Terrorismo
«Al Qaeda è morta, Missy Elliot è viva»: il jihadista al Jolani guarda la danza su musica pop
Un video del presidente siriano ad interim Ahmed al-Sharaa (precedentemente noto come il terrorista jihadista Abu Mohammad al-Julani) mentre assiste a uno spettacolo di danza sulle note di «Work It» di Missy Elliott è diventato virale, suscitando un misto di divertimento e confusione sui social media.
L’esibizione si è svolta lunedì presso il palazzetto dello sport al-Feyhaa di Damasco, recentemente riaperto, che Sharaa aveva inaugurato quello stesso giorno prima della partita di basket tra Siria e Libano, prevista per la sera stessa.
Questa partita segna il primo incontro tra Siria e Libano dalla caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024.
Prima della partita, un gruppo di ballerini è salito sul palco eseguendo una coreografia sulle note di «Work It», una canzone dal testo esplicitamente sessuale della rapper statunitense Missy «Misdemeanor» Elliott. Tra le altre esibizioni si segnalano quelle di «Rudeboy» di Rihanna e «Hollaback Girl» di Gwen Stefani.
Il leader siriano è ritratto seduto tra il pubblico con un’espressione impassibile sul volto.
The concept of a former terrorist Leader publicly jamming to “Work It” by Missy Elliott pic.twitter.com/i7Y7nXvVl3
— Moh (@Daimohnds) April 21, 2026
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Considerato il passato di Sharaa come ex militante e membro di al-Qaeda, la sua presenza a un’esibizione di una canzone occidentale con un testo esplicitamente sessuale ha sconvolto molti utenti dei social media.
«Non ero pronto a vedere quest’anno il presidente dell’ISIS in Siria, Al-Sharaa, che si diverte con @MissyElliott», ha commentato una persona su X.
Dopo che il gruppo islamista di Sharaa, Hay’at Tahrir al-Sham, ha preso il controllo di Damasco l’8 dicembre 2024, rovesciando il regime di lunga data di Assad, il Jolani è divenuto presidente ad interim della Siria e si trasformò rapidamente da militante in statista.
«Non avrei mai pensato di menzionare al-Sharaa e Missy Elliott nella stessa frase, eppure eccoci qui. Senza entrare nel merito del testo (dubito che Sharaa sappia di cosa canta Missy E)… ma cavolo, che momento “capovolgi e inverti”!», ha scritto un’altra persona su X, in risposta al video.
Poco dopo aver celebrato la sua vittoria nel dicembre 2024, il Jolani ha iniziato ad avvicinarsi calorosamente ai leader mondiali che un tempo aveva evitato e apparve sui media occidentali, dove parlò della «diversità come punto di forza» della Siria e dell’«unificazione del Paese».
Ha inoltre promesso di perseguire gli ex funzionari governativi e i lealisti implicati in crimini di guerra, si è tagliato la barba e ha abbandonato il turbante e la tunica per indossare abito e cravatta.
La sua presenza allo spettacolo è stata vista da molti online come un ulteriore segno del suo distacco dal passato, sebbene suscitando qualche perplessità, data la rapidità della sua trasformazione.
«Al Qaeda è morta e Missy Elliott è viva!» ha scritto un utente su X.
Sebbene l’amministrazione di transizione siriana abbia avviato riforme economiche, tra cui la riduzione del personale del settore pubblico, la riforma del sistema fiscale e la riapertura dei valichi di frontiera, diverse persone hanno messo in dubbio la sostenibilità della trasformazione operata da Sharaa e hanno sottolineato che il leader siriano, fino ad oggi, non si è scusato pubblicamente per le azioni passate.
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«La sua trasformazione da chi tagliava le teste a fan di Missy Elliott è senza dubbio una delle storie di cambiamento più straordinarie di sempre. Eppure non abbiamo sentito praticamente nessuna spiegazione sul suo cambiamento, né alcuna scusa per le sue azioni passate», ha commentato un utente dei social media su X.
A dicembre, Al-Sharaa si è recato a Washington per colloqui con il presidente Donald Trump, il quale si è dichiarato «molto soddisfatto» della nuova leadership siriana.
Il già jihadista terrorista, su cui pendeva una taglia da 10 milioni di dollari emessa dal dipartimento di Stato USA, è stato anche a Nuova York a settembre per la plenaria ONU, ricevuto con tutti gli onori dal segretario di Stato Marco Rubio e pure dall’ex direttore della CIA David Petraeus.
L’arrivo dell’ex membro di al-Qaeda in Siria coincideva con l’anniversario della strage delle Torri Gemelle.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia