Spirito
Viganò: patetica la lettera del papa alla FSSPX
La Fraternità San Pio X (FSSPX) al momento non ha ancora risposto alla lettera che papa Leone XIV ha pubblicato oggi indirizzandola al superiore della FSSPX don Davide Pagliarani chiedendo di fermare le ordinazioni episcopali previste per domani.
Tuttavia è arriva su X la reazione fulminea dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò che ha commentato alacremente la mossa della Santa Sede.
«Nell’imminenza delle Consacrazioni episcopali di Ecône, quando “omnia parata sunt ad nuptias“, giunge la la patetica comunicazione con la quale Leone ricorda alla Fraternità San Pio X che “lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità” (viene da chiedersi se sia la stessa tunica inconsutile di Bernardin e Cupich – passata allo stesso Prevost – per declassare e legittimare il crimine abominevole dell’aborto…)» scrive l’ex nunzio apostolico negli USA, facendo riferimento a quella che in un un altro testo dell’anno scorso, vergato in occasione del conferimento del premio dell’arcidiocesi di Chicago ad un senatore abortista, ha definito come la «pseudo-dottrina della “tunica inconsutile”» che «pone l’aborto in un’unica “etica della vita” che include arbitrariamente la povertà, la guerra, la pena di morte».
Nell’imminenza delle Consacrazioni episcopali di Ecône, quando “omnia parata sunt ad nuptias”, giunge la
la patetica comunicazione con la quale Leone ricorda alla Fraternità San Pio X che “lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità” (viene da… pic.twitter.com/E72LbLD4Vb— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) June 30, 2026
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«Nello stesso giorno in cui ha firmato questa lettera, Leone ha comunicato “in sacris” con uno scismatico, il patriarca di Costantinopoli, durante il Pontificale dei Santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana» nota l’arcivescovo.
«Questo l’appello di Leone: “Tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione».
«Quindi adesso sarebbero le Consacrazioni episcopali senza mandato a costituire un “atto scismatico”, mentre tutto il resto non rappresenterebbe alcun problema, ivi compreso il rifiuto del Vaticano II e della Messa montiniana. Buono a sapersi…» ironizza Sua Eccellenza. «Ma a quale Prevost dobbiamo credere? all’autore di questa lettera o a quello dell’intervista a Castel Gandolfo in cui ha parlato di “elementi fondamentali” del Vaticano II che non possono essere messi in discussione?»
«In ogni caso, Leone non vede l’ora di scomunicarci tutti!» scrive monsignore.
«La scomunica e la perdita di tutti i privilegi accordati da Bergoglio alla Fraternità – compresa l’approvazione delle Ordinazioni diaconali e sacerdotali a prescindere dalla volontà dell’Ordinario del luogo » opereranno un provvidenziale e salutare “reset”» conclude Viganò. «Anche questo, con uno sguardo soprannaturale, fa parte del disvelamento degli ultimi tempi. “Non c’è niente di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto”».
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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)