Politica
Oceaniche manifestazioni anti-Netanyahu in Israele prima delle elezioni
A pochi giorni dalle elezioni parlamentari israeliane di oggi 27 ottobre si è tenuta a Tel Aviv una grande protesta contro il primo ministro Benjamin Netanyahu.
Sabato sera la piazza antistante il Museo d’Arte della città più grande del Paese era gremita di manifestanti che sventolavano bandiere nazionali e striscioni con scritte come «Il cambiamento arriverà», «Basta con il signor di estrema destra» e altri slogan.
Gli organizzatori dell’evento, appartenenti al gruppo October Council, stimano la partecipazione a oltre 100.000 persone. La polizia non ha ancora diffuso cifre ufficiali.
72 hours until the election.
Four years of fighting.
Over 1,000 protests.
Tonight, hundreds of thousands of Israelis took to the streets for the last time to say: WE ARE NOT OUR GOVERNMENT.In 3 days, Netanyahu will be history, like many tyrants before him. He and his racist,… pic.twitter.com/BFQ3F1Euzz
— Ami Dror 🇮🇱 עמי דרור (@AmiDror) October 24, 2026
🇮🇱 About 100,000 Israelis took part in an anti-government demonstration tonight in Tel Aviv.
Netanyahu’s main rival, Gadi Eisenkot, attended the rally, where parents of hostages, both living and deceased, spoke and demanded a state commission of inquiry into the October 7… pic.twitter.com/UG17WIqjlH
— Jotam Confino (@mrconfino) October 24, 2026
Il principale rivale di Netanyahu alle elezioni, Gadi Eisenkot, presidente del partito Yashar ed ex capo di stato maggiore dell’esercito, e altri leader del blocco di opposizione hanno preso parte al comizio.
La folla ha acclamato Eisenkot scandendo: «chi sta arrivando? Il prossimo primo ministro!». Il Consiglio di Ottobre è stato formato dai familiari delle vittime dell’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, che chiedono al governo di destra di Netanyahu di assumersi le proprie responsabilità per non aver impedito l’incursione.
La protesta di sabato, organizzata con il titolo «Tra tre giorni, votate per una commissione d’inchiesta statale», rappresenta il culmine di tre anni di manifestazioni settimanali, secondo quanto affermato dal gruppo.
Le Commissioni d’inchiesta statali, organismi indipendenti nominati dalla Corte Suprema, vengono solitamente istituite in Israele per indagare su gravi fallimenti delle autorità. Tuttavia Netanyahu si è rifiutato di istituire una commissione d’inchiesta sugli eventi del 7 ottobre, sostenendo che sarebbe stata di parte e ostile al suo governo.
Secondo quanto riportato vari organi di stampa israeliani ed internazionali, il primo ministro avrebbe ignorato gli avvertimenti sull’attacco pianificato da Hamas, ricevuti da diverse fonti, tra cui l’intelligence israeliana, gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto. Netanyahu ha negato tali affermazioni.
Un sondaggio condotto dall’emittente pubblica KAN e pubblicato prima dell’inizio del periodo di silenzio elettorale, venerdì, suggeriva che il blocco di opposizione di Eisenkot avrebbe ottenuto 52 seggi su 120 nel parlamento israeliano, mentre Netanyahu e i suoi sostenitori ne avrebbero conquistati 50. Ciò significa che nessuno dei due, con ogni probabilità, riuscirà a ottenere il controllo assoluto della Knesset, il Parlamento dello Stato Giudaico.
Prima del massacro del 7 ottobre 2023 Israele era scossa da immani manifestazioni contro il governo Netanyahu, scatenate dal tentativo di questo di cambiare la magistratura.
Come riportato da Renovatio 21, all’epoca alcuni sospettarono che dietro alle imponenti dimostrazioni governative (che arrivarono a circondare l’abitazione del premier) vi fosse una mano americana: una sorta di rivoluzione colorata per un regime-change nello Stato Ebraico, che secondo documenti dei servizi USA finiti in rete, sarebbe stata addirittura guidata dal Mossad.
Le proteste – e forse la sedizione degli apparati interni israeliani – ovviamente terminarono dopo la strage del 7 ottobre, con il dramma dei rapiti a riempire la mente degli israeliani.
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