Sorveglianza

L’orologio Apple ora può registrare automaticamente le conversazioni quotidiane

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Apple ha annunciato due nuove funzioni del suo smartwatch in grado di registrare tutto quanto detto durante la giornata.

 

Le nuove funzioni Apple annunciate il 9 settembre per Apple Watch Series 12 e Ultra 4 restano facoltative: il possessore dell’orologio decide se autorizzare la memorizzazione dei riassunti delle conversazioni, mentre l’interlocutore non ha alcuna possibilità di intervenire.

 

Le funzioni Live Rewind e Siri Recap arriveranno in versione beta entro fine anno. Live Rewind assomiglia a un comando «ripeti»: chi indossa l’orologio, premendo due volte la Digital Crown, può leggere sul quadrante gli ultimi 15 secondi di dialogo in forma di testo.

 

La funzione Siri Recap, invece, genera brevi sintesi delle conversazioni consultabili in un secondo momento. Siri Recap «può essere impostato per essere sempre attivo», oppure l’utente può programmarne l’accensione o spegnerlo. Apple dichiara che lo scopo è aiutare a ricordare quanto detto senza dover prendere appunti.

 

La pagina di supporto Apple cerca di rassicurare su privacy e sicurezza. Con Live Rewind l’audio viene elaborato in locale sull’Apple Watch, all’interno dell’enclave sicura (Secure Exclave) del chip S11, isolata a livello hardware, e cancellato subito dopo. Per Siri Recap l’iPhone associato trascrive e riassume la conversazione; il testo crittografato e sintetizzato viene inviato al cloud privato Apple per un’ulteriore elaborazione e poi restituito all’orologio.

 

Apple assicura di non poter accedere ai dati nel cloud e che il testo crittografato si sincronizza su tutti i dispositivi dell’utente via iCloud. Precisa inoltre che l’audio non viene conservato e che Live Rewind non trascrive in continuo le conversazioni di sottofondo.

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La stessa pagina spiega che i riassunti sono «paragonabili agli appunti che si potrebbero prendere dopo una conversazione» e vengono cancellati dopo sette giorni, salvo salvataggio o esportazione. I frammenti di Live Rewind spariscono circa 30 secondi dopo lo spegnimento del display, a meno che non vengano salvati o inviati a Chiedi a Siri. Nei riassunti possono comparire i nomi delle persone citate, senza attribuzione degli interlocutori. Si afferma che i dettagli sensibili vengono filtrati, ma Apple avverte che il filtro potrebbe non funzionare sempre.

 

Chi porta l’orologio può salvare o esportare i riepiloghi, prolungandone la conservazione oltre i sette giorni. Apple aggiunge che Live Rewind è segnalato da un suono (anche in modalità silenziosa), da un’animazione e dall’indicatore del microfono.

 

La notizia arriva mentre monta lo scandalo per i televisori prodotti da LG, che continuerebbero a raccogliere dati anche quando sono spenti o in standby, scansionando le reti Wi-Fi vicine, registrando tramite i microfoni e usando il campionamento audio-video per identificare con precisione i contenuti visualizzati attraverso i vari ingressi.

 

Da anni circola il sospetto che smart TV, telefoni e smartwatch ci ascoltino di nascosto per bombardarci di pubblicità mirata.

 

Il fenomeno dell’ACR (Automatic Content Recognition) — la tecnologia che «fotografa»ciò che appare sullo schermo per profilare gli utenti — non riguarda solo LG: pratiche simili di raccolta dati sono state contestate in passato anche a Samsung, con un accordo raggiunto con il Texas nel marzo 2026. Già in precedenza Vizio aveva pagato una sanzione milionaria negli Stati Uniti per aver tracciato le abitudini di visione di milioni di televisori senza consenso esplicito, rivendendo i dati a fini pubblicitari.

 

Sul fronte assistenti vocali, tra il 2019 e il 2020 emerse che sia Apple (Siri) sia Amazon (Alexa) sia Google Assistant impiegavano appaltatori esterni per ascoltare e trascrivere manualmente frammenti di registrazioni vocali degli utenti, allo scopo dichiarato di migliorare il riconoscimento linguistico. Le rivelazioni, riportate da Bloomberg e dal Guardian, mostrarono che tra questi audio finivano anche conversazioni private, rapporti sessuali e discussioni mediche captate per errore. Le aziende introdussero poi opzioni per disattivare la revisione umana.

 

Il precedente più clamoroso resta quello di Cox Media Group, che nel 2023 pubblicizzò un servizio chiamato «Active Listening», presentato come capace di sfruttare l’IA per intercettare le conversazioni tramite smartphone e smart speaker a fini pubblicitari. La pagina fu rimossa in fretta dopo il clamore mediatico, e l’azienda ha poi precisato di non ascoltare direttamente gli utenti, ma di usare dati aggregati e anonimizzati di terze parti.

 

Apple, Google e Amazon negano sistematicamente l’uso dei microfoni per scopi pubblicitari, e nessuna indagine indipendente ha finora trovato prove concrete di un ascolto sistematico su larga scala.

 

La popolazione, tuttavia, ha un’altra opinione: vi sono persone non solo rassegnate ad essere ascoltate, ma pure entusiaste della cosa: Renovatio 21 ha veduto casi di persone che quando vogliono acquistare qualcosa, lo dicono semplicemente ad alta voce, sperando che il telefonino senta così da mandargli della pubblicità del prodotto.

 

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Immagine di MIKI Yoshihito via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

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