Geopolitica
Gli Stati Uniti colpiscono l’isola iraniana di Kharg mentre Trump minaccia la fine dell’«intera civiltà» persiana
Gli Stati Uniti hanno colpito più di 50 obiettivi militari sull’isola iraniana di Kharg, tra cui bunker, sistemi radar e depositi di munizioni.
Sono state segnalate esplosioni presso il terminal petrolifero dell’isola, un nodo cruciale per le esportazioni iraniane, senza tuttavia conferme immediate di vittime o danni. Gli attacchi giungono poche ore prima della scadenza fissata dal presidente statunitense Donald Trump sullo Stretto di Hormuz, segnando una netta escalation del conflitto.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato ritorsioni più ampie, affermando che qualsiasi violazione delle «linee rosse» di Teheran innescherebbe una risposta «che andrebbe oltre la regione», aggiungendo che prenderebbero di mira le infrastrutture «per privare gli Stati Uniti e i loro alleati di petrolio e gas nella regione per anni».
Trump ha esortato l’Iran a raggiungere un accordo prima della scadenza, avvertendo che «un’intera civiltà morirà stanotte» se non si arriverà a un’intesa.
Parallelamente, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto una vasta ondata di attacchi contro decine di siti in tutto l’Iran, mentre sono stati segnalati numerosi attacchi nella regione centrale dello Stato ebraico.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia