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Ecco le PR delle orche assassine: ora adottano i cuccioli di globicefalo

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Le orche assassine, la cui immagine di cetacei intelligenti e mansueti (nonostante la contradictio in adjecto) è oramai compromessa anche grazie agli innumeri articoli di Renovatio 21 a riguardo della loro infinita nequizia, sembrano essere passate al contrattacco con nuove trovate di pubbliche relazioni: ecco quindi che si fanno notare dai biologi marini (specie a sua volta controversa) per comportamenti edificanti – gli scienziati parlano di «adozione» di un cucciolo di balena appartenente a una specie completamente diversa da parte degli infami cetacei bianconeri.

 

Come i sapientoni parlino di «adozione» e non di «rapimento» non è dato saperlo: l’idea che i cuccioli di golbicefalo siano stati portati via alle madri globicefale sotto la minaccia degli aguzzi denti orcini non sfiora nemmeno gli studiosi.

 

Ecco allora che in alcuno interventi su Scientific American, degli scienziati hanno descritto il loro stupore nell’osservare un cucciolo di globicefalo (razza non particolarmente avvenente) che ha viaggiato per anni insieme a un branco di orche islandesi.

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Una di queste ricercatrici ha raccontato che inizialmente lei e i suoi colleghi dell’Icelandic Orca Project non riuscivano a credere ai propri occhi. «All’inizio pensavamo: “Oh mio Dio, questo cucciolo di orca ha un problema”», ha detto la scienziata, riferendosi all’animale che lei e il suo team avevano avvistato per la prima volta nel 2022. A prima vista sembrava un’orca deforme, finché non si sono resi conto che non si trattava affatto di un’orca.

 

Il giorno successivo, quando la scienziata e i suoi colleghi hanno osservato nuovamente lo stesso branco, il cucciolo di globicefalo era assente. Tuttavia, nel corso del 2022 e del 2023 hanno iniziato a osservare più volte cuccioli di globicefalo all’interno di branchi di orche, elaborando diverse teorie su ciò che stava accadendo.

 

In un articolo pubblicato sulla rivista Ecology and Evolution, la studiosa e il suo team hanno formulato tre ipotesi su questo affascinante fenomeno: che le orche stessero cacciando i cuccioli, giocando con loro o addirittura accudendoli. Ogni avvistamento riguardava un cucciolo di globicefalo che non poteva avere più di qualche settimana di vita, mentre nuotava accanto a una femmina adulta di orca in quella che i biologi marini definiscono «posizione a scaglioni», con il piccolo leggermente dietro l’adulto.

 

In alcuni casi, il giovane cetaceo veniva spinto dalle orche adulte; in un’altra occasione, invece, nuotava davanti al branco, prima che gli adulti lo raggiungessero e lo sollevassero fuori dall’acqua, caricandolo sul dorso di una di loro. Questo tipo di comportamento giocoso e protettivo non sembra predatorio, nonostante le orche siano note per la loro aggressività, dicono gli articoli che riportano il fenomeno – anche qui, dimenticando di chiedersi, perché stonerebbe con l’acquerello delle orche buone dipinto ai lettori bovini, se dopo averci giocato magari il piccolo globicefalo se lo mangiano: chi legge Renovatio 21 conosce la vigliacca crudeltà delle orche contro, ad esempio, squali e delfini, questi ultimi a loro volta, in quanto cetacei, creature dal comportamento raccapricciante.

 

Oltre a comprendere cosa facciano le orche con i piccoli globicefali, i ricercatori vogliono anche sapere come le due specie — che solitamente non condividono lo stesso habitat — siano arrivate non solo a incontrarsi, ma anche a coesistere in questo modo.

 

«Potrebbe essere», ha dichiarato la biologa marina a SciAm, «che le orche abbiano incontrato le balene pilota in modo opportunistico, e che alcuni individui abbiano giocato con i piccoli, mentre altri abbiano cercato di nutrirli». Eccerto: ma se invece, appena l’uomo gira l’angolo, saltano fuori stupri e cannibalismi tipici del magico mondo dei cetacei?

 

I lettori di Renovatio 21 conoscono le perverse usanze della specie, come ad esempio la moda cretina di farsi vedere con un salmone in morto sulla testa.

 

Renovatio 21 in realtà da anni riporta con tanta dovizia di particolari ben altri comportamenti terrificanti, come gli attacchi agli esseri umani, il consumo cannibalistico ed esibizionista di delfini, il sadismo verso gli squali a benefizio delle fotocamere degli scienziati, l’inondazione di turisti dei parchi acquatici con diaree prodotte con tattica e sardonica crudeltà.

 

Le killer whales oramai hanno raggiunto il limite di sopportazione umane con le ripetute aggressioni di questi anni attacchi nei pressi di Gibilterra, ma nessuno fa nulla per fermarle: solo qualche marinaio armato pare avere sparato loro. L’ultima barca affondata dalla teppa orcina di cui abbiamo notizia risale allo scorso settembre.

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Come indicato da Renovatio 21, un’idea di quello che si può fare dopo che la punizione della combriccola di mammiferi acquatici ce lo indica un ristorante di Yokohama. Sì, un bel pranzetto celebrativo a base di orca non è una prospettiva impossibile.

 

Renovatio 21 garantisce il suo lettore di continuare nella lotta per un oceano libero dal bullismo cetaceo, un mondo blu dove orchedelfinibalenotteri siano castigati e rimessi al loro posto – o denunciati e trascinati in tribunale, come potrebbe a breve prevedere la legge neozelandese auspicata dal re Maori Wherowhero VII che ha chiesto di dare personalità giuridica alle balene, e non è chiaro se minaccia di fare una inguardabile danza Haka performata alla Camera di Wellingtone per ottenere questo e magari i soliti privilegi assistenzialistici.

 

Ribadiamo il concetto: le hanno nominate orche assassine, ma è ormai ovvio che l’apposizione è errata. Sono orche maledetteorche infideorche sgualdrine.

 

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