Terrorismo
Bomba a Rafah, Hamas nega la responsabilità
Hamas ha respinto ogni responsabilità per l’esplosione di un ordigno che ha colpito un veicolo blindato israeliano a Rafah, città nel sud di Gaza, e ha invitato la comunità internazionale a fare pressione su Israele affinché rispetti l’accordo di cessate il fuoco.
Il cessate il fuoco, mediato dagli Stati Uniti e entrato in vigore a Gaza il 10 ottobre, prevedeva il ritiro delle truppe israeliane da alcune aree dell’enclave e il rilascio da parte di Hamas degli ultimi 20 ostaggi israeliani rimasti, in cambio della liberazione di circa 2.000 detenuti palestinesi.
La presa di posizione è giunta dopo che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno segnalato il ferimento di un ufficiale in un’esplosione a Rafah. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha attribuito l’attentato a Hamas, ma il movimento palestinese ha replicato che l’incidente è avvenuto in una zona completamente sotto controllo israeliano, dove «non è presente alcun palestinese».
Mercoledì Hamas ha diffuso un comunicato su Telegram in cui ha sottolineato che i residuati bellici costituiscono un pericolo noto nella regione, aggiungendo che «non ha alcuna responsabilità per nessuno di questi incidenti da quando è entrato in vigore l’accordo di cessate il fuoco», in particolare per quanto riguarda «gli esplosivi piazzati dall’occupazione stessa nella zona».
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Hamas ha esortato Israele a rispettare l’intesa e ad «astenersi dal inventare scuse per intensificare e indebolire la tregua», ribadendo il proprio impegno a osservarne i termini.
Anche un alto esponente di Hamas, Mahmoud Mardawi, ha scritto su X di ritenere che l’esplosione di Rafah sia stata provocata da ordigni inesplosi rimasti dal conflitto. Netanyahu, al contrario, ha sfruttato l’episodio per affermare che Hamas «non ha intenzione di disarmare» – requisito essenziale della tregua – e ha avvertito che «Israele risponderà di conseguenza».
Hamas ha sollecitato pressioni internazionali per obbligare Israele a implementare gli accordi sottoscritti. Ha dichiarato che Gerusalemme Ovest deve «astenersi dal fabbricare giustificazioni» per proseguire l’escalation e i tentativi di «sabotare l’accordo».
Malgrado il cessate il fuoco, i raid aerei israeliani sono proseguiti e gli aiuti umanitari sono diminuiti, aggravando ulteriormente la situazione a Gaza, secondo le agenzie ONU e i mediatori regionali. I palestinesi hanno accusato Israele di violare l’intesa.
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Immagine di UNRWA/ Ashraf Amra via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 IGO