Politica
Guerriglia anarco-tirannica a Bologna, Torino, Firenze, Roma. Immagini e analisi
Immagini di guerra urbana nelle città italiane.
Tutti avevano gli occhi su Milano, dopo le immagini, inaccettabili e rivoltanti, di domenica scorsa, con le fiamme che si alzavano dinanzi alle forme gotiche del Duomo. La città, però, è stata militarizzata, con presidi di blindati lince e parà della Folgore per le strade cittadine, con i negozi corazzati da strati di compensato sopra le vetrine, come se ci fosse un’alluvione in arrivo…
Nel capoluogo lombardo, nonostante i contatti con le Forze dell’Ordine, non è accaduto nulla di significativo. Il grosso, sia livello di violenza e vandalismo, che a livello simbolico, è avvenuto nelle altre città d’Italia.
Italy. Milan now. Italian Army Folgore paratroopers patrol the city. Trained for war, now protect citizens, shops and our streets. pic.twitter.com/r3N1RzUArx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
A Bologna si sono viste le barricate, con cassonetti a fuoco e un distributore automatico distrutto (nel gergo anarchico, «aperto»). Idranti in azione, un ferito soccorso in ambulanza.
Bologna under attack. Italy is in a real battle right now. Rome, Milan, Florence, Turin. Everywhere. pic.twitter.com/BaPhSBFuap
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
There is a war in Italy, Bologna. See for yourself—don’t listen to Meloni. https://t.co/6o6Di2LZyj pic.twitter.com/RB6wKo0XEx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Italy, Bologna now. Total chaos. pic.twitter.com/bFwbIdLbDl
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Total chaos in Italy. Bologna. Police clash with protesters in the street. Gas everywhere. https://t.co/IJtcPsze7o pic.twitter.com/w6WyQ8GpYu
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Sostieni Renovatio 21
A Firenze il corteo ha deviato per le strade dello shopping, con lanci di oggetti e conseguenti cariche di alleggerimento.
❗️Firenze, ieri sera tensioni e scontri nell’area della stazione di Santa Maria Novella e sul ponte Santa Trinita.
Bloccata via Tornabuoni. Ieri bloccata piazza Santa Trinita in mezzo agli scontri tra manifestanti e polizia anti sommossa. Video di Controradio Firenze. pic.twitter.com/kI7YwRHh4X
— Italia 24H Live 🔴 – Notizie dall’Italia (@Italia24HLive) October 25, 2026
A Torino, pure, scontri e devastazioni varie.
🇮🇹 Turin protesters FIGHT police in the city center today
The march against rearmament and rising prices turned into a running fight in under an hour.
Writer: Lucaspic.twitter.com/VD89yU79Jy
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 24, 2026
Il colpo simbolico, pari a quello di Piazza Duomo in fiamme, i rivoltosi lo hanno ottenuto a Roma, dove sono entrati nel Colosseo. Hanno, cioè, conquistato il simbolo più conosciuto di Roma, con tanto di turisti che se la danno a gambe. Il segno della Civiltà millenaria romana, preso d’assalto dalla banda con bandiere palestinesi e, a dimostrare la confusione mentale dei manifestanti, pure tricolori italiani.
Chaos in Rome. Masked rioters storm the Colosseum, forcing the entrance barriers. “Peaceful protest” they say. Unbelievable. pic.twitter.com/9KROPmUWTe
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Chaos in Rome. Rioters storm the Colosseum, tourists caught in the middle flee in panic. The symbol of Italy under assault. Unbelievable. https://t.co/eWz5jwzFPR pic.twitter.com/vogALoumuk
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Va tenuto presente che la zona antistante al Colosseo è descritta da anni, con tanti video girati dai vlogger della sicurezza cittadina, come infestata da maranza violenti.
Scontri si sono avuti anche vicino al Quirinale: anche qui lanci di bottiglie.
