Economia

Aumento del prezzo della CO2 in Europa

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Il prezzo dei permessi nel mercato della CO2 dell’Unione Europea ha chiuso il 4 febbraio a un massimo record di oltre 96 euro, poiché gli analisti prevedono che la soglia dei 100 euro sarà presto raggiunta e stabilizzata.

 

Il sistema di scambio europeo è il principale motore dell’inflazione dei prezzi dell’energia in Europa, il cui sistