Pensiero

Preghiera dell’equinozio d’autunno

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È arrivato l’equinozio. Oggi il giorno e la notte saranno in equilibrio. Renovatio 21, come sempre, registra l’evento cosmico.

 

Oggi l’estate 2026 muore per sempre, l’autunno rinasce. Tra meno di un anno, l’estate rinascerà: è la forma ciclica dell’universo, tangibile ed incontrovertibile. Di come questo si rifletta sulle nostre esistenze, lo lasciamo meditare al lettore.

 

Non sappiamo quanta parte della popolazione – inurbata, immigrata, modernizzata – possa rimanere ancora insensibile a questa magia dell’universo, che sento offerta come un dono continuo. Vivere in una giungla di cemento, tra falsi idoli e la disperazione come rumore di fondo (come da programma della Necrocultura) forse distrugge la sensibilità all’incantesimo e alla meraviglia.

 

Molti sentono l’autunno come una privazione. È la stagione, ti insegnano da bambino a scuola, dove «cadono le foglie». In realtà, nel profondo, l’autunno pare essere legato all’abbondanza. Il participio latino auctus, da augere («accrescere», «aumentare») unito al suffisso -mnus indicherebbe originariamente la «stagione che accresce». L’autumnus porta a compimento e arricchisce i frutti della terra.

 

Risalendo ancora più nella profondità degli idiomi terrestri, si rintraccia una radice indoeuropea e più chiaramente sanscrita (av-, au-) legata all’idea del godere, del saziarsi e del favore della natura. Avati, forma base della radice verbale primaria coniugata (presente, terza persona singolare), nei Rig Veda assume anche il significato specifico di «compiacersi di», «gustare con gioia» o «saziare». Āvayati, forma causativa del verbo (derivata sempre da av), in contesti letterari classici sanscriti significa letteralmente «mangiare con gusto», «divorare» o «consumare godendone».

 

Il lettore può sentire come, dalle vertigini millenarie della storia umana, si può arrivare al latino habere, e all’italiano avere. L’estate, la forza del sole, produce i frutti che noi abbiamo.

 

Ora, in questo equinozio, riflettiamo su quanto l’ultima estate ci ha dato. Non solo la luce e il caldo, ma una situazione di caos globale che deve, se siamo rimasti esseri umani benevoli e responsabili (cioè, lettori di Renovatio 21), preoccuparci, deve spingerci alla reazione.

 

Quale sia una prima reazione alla catastrofe mondiale che progredisce inesorabile, lo abbiamo dettopregare.

 

Preghiamo il Signore con una preghiera d’equinozio. Signore, riporta anche nel cuore degli uomini l’equilibrio tra la luce e il buio. Signore, permettici di godere dei frutti dell’autunno. Signore, lascia che godiamo ancora del ciclo delle stagioni, della natura stupenda che hai creato per noi, della vita. Signore, riporta la vita in equilibrio con la morte.

 

Un’ultima cosa. Dobbiamo chiedere al lettore un piccolo aiuto in un momento di difficoltà di Renovatio 21. Per fare in modo che anche questa testata veda il prossimo ciclo.

 

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Grazie, cari lettori. Buon equinozio.

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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