Spirito
Il paradiso è un dono, mai un diritto
Pubblicata il 24 giugno 2026, la Professione di Fede Cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X viene qui presentata in più parti. Questa quarta parte ricorda che l’umanità, creata a immagine di Dio, è liberamente chiamata a un destino soprannaturale che trascende le facoltà della natura umana. Ribadisce che solo la grazia eleva l’umanità a Dio e respinge le dottrine che riducono la fede al mero umanesimo.
III. La creazione dell’uomo e l’ordine soprannaturale della grazia
23. Credo che Dio abbia creato l’uomo a sua immagine, dotandolo di un’anima spirituale e immortale, capace di conoscere la verità, di amare il bene conosciuto attraverso la ragione naturale e di rivolgersi liberamente al suo Creatore. L’uomo non è quindi il prodotto necessario di una cieca evoluzione, né il mero risultato di forze materiali; proviene da Dio come sua causa creatrice, dipende da Dio che lo sostiene nell’esistenza ed è destinato a Dio come fine ultimo.
24. Io affermo che Dio non ha destinato l’uomo alla sola perfezione naturale, ma lo ha chiamato liberamente a un fine soprannaturale che trascende completamente i poteri e i diritti della natura creata: la visione beatifica, attraverso la quale l’anima vedrà Dio faccia a faccia e parteciperà alla vita intima della Santissima Trinità. Che l’uomo sia chiamato a diventare figlio di Dio, partecipe della natura divina ed erede del Cielo, non è il necessario compimento della sua natura, ma un puro effetto della generosità divina.
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25. Pertanto, respingo qualsiasi dottrina che dissolva la distinzione tra natura e grazia, che renda la vita soprannaturale un requisito della natura umana, o che presenti la grazia come un mero sviluppo interiore delle capacità naturali dell’uomo. Tale confusione mina sia la gratuità del soprannaturale sia la realtà della natura. In definitiva, riduce la fede a un’antropologia religiosa e la Redenzione a una rivelazione dell’uomo a se stesso.
26. Affermo inoltre che la grazia non distrugge né sostituisce la natura: la guarisce, la eleva e la perfeziona, preservandola al contempo. L’ordine soprannaturale non mette in discussione la ragione, la legge naturale o le creature; le guarisce e le subordina a un fine superiore. Per questo motivo, la moderna contrapposizione tra libertà umana e grazia, tra dignità della persona e dipendenza da Dio, tra cultura e fede, è fondamentalmente errata.
27. Rifiuto il falso umanesimo religioso che celebra l’umanità in sé, come se l’Incarnazione avesse rivelato innanzitutto l’immagine di Dio nella creazione del genere umano, anziché la miseria del peccato e la misericordia di Dio che si estende fino al peccatore. L’umanità è veramente grande solo quando accoglie umilmente la grazia che la guarisce ed eleva, si pente dei suoi peccati, si sottomette alla verità e vive come figlia di Dio. Separandosi da Dio, non viene esaltata: si perde.
28. Affermo che la dignità umana, nella quale Dio ha posto la sua creatura al vertice del mondo materiale, non può mai essere invocata contro la legge di Dio, contro la necessità della conversione o contro la sottomissione alla verità rivelata. Questa dignità è ferita dal peccato; deve essere restaurata ed elevata, per grazia, alla dignità dei figli adottivi di Dio.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine: Tintoretto (1519–1594), Paradiso (1588-592), Palazzo Ducale, Venezia.
Immagine di Sailko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported