Spirito
L’Opus Dei incontra Papa Leone XIV
Il 16 febbraio 2026, il Papa ha ricevuto in udienza il superiore della prelatura personale dell’Opus Dei, monsignor Fernando Ocáriz. Al centro di questo cruciale scambio: la spinosa questione della revisione degli statuti dell’istituzione e le controversie legali che scuotono la prelatura in America Latina.
Nelle silenziose sale del Palazzo Apostolico, l’attenzione è rivolta al chiarimento. Monsignor Fernando Ocariz, accompagnato dal suo vicario ausiliare, Monsignor Mariano Fazio, ha incontrato il Santo Padre per discutere della situazione della Compagnia di Gesù, in vista del suo centenario. Sebbene il Vaticano abbia descritto il clima come di «grande fiducia», le questioni sul tavolo rimangono complesse.
Statuti in preparazione
Il compito più simbolico rimane quello degli statuti. Dalla pubblicazione dei documenti papali volti a riformare la struttura della prelatura personale, l’Opus Dei sta attraversando un’importante transizione giuridica. La posta in gioco è alta: ridefinire il rapporto tra il clero e i laici dell’organizzazione, cercando al contempo di preservare la visione del fondatore.
Durante l’udienza concessa all’arcivescovo Ocariz, Papa Leone XIV ha attenuato le aspettative di una risoluzione immediata. Il processo di revisione rimane nella «fase di studio». Secondo le informazioni pubblicate dall’agenzia di stampa Zenit, non è stata ancora fissata una data di pubblicazione.
Questo ritardo suggerisce la volontà della Curia romana di valutare attentamente ogni parola, per garantire che il nuovo statuto sia in perfetta conformità con il diritto canonico moderno, calmando al contempo le tensioni interne derivanti da questo cambiamento di status deciso dal defunto papa Francesco.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
La questione scottante dell’Argentina
Oltre alle questioni amministrative, il vescovo Ocáriz ha potuto stabilire un contatto con il nuovo papa e presentare la posizione dell’istituzione sulle «controversie specifiche» che attualmente affliggono l’Argentina. Da diversi anni, la prelatura si trova a dover affrontare lamentele da parte di ex numerari ausiliari in merito alle loro passate condizioni di lavoro e di assistenza sociale.
Per il superiore dell’Opera si tratta di dimostrare che l’istituzione agisce con trasparenza e giustizia, mentre l’immagine dell’Opus Dei è regolarmente messa alla prova da queste controversie mediatiche.
Uno sguardo verso Sud
Infine, l’incontro ha permesso di delineare una geografia della fede contrastante. Il pontefice e il suo visitatore hanno affrontato il tema delle vocazioni, notando un divario sempre più netto tra il Vecchio Continente e il resto del mondo. Mentre l’Europa sembra perdere slancio, l’Africa sta emergendo come nuovo motore di crescita per l’istituzione.
Prima di congedarsi , il vescovo Ocáriz ha presentato due libri a papa Leone XIV, tra cui un resoconto dell’avventura evangelizzatrice nelle Ande peruviane – il nuovo papa ha nazionalità peruviana – ricordando che, nonostante i tumulti romani, il lavoro sul campo rimane la priorità dell’organizzazione.
Un modo per ristabilire il dialogo al più alto livello, quando il legame con l’istituto fondato dal vescovo Josemaría Escrivá de Balaguer si era incrinato sotto il pontificato precedente.
Resta tuttavia da chiedersi se la particolare e unica natura ecclesiastica dell’Opus Dei verrà preservata nella revisione delle costituzioni. Non sembra una cosa scontata.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Santuario Torreciudad via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic