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MAGA contro cattolici: la situazione

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Lo scontro verbale tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Papa Leone XIV sembra aver diviso il suo stesso movimento MAGA. Mentre diversi repubblicani di spicco si sono dissociati dalla vicenda, altri sono intervenuti per rassicurarlo del loro continuo sostegno.

 

La disputa è scoppiata dopo che Papa Leone, il primo pontefice nato in America, ha criticato pubblicamente la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, definendo la minaccia di Trump di distruggere la civiltà iraniana «veramente inaccettabile» e affermando che Dio «non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra». Il pontefice ha anche espresso preoccupazione per la gestione dell’immigrazione da parte dell’amministrazione Trump.

 

Trump ha risposto con una sfuriata sui social media, definendo il Papa «DEBOLE sul fronte criminale e pessimo in politica estera» e pubblicando un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva come una figura simile a Gesù, vestito di bianco, mentre guariva un malato circondato da aerei da combattimento e bandiere americane.

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Il senatore Lindsey Graham, uno dei falchi più in vista di Washington ha attaccato papa Leone in un’intervista a Fox News, sostenendo che il pontefice stesse «commettendo un errore di valutazione» promuovendo la pace mondiale. «La Chiesa cattolica non ha davvero capito Hitler», ha affermato Graham, sostenendo che il Vaticano sta ora ripetendo lo stesso errore non riconoscendo la «malvagità» dell’Iran.

 

Il Graham, affiliato alla chiesa dei southern baptist (una delle realtà più grandi del protestantesimo organizzato) che afferma di basare il suo sostegno incondizionato a Israele sulla Bibbia, insiste sul fatto che i leader iraniani siano «nazisti religiosi» che «ucciderebbero tutti gli ebrei se glielo permettessimo». Molte voci in USA ritengono il Graham un cripto-omosessuale ricattato da più enti.

 

Il presidente della Camera Mike Johnson, anche lui southern Baptist,  ha difeso Trump suggerendo che Papa Leone si fosse meritato le critiche per essersi «intromesso in questioni politiche», impartendo quindi lezioni al pontefice sulla teologia cristiana, sostenendo che Papa Leone non comprendesse la dottrina della «guerra giusta» che Washington ha usato per giustificare il suo attacco all’Iran.

 

Sviluppata da Sant’Agostino, questa dottrina sostiene che la guerra è ammissibile solo come tragica ultima risorsa per arginare il male e ristabilire la pace, mai per vendetta o per profitto. Papa Leone, va ricordato, è un frate agostiniano.

 

Come riportato da Renovatio 21, il Johnson è noto per la sua vicinanza con organizzazioni ebraiche che promuovono la costruzione apocalittica del Terzo Tempio a Gerusalemme.

 

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, convertito al cattolicesimo, ha pure lui accusato Papa Leone di aver interpretato erroneamente la dottrina agostiniana, esortando il pontefice a «fare attenzione quando parla di questioni teologiche», sostenendo  che il Vaticano dovrebbe «occuparsi di questioni morali» piuttosto che di politica estera.

 

Il senatore cattolico dell’Ohio Bernie Moreno  ha sferrato un duro attacco personale, affermando che sua madre «si vergognerebbe dell’attuale papa».

 

L’ultimo «zar delle frontiere» Tom Homan, che si definisce «cattolico da sempre», ha detto al Vaticano di «non intromettersi nella questione dell’immigrazione» e che «non sanno di cosa parlano». Si è anche offerto di «incontrarsi con il Papa per spiegargli» la dottrina cattolica.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo Homan un anno fa attaccò l’allore pontefice Giorgio Mario Bergoglio dicendo che, più che all’immigrazione, il papa doveva pensare a «sistemare la chiesa cattolica».

La deputata di Nuova York Elise Stefanik ha affermato in un’intervista televisiva che il papa aveva «attaccato politicamente» Trump, insistendo sul fatto che il papato dovrebbe rimanere «strettamente spirituale».

 

Secondo l’amministratore delegato di Point Bridge Capital Hal Lambert, considerato un importante finanziatore del Partito Repubblicano e del MAGA, le critiche di Papa Leone a Trump fanno parte di un complotto «incentrato su Chicago» che coinvolge l’ex presidente Barack Obama per danneggiare i repubblicani nelle elezioni di medio termine.

 

Trump ha fatto marcia indietro su diverse promesse elettorali, tra cui la guerra all’Iran, e ha già visto la sua base di sostenitori frammentarsi. Il suo improvviso attacco alla Chiesa cattolica ha ulteriormente irritato il movimento MAGA.

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Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha risposto all’ultima invettiva di Trump invitando il presidente a «lasciare in pace la Chiesa». La senatrice repubblicana Susan Collins, cattolica, ha affermato di trovare i commenti di Trump «offensivi e inspiegabili», aggiungendo che «non dovrebbe trattare il Papa come un rivale politico».

 

L’ex deputata Marjorie Taylor Greene, diventata una fervente critica di Trump, si è spinta oltre, definendo «blasfemia» l’immagine di Gesù creata dall’intelligenza artificiale e condannando Trump per aver attaccato il Papa durante la Pasqua ortodossa.

 

Altri tre importanti conservatori che di recente hanno avuto un diverbio con Trump, ovvero Tucker Carlson, Candace Owens e Alex Jones, hanno tutti espresso critiche feroci nei confronti della faida del presidente con il Papa e l’immagine di Gesù creata dall’intelligenza artificiale.

 

Jones e Owens si sono spinti fino a chiedere la rimozione di Trump ai sensi del 25° emendamento, definendolo un «pazzo genocida».

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Immagine di via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0

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