Immigrazione

Città francesi messe a ferro e fuoco. Trump sui disordini immigrati: «la Francia brucia!»

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Le violenze urbane scatenatesi in Francia hanno provocato la reazione del presidente americano Donald J. Trump che ha dichiarato «La Francia sta bruciando!» su Truth Social. Il vertice dello Stato americano, a differenza di stampa a e politici europei, sembra aver compreso la vera natura dei disordini, e non ha certo paura di dichiararlo.

 

«L’immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone con l’odio nel cuore, ha distrutto quel Paese un tempo glorioso. Chiudete i vostri confini e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi!» ha scritto Trump.

 

Il vicepresidente JD Vance ha commentato l’escalation di violenza di estrema sinistra su X, affermando: «I progressisti occidentali hanno importato il terzo mondo in Francia e in altri Paesi in nome della diversità e della compassione. Hanno ignorato questioni fondamentali di assimilazione e compatibilità. Era stato detto loro che avrebbe portato a questo, ma non hanno ascoltato».

 

Le immagini che arrivano da Parigi e dalle altre città francesi sono a dir poco sconcertanti.

 

 

 

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La stampa locale ha riportato che i rivoltosi hanno saccheggiato 1.500 negozi in diverse grandi città.

 

«Il mio pensiero va anche ai 1.500 negozi appartenenti a tutte le altre catene di distribuzione e a tutti i commercianti che hanno subito la stessa inaccettabile violenza», ha dichiarato Alexandre Bompard, presidente e amministratore delegato del Gruppo Carrefour, al giornale. Ha affermato che i disordini sociali avrebbero avuto «notevoli conseguenze umane ed economiche».

 

Il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha dichiarato oggi che le rivolte del fine settimana hanno causato il ferimento di oltre 600 tra poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco, aggiungendo  che le autorità hanno arrestato più di 2.000 rivoltosi. La fase finale per la Francia si sta rapidamente avvicinando, poiché il suo generoso stato sociale non è più in grado di sostenere l’afflusso di migranti e i servizi si deteriorano.

 

Accuse si sono rivolte contro il presidente Macron, che mentre il suo Paese andava in fiamme, era con sua moglie a ballare al concerto di Céline Dion.

 

Come riportato da Renovatio 21, il medesimo momento neroniano si era avuto durante la rivolta etnica delle banlieues  del 2023, quando il presidente era invece a divertirsi al concerto del cantante omosessuale Elton John.

 


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Nel suo ridicolo discorso alla nazione in seguito al caos, Macron ha tenuto a separare le legittime rivendicazioni pacifiche dei cittadini dalle azioni dei casseur e dei gruppi radicali «infiltrati». Il problema migratorio non è stato, ovviamente, neanche nominato per isbaglio.

 

Il declino della Francia, plasticamente reso dalla follia violenta visibile in istrada, è oggi un pensiero nella mente di tutti.  Difficile essere in disaccordo con questo meme: due guerre mondiali hanno fatto meno danni alla Francia che l’immigrazione.

 

 

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Immagine screenshot da Twitter

 

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