Geopolitica
Il presidente del Parlamento iraniano minaccia gli Stati Uniti con attacchi preventivi
L’Iran effettuerà attacchi preventivi su obiettivi americani e israeliani qualora percepisca un attacco imminente, lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.
L’avvertimento arriva in seguito alle dichiarazioni di sostegno alle proteste nelle città iraniane espresse dal presidente statunitense Donald Trump e dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Le manifestazioni sono state innescate dall’inflazione galoppante e dalla grave crisi economica.
«Chi minaccia l’Iran sia avvertito. Qualsiasi attacco all’Iran renderà legittimi bersagli sia i territori occupati, sia tutti i centri e le basi militari, sia le navi americane nella regione», ha affermato Ghalibaf sabato.
«Non ci limitiamo a rispondere solo dopo un attacco, ma agiremo in base ai segnali oggettivi di una minaccia, in modo che nessuno faccia errori di calcolo che potrebbero portare al disastro», ha precisato.
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Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti «aiuteranno» i manifestanti qualora il governo proseguisse nella repressione delle rivolte che si stanno diffondendo nel Paese. «Meglio che non iniziate a sparare, perché inizieremo a sparare anche noi», ha aggiunto. Anche Netanyahu ha manifestato appoggio ai dimostranti.
Secondo il New York Times, a Trump sarebbero state presentate opzioni militari, compresi attacchi su obiettivi non militari nella capitale Teheran, anche se al momento non risulta ancora presa alcuna decisione definitiva. Stati Uniti e Israele avevano già condotto attacchi contro l’Iran nel giugno 2025, colpendo siti militari e impianti nucleari.
I disordini, i più gravi degli ultimi anni, sono esplosi in tutto l’Iran a partire dal 28 dicembre, in seguito al crollo della moneta nazionale che ha causato un’impennata dei prezzi di cibo e beni essenziali. Le proteste si sono trasformate in scontri con le forze di polizia, assalti a edifici pubblici e, in alcuni casi, richieste di ritorno della monarchia. Le autorità hanno reagito bloccando internet e le comunicazioni telefoniche sull’intero territorio nazionale.
Secondo quanto riportato dalla rivista TIME, che cita un medico di Teheran, le vittime supererebbero i 200 individui. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha invece comunicato che i rivoltosi hanno ucciso almeno 25 civili e sei appartenenti alle forze di sicurezza, ferendone inoltre altre 120.
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Immagine di Duma.gov.ru via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International