Persecuzioni

Vescovo ceco contro la Messa tradizionale: solo il Novus Ordo è compatibile con la chiesa sinodale

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Il vescovo della diocesi di Pilsen, nella Repubblica Ceca, ha affermato in un recente articolo che la Chiesa sinodale ha bisogno di una liturgia adeguata che può essere «solo» il Novus Ordo Missae. Lo riporta LifeSite.

 

Tomas Holub, vescovo eterodosso che ha appoggiato Amoris Laetitia e ha annunciato che avrebbe dato la Santa Comunione ai divorziati risposati, ha condiviso la sua visione della sinodalità sul blog della liturgista e professoressa Andrea Grill.

 

Secondo il quotidiano polacco Polonia Christiana, monsignor Holub ha sostenuto che l’evangelizzazione moderna necessita di una «teologia attuale». La sinodalità, che è «radicata» nei cambiamenti del Concilio Vaticano II, deve essere uno strumento di evangelizzazione. E questa Chiesa moderna ha bisogno di una «liturgia adeguata» che «non può che essere il Novus Ordo Missae».

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Lo Holub sostenne che i «vecchi strumenti» di evangelizzazione «non soddisfano le esigenze delle persone di oggi» e, per colmare questa lacuna, ha convocato un sinodo, suggerendo che il sinodo ha cambiato radicalmente il ruolo dei laici nella Chiesa.

 

Il popolo di Dio «è diventato il protagonista, non solo il destinatario delle celebrazioni; un popolo composto da clero e laici, uomini e donne, uniti senza distinzione in un battesimo comune», ha affermato lo Holubbo. Secondo il prelato, la sinodalità «non è solo una tecnica di comunicazione, ma un modo di vivere la fede».

 

«Non si tratta di convocare un sinodo, ma di diventare un sinodo per imitare Gesù e diventare suoi discepoli», ha aggiunto il vescovo ceco.

 

Proseguì articolando una concezione eterodossa della liturgia, sostenendo che la «mentalità sinodale» dimostra che le attività liturgiche non riguardano l’individuo e non sono un fine a se stesse, ma sono la fonte e il culmine dell’unità, come se «l’unità» fosse lo scopo della Messa. La Messa è ordinata principalmente verso Dio come sacrificio incruento e offerta di Cristo a Dio Padre.

 

«La celebrazione eucaristica deve essere il culmine della vita ecclesiale locale, una celebrazione che esprima tutto il dinamismo e l’unità del popolo riunito», ha affermato Holub. Secondo il vescovo, è il Novus Ordo che permette l’integrazione della sinodalità nella liturgia, mentre l’esperienza sinodale del cattolicesimo sarebbe «molto difficile» durante la Messa tradizionale in latino.

 

La messa in latino «non soddisfa più le esigenze odierne», ha aggiunto. Ha poi sottolineato l’importanza del Concilio Vaticano II per la liturgia «sinodale» e sembrava avallare un’inversione della struttura gerarchica della Chiesa, affermando che la visione del Vaticano II era quella di una Chiesa fondata sui laici, non sui sacerdoti.

 

«Il filo conduttore che lega la sinodalità all’azione liturgica è proprio la visione della Chiesa promossa dal Concilio Vaticano II, la Chiesa fondata sulla congregazione, non sul clero, la Chiesa dei ministeri, la Chiesa comunitaria, che testimonia la sua unità e la celebra», ha scritto lo Holub.

 

I cattolici che partecipano alla Messa tradizionale in latino, d’altro canto, «si convincono della correttezza della visione ecclesiologica proposta da questi riti», ha continuato Holub, come se la Chiesa dovesse ripudiare l’ecclesiologia che ha sostenuto per secoli.

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Secondo monsignor Holubbo, la vecchia Messa «crea spaccature», alimenta i sospetti nei confronti della «riforma» e genera «sfiducia nella Chiesa». Nei confronti di questi cattolici si dovrebbe mostrare un «atteggiamento benevolo e al tempo stesso fermo» attraverso l’«attuazione di un processo di accompagnamento, formazione e sostegno sinodale».

 

Secondo il prelato della Cechia, si dovrebbe partire dalla «piattaforma teologica comune e indiscussa, il Concilio Vaticano II, quale espressione del vero Magistero». La sua descrizione del Vaticano II come «piattaforma teologica comune e indiscussa» è in contrasto con le notevoli controversie che il Concilio ha suscitato, in particolare per alcuni passaggi che i cattolici ortodossi criticano perché danno l’impressione di errore.

 

Monsignor Holub è stato nominato vescovo di Pilsen nel febbraio 2016 da papa Francesco e ordinato due mesi dopo. In precedenza, ha ricoperto la carica di Segretario Generale della Conferenza Episcopale Ceca.

 

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 Immagine di BW1861 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata e ingrandita.

 

 

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