Insomma, si è ripetuto, anzi si è amplificato, quanto visto la settimana scorsa, nella chiara, forse programmatica impotenza dello Stato di reprimere le masse fatte dai classici facinorosi a caso (sempre belli attivi nel mese di ottobre: né troppo caldo, né troppo freddo, perfetto per le passeggiate devastatrici) più le masse di giovani immigrati, pronte a saccheggiare e a mandare in rovina le stesse città che li hanno accolti e cresciuti.
I numeri parlano di 5mila identificati (che significa: lasciati liberi), 371 fermati (che significa: probabilmente lasciati liberi subito dopo), di cui 110 sono minorenni. In pratica, hanno arrestato i bambini.
Gli arresti veri e propri sono stati solo 9. Di fronte alla guerriglia, questa è la risposta dello Stato.
Aggiungiamo solo il dato interessante. I giornali mainstream dicono che si sarebbe trovato l’origine dell’innesco di tutta la protesta, che fanno risalire alla pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», la quale, scrivono, diffondeva le coordinate della protesta.
La Polizia Postale, assieme all’Antiterrorismo e con il supporto della collaborazione giudiziaria con Meta e i provider di rete, avrebbe tracciato l’IP del profilo, risalendo al gestore della pagina.
Qui la sorpresa diventa grande: si tratta di un trentenne immigrato nordafricano di seconda generazione, che però sulla carta è perfettamente integrato. Residente nel bresciano, «cittadino italiano», ci fanno sapere i giornali, il nostro è un ricercatore di studi di geopolitica, con collaborazione freelance con le grandi testate. Nelle foto ha occhiali, giacca, cravatta, capelli ben rasati.
Lo hanno arrestato a Corvetto – zona della guerriglia etnica di qualche tempo fa, dopo la morte del ragazzino maghrebino inseguito dalla polizia – a casa di un altro attivista.
L’AISI, i servizi segreti interni repubblicani, ritengono che abbia fatto propaganda da anni. «Secondo i riscontri dell’Intelligence, avrebbe creato l’organizzazione “Alba nascente” per veicolare messaggi riconducibili ad Hamas e al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, gestendo al contempo collegamenti con l’area antagonista e la logistica di mobilitazioni pro-Pal» scrive RaiNews, che rilancia un’ombra seria su tutta la faccenda: «dalle prime verifiche non emergono regie riconducibili a governi esteri, mentre gli investigatori vagliano presunti legami con la rete dei Fratelli Musulmani».
Sostieni Renovatio 21
La questione si fa bizzarra quando si scopre che l’uomo – che viene descritto dalla stampa imbeccata dalle forze statali come un meticoloso organizzatore della protesta – è collaboratore non solo de Il Fatto Quotidiano, ma ha un profilo pure sulla pagina dell’ISPI, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, storico e noto think tank riemerso con forza negli ultimi anni di guerra ucraina.
Gli interessi di ricerca dell’uomo, scrive il sito dell’ISPI «si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. (…) Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell’Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico».
È bene ricordare che dall’ISPI provengono personaggi televisivi come Nathalie Tocci, vista ovunque a difendere le ragioni della NATO nei conflitti dell’ora presente.
Nel frattempo, le città restano devastate, mentre il cittadino sincero-democratico (guardatevi le interviste ai negozianti per comprenderlo) si rassegna a pensare che si tratti di un fenomeno organico, climatico, appunto come un’alluvione, che ciclicamente arriva, e non c’è modo di salvarsi.
La realtà è che questi ragazzi altro non sono che strumenti, dispositivi ambulanti dell’anarco-tirannia. Lasciati liberi di produrre quel tanto di violenza che serve a terrorizzare il contribuente, per accelerare dall’altra parte la trasformazione dello Stato moderno in piattaforma di controllo totale.
No, non è un fenomeno naturale, metereologico, inevitabile. È un programma.
E non dobbiamo accettarlo. Dobbiamo combatterlo.
Roberto Dal Bosco
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter