Sanità

Medici stranieri al Pronto Soccorso e sicurezza sanitaria: no agli esperimenti sulla salute dei pazienti

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Renovatio 21 riceve e pubblica il comunicato del sindacato DICOSI.

 

Il sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! denuncia una scelta grave: l’impiego nei Pronto Soccorso di medici con titoli esteri non ancora riconosciuti dal Ministero della Salute. Il Pronto Soccorso non è un luogo di formazione. È il punto più delicato del sistema sanitario, dove servono standard certi, competenze verificate e comunicazione immediata e sicura. La carenza di personale non si risolve abbassando le garanzie. Si risolve programmando, valorizzando i professionisti e migliorando le condizioni di lavoro. La sicurezza sanitaria non è negoziabile.

 

Vicenza 25 febbraio 2026

 

COMUNICATO STAMPA
La sicurezza dei pazienti non è un esperimento: basta scorciatoie nella sanità

 

Il sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! denuncia con forza una scelta gravissima della Regione Veneto: reclutare medici per i Pronto Soccorso con titoli conseguiti all’estero non ancora riconosciuti dal Ministero della Salute.

 

Siamo di fronte all’ennesima risposta emergenziale che scarica sui cittadini il prezzo dell’incapacità programmatica della politica sanitaria.

I Pronto Soccorso non sono laboratori di prova. Sono il luogo dove si decide tra la vita e la morte, dove servono competenza certificata, formazione verificata, conoscenza dei protocolli italiani e padronanza della lingua piena e immediata.

 

Abbassare le garanzie di accesso significa abbassare il livello di sicurezza.

 

Non è una questione di provenienza geografica. È una questione di standard. La medicina non può
essere regolata dall’urgenza politica ma dalla qualità certificata.

 

L’inserimento in contesti di emergenza-urgenza di professionisti con titoli non ancora riconosciuti e con percorsi formativi non uniformati comporta:

• incertezza sugli standard clinici;
• difficoltà operative nei team multidisciplinari;
• potenziali barriere linguistiche nella comunicazione con pazienti e colleghi;
• aumento del rischio clinico in situazioni già ad altissima pressione.

 

La sicurezza sanitaria non è negoziabile. Non può essere subordinata alla necessità di coprire turni.

 

Di fronte a questa scelta, gli Ordini professionali — che per legge dovrebbero essere garanti della qualità e della sicurezza dell’esercizio medico — tacciono.

 

Eppure in passato hanno dimostrato estrema rapidità nell’attivare procedimenti disciplinari e sospensioni nei confronti di medici italiani su questioni normative controverse

 

Oggi, quando si interviene direttamente sugli standard di accesso alla professione e sulle garanzie per il paziente, non si registra la stessa fermezza.

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Due pesi e due misure?

 

La tutela del paziente vale sempre o solo quando è politicamente conveniente?

 

Le richieste di Di.Co.Si. ContiamoCi!

 

• il pieno rispetto delle procedure di riconoscimento dei titoli prima dell’impiego nei reparti di
emergenza;

 

• verifiche linguistiche e cliniche rigorose;

 

• trasparenza totale sui criteri di selezione e sulle responsabilità medico-legali;

 

• una presa di posizione pubblica e chiara degli Ordini professionali.

 

La carenza di personale non si risolve abbassando l’asticella. Si risolve programmando, valorizzando i professionisti già formati secondo gli standard italiani, migliorando le condizioni di lavoro e fermando l’emorragia di medici dal Servizio Sanitario Nazionale.

 

Di.Co.Si. ContiamoCi! non resterà in silenzio.

 

La sicurezza dei cittadini non è materia di compromesso.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia


 

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