Eutanasia

La Scozia respinge la legge sull’eutanasia: vittoria per la Chiesa e per la vita

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La sera del 17 marzo 2026, i parlamentari scozzesi hanno respinto, con 69 voti contro 57, il disegno di legge per legalizzare l’eutanasia nel paese. Va detto che i vescovi cattolici avevano fatto tutto il possibile per lanciare l’allarme. In una dichiarazione pubblicata pochi giorni prima, la Conferenza episcopale scozzese aveva denunciato un testo che avrebbe consentito agli adulti malati terminali di richiedere assistenza medica per porre fine alla propria vita.

 

San Patrizio, patrono d’ Irlanda, diede probabilmente una spinta ai suoi cugini scozzesi: fu infatti il ​​17 marzo, giorno della sua festa, che i membri del parlamento respinsero il disegno di legge. Per i vescovi, questo testo rappresentava un grave attacco alla libertà religiosa e alla libertà di coscienza.

 

Il progetto avrebbe potenzialmente costretto le istituzioni cattoliche – ospedali, case di cura e professionisti sanitari – a partecipare, direttamente o indirettamente, ad atti contrari alla dottrina della Chiesa.

 

Il vescovo John Keenan, presidente della conferenza episcopale, aveva definito il piano un «disastro terribile», avvertendo che avrebbe gettato gli anziani, i malati e i disabili in una «paura profonda e viscerale».

 

La Chiesa cattolica scozzese ha colto l’occasione per ribadire che la vera compassione consiste nell’accompagnare la sofferenza con cure palliative di qualità, non nell’accelerare la morte. Ha chiesto un dibattito autentico sulle cure di fine vita, anziché una legalizzazione affrettata, e la sua voce è stata ascoltata.

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Un’eco preoccupante in Francia

Questo grido d’ allarme scozzese risuona in particolare in Francia, dove il disegno di legge relativo al «diritto al suicidio assistito» è stato approvato in seconda lettura dall’Assemblea nazionale alla fine di febbraio 2026 (299 voti a favore, 226 contrari).

 

Il testo sancisce il diritto all’autosomministrazione di una sostanza letale (il suicidio assistito come norma), con la somministrazione da parte di un operatore sanitario in caso di incapacità fisica ( l’eutanasia come eccezione). Nonostante il rifiuto iniziale al Senato nel gennaio 2026, il disegno di legge sta procedendo, aprendo la strada alla legalizzazione effettiva qualora l’iter parlamentare abbia esito positivo.

 

Anche i cattolici francesi ravvisano gli stessi pericoli: una banalizzazione della morte, una maggiore pressione sui più vulnerabili (anziani isolati, disabili, malati psichiatrici) e una minaccia alla clausola di obiezione di coscienza di chi si prende cura degli altri e delle istituzioni religiose.

 

Sebbene le cure palliative continuino a ricevere risorse insufficienti, la priorità dovrebbe essere il loro massiccio sviluppo, in linea con l’ insegnamento della Chiesa che difende l’ inviolabilità della vita, dal concepimento alla morte naturale.

 

Scozia e Francia illustrano lo stesso cambiamento culturale: sotto la maschera dell’autonomia , è la «cultura della morte» che avanza. Ma respingendo questo disegno di legge, la Scozia dà ragione a coloro – primi fra tutti i vescovi scozzesi – che si sono rifiutati di rassegnarsi al peggio, invocando sia la preghiera sia una difesa intransigente della vita.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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Immagine di Rhys Asplundh via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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