Geopolitica
La fusione NATO-UE minaccia il mondo
Con una dichiarazione congiunta UE-NATO firmata dal presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, dal segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e dal presidente del Consiglio dell’UE Charles Michel, la NATO e l’UE hanno compiuto un ulteriore passo avanti verso la fusione l’una nell’altra.
La dichiarazione congiunta in 14 punti, siglata a Bruxelles dove per coincidenza ambo le organizzazioni transnazionali hanno sede, descrive l’aggressione «brutale» della Russia come la principale minaccia, seguita dalla «crescente assertività della Cina», come da dichiarazioni multiple del segretario generale del Patto Atlantico Jens Stoltenbergo.
Come riportato da Renovatio 21, l’animosità verso la Cina si è già espressa nel partenariato per la guerra cibernetica con Sud Corea e Giappone, cosa che ha suscitato la viva opposizione di Pechino.
«Gli attori autoritari sfidano i nostri interessi, valori e principi democratici utilizzando molteplici mezzi: politici, economici, tecnologici e militari», afferma la dichiarazione.
Il punto 12 definisce la natura globale dell’alleanza geopolitica:
«Poiché le minacce e le sfide alla sicurezza che dobbiamo affrontare si evolvono in portata e portata, porteremo la nostra partnership al livello successivo sulla base della nostra cooperazione di lunga data. Rafforzeremo ulteriormente la nostra cooperazione nelle aree esistenti e amplieremo e approfondiremo la nostra cooperazione per affrontare in particolare la crescente concorrenza geostrategica, i problemi di resilienza, la protezione delle infrastrutture critiche, le tecnologie emergenti e dirompenti, lo spazio, le implicazioni per la sicurezza del cambiamento climatico, nonché manipolazione e interferenza di informazioni straniere».
Il punto 13 chiede il coinvolgimento dei Paesi membri dell’UE che non sono membri della NATO.
Pertanto, Svezia e Finlandia, così come Austria, Cipro, Irlanda e Malta, vengono automaticamente arruolate nella NATO, indipendentemente dal fatto che lo vogliano o meno, o che i loro parlamenti abbiano votato in merito.
Nel caso della Svezia, l’attuale veto sollevato dalla Turchia non avrà valore: «incoraggiamo il coinvolgimento più pieno possibile degli alleati della NATO che non sono membri dell’UE nelle sue iniziative. Incoraggiamo il coinvolgimento più completo possibile dei membri dell’UE che non fanno parte dell’Alleanza nelle sue iniziative».
La storia delle due organizzazioni si intreccia sin dagli albori del mondo post-bellico: la NATO viene creata il 4 aprile 1949 (rifiutando, di lì a breve, una proposta di adesione dell’URSS, contro cui pure la NATO era stata creata…), il Consiglio d’Europa (ancora esistente, indipendente dalla UE) il 5 maggio 1949. Due anni dopo, seguendo quello che è chiamato il «piano Schuman», sei Paesi fondano la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) da cui nasceranno, nel 1957 i trattati di Roma e nel 1958 il Parlamento Europeo.
Nel frattempo, la NATO, da Bruxelles, combatteva la Guerra Fredda contro la Russia comunista, con quella che Putin ha descritto come la «più grande alleanza militare della Storia».
Dei 27 Stati membri dell’UE, 21 sono anche membri della NATO. Altri tre membri della NATO sono candidati dell’UE: Albania, Montenegro e Turchia.
La fusione UE-NATO costituirebbe un blocco militare ancora più ostinato, che, considerando il bellicismo visto in questi giorni, potrebbe contribuire a portare il mondo verso il disastro termonucleare.
Bruxelles, sede di entrambe le organizzazioni, è considerata nei secoli una città di grande attività massonica. La capitale UE gode anche della presenza in rue du Laeken del Museo Belga della Framassoneria.