioni fraudolente siano state effettuate.
La procura francese ha avviato un’indagine su quello che ha definito un «attacco a un sistema automatizzato di elaborazione dati da parte di un gruppo organizzato». Nessun sospettato è stato reso pubblico e le autorità non hanno ancora stabilito chi si cela dietro l’operazione.
Crédit Mutuel Arkea ha dichiarato di aver bloccato parte dei fondi rubati e di stare collaborando con altri istituti finanziari per recuperare il denaro. L’istituto di credito ha inoltre affermato che i conti dei clienti non sono stati interessati.
Il maxi furto in banca arriva pochi giorni dopo che degli hacker hanno preso di mira i sistemi di refrigerazione di tre banche del sangue regionali in Francia, nell’ambito di una più ampia ondata di attacchi informatici che ha colpito centinaia di supermercati in tutta Europa.
Il ministero della Salute francese ha confermato mercoledì che, nella notte tra il 2 e il 3 novembre, degli hacker hanno compromesso i sistemi di controllo dei frigoriferi per la conservazione del sangue, secondo quanto riportato da Reuters. Il personale è riuscito a salvare le scorte di sangue trasferendole in unità di riserva scollegate dalla rete.
L’ondata di attacchi è iniziata in Francia a ottobre, quando degli hacker hanno manomesso i sistemi di refrigerazione di circa 700 supermercati, secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze francese Roland Lescure. Una nuova ondata ha colpito lunedì, interessando i rivenditori di almeno nove Paesi: Belgio, Estonia, Finlandia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia.
Come riportato da Renovatio 21, gli hacker avrebbero forzato i frigoriferi in modalità sbrinamento, facendo schizzare le temperature fino a 50°C (122°F) e causando il deterioramento di grandi quantità di cibo nei negozi. Solo in Belgio, circa 75 supermercati sono stati colpiti.
Non è stato accertato alcun collegamento tra la rapina in banca e gli attacchi ai depositi frigoriferi.
Come già considerato da Renovatio 21, non è nemmeno detto, a questo punto, che gli attaccanti (si dice così nel gergo della cybersecurity) siano esseri umani. Infatti, i casi di Intelligenze Artificiali sfuggite al controllo che hackerano sistemi e perfino siti è già impressionante.
Le motiviazioni per le quali un’IA dovrebbe fare una cosa del genere pure potrebbero essere terrificanti: si tratta di un test per un attacco di vaste dimensioni portato all’economia mondiale, a tutta l’umanità?
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Immagine generata artifizialmente