Spirito

1974-1983-2026, semper idem

Pubblicato

il

La professione di fede cattolica che la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha rivolto a Papa Leone XIV e a tutti i cardinali il 24 giugno 2026, una settimana prima delle consacrazioni episcopali del 1° luglio , è in linea diretta con la lettera aperta indirizzata a Giovanni Paolo II dall’arcivescovo Marcel Lefebvre e dall’arcivescovo Antonio de Castro Mayer il 21 novembre 1983, nove anni dopo la celebre dichiarazione del fondatore di Ecône del 21 novembre 1974 e cinque anni prima delle consacrazioni del 30 giugno 1988. La crisi nella Chiesa continua, la dottrina della Chiesa rimane.

 

Ecco cosa scrissero a Giovanni Paolo II nel 1983 i due vescovi che si consacrarono insieme nel 1988: « Migliaia di ecclesiastici e milioni di fedeli vivono nell’angoscia e nella perplessità a causa dell’«autodistruzione della Chiesa». Gli errori contenuti nei documenti del Concilio Vaticano II, le riforme post-conciliari e soprattutto la riforma liturgica, le false concezioni diffuse dai documenti ufficiali, gli abusi di potere perpetrati dalla gerarchia li gettano nel caos e nello sgomento».

 

«In queste dolorose circostanze, molti perdono la fede, la carità si raffredda e il concetto della vera unità della Chiesa scompare nel tempo e nello spazio. A tal fine, ci prendiamo la libertà di allegare alla presente lettera un allegato [intitolato: Breve riassunto dei principali errori dell’ecclesiologia conciliare] contenente i principali errori che sono alla radice di questa tragica situazione e che, peraltro, sono già stati condannati dai vostri predecessori».

 

«Il seguente elenco riporta la dichiarazione, ma non è esaustivo»:

  • Una concezione “latitudinaria” ed ecumenica della Chiesa, divisa nella fede, condannata in particolare dal Sillabo n. 18 ( DS 2918).

 

  • Un governo collegiale e un orientamento democratico della Chiesa, condannati in particolare dal Concilio Vaticano I ( DS 3055).

 

  • Una falsa concezione dei diritti naturali dell’uomo che emerge chiaramente nel documento sulla libertà religiosa, condannata in particolare da Quanta cura (Pio IX) e Libertas præstantissimum (Leone XIII).

 

  • Un’errata concezione del potere del Papa (cfr. DS 3115).

 

  • La concezione protestante del santo sacrificio della Messa e dei sacramenti, condannata dal Concilio di Trento, sessione XXII.

 

  • Infine, e più in generale, la libera diffusione delle eresie fu caratterizzata dalla soppressione del Sant’Uffizio.

 

Come si legge nella lettera indirizzata a Leone XIV e contenuta nella Professione di Fede Cattolica del 24 giugno 2026: «Il testo che vi sottoponiamo non è la sterile riproposizione di un gruppo di nostalgici, ma la necessaria, pacifica e risoluta espressione della nostra fede». Esprime inoltre un desiderio condiviso da tutti i sacerdoti e i fedeli legati alla Tradizione bimillenaria: «Speriamo che un giorno questo testo dottrinale possa servire da base per un dialogo franco con la Santa Sede, in un clima di pace, fraternità e carità».

 

Padre Alain Lorans

 

Articolo previamente apparso su FSSPX. News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da FSSPX.News

Più popolari

Exit mobile version