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«Effetto Tucho-Streisand»: la prima domenica dopo la scomunica le messe FSSPX hanno affluenza regolare o persino aumentata

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La prima domenica dopo le scomuniche emesse dal Dicastero per la Dottrina della Fede del cardinale Victor Emanel «Tucho» Fernandez le chiese e le cappelle della Fraternità San Pio X (FSSPX) non sembrano avere avuto una flessione nella partecipazione dei fedeli, anzi.

 

La notizia sta circolando sui social e sui siti cattolici come LifeSite. In breve, il decreto di scomunica vaticano non sembra aver agito in nessun modo come deterrente rispetto alla partecipazione alle Sante Messe della FSSPX. Anzi: qualcuno considera il cosiddetto «Effetto-Streisand», un meccanismo mediatico generato  per il quale il tentativo di censurare, nascondere o rimuovere un’informazione ottiene il risultato opposto, finendo per renderla virale e amplificarne la diffusione.

 

L’effetto, che descrive l’eterogenesi dei fini quando si ha a che fare con la censura su internet,  prende il nome dalla celebre cantante ed attrice ebrea statunitense Barbra Streisand che nel 2003  intentò una causa legale da 50 milioni di dollari per una foto aera  della sua casa che era finita in rete assieme ad altre 12.000 case della costa. L’azione legale  della Streisanda fece passare le visualizzazioni da un totale 6 a milioni e milioni, trasformando il semplice scatto in una delle immagini più scaricate in rete all’epoca.

 

Potremmo quindi essere dinanzi ad una situazione simile, un effetto Tucho-Streisand? È presto per dirlo, tuttavia i segni vi sono.

 

Renovatio 21 può testimoniare il fenomeno nella cappella dove la FSSPX dice la Santa Messa in rito antico a Costozza, in provincia di Vicenza. La foto sopra è presa da lì proprio la scorsa domenica, e tra la folla dei fedeli è stato notato anche qualche volto nuovo.

 

Immagini che mostrano la grande affluenza di fedeli, con tanto di file fuori dai portoni, nonostante la scomunica del cardinale Tucho Fernandez arrivano da tutto il mondo, dagli USA alla Spagna, dal Brasile e oltre e oltre.

 

 

 


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La scomunica inferta dall’ex Santo Uffizio non riguarda solo i vescovi, sia consacranti che consacrati, scomunicati latae sententiae per assenza di mandato papale: come noto, piuttosto incredibilmente Fernandez aveva esteso la scomunica anche ai preti della FSSPX e persino ai fedeli laici, con tanto di grottesco modulo compilabile (in latino…) nel caso si voglia la «riconciliazione» (parola interessante, e giusta), ossia il ritorno alle diocesi e alle parrocchie della Chiesa conciliare  – secondo quanto scritto nei decreti, diviene chiaro che la credenza nel Concilio Vaticano II diventa un discrimine dogmatico per l’appartenenza alla neochiesa.

 

Alcuni ricordano che anche prima delle scomuniche per le ordinazioni del 1988, Roma aveva, a mo’ di spaventapasseri, messo in giro voci sulla scomunica di preti e fedeli laici FSSPX, ma poi non vi fu seguito documentale, lasciando l’idea nel vago.

 

I tempi sono cambiati: questa volta la hybris della banda Tucho, nell’oscena slatentizzazione della tirannia modernista e nell’inanità del papa lampedusano, non ha perso tempo e ha scomunicato almeno 600 mila persone, forse molte di più.

 

La validità della scomunica di preti e fedeli, oltre che quella dei vescovi, sta venendo messa in dubbio ora da diversi canonisti, che ne ravvisano vizi di forma e di sostanza. Un vero «pasticcio canonico» ha detto il canonista statunitense padre Gerald Murray.

 

Chi volesse partecipare ad una Santa Messa officiata dalla FSSPX vicono a casa può scriverci. Daremo, come abbiamo sempre fatto, indicazioni.

 

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Immagine © Renovatio 21

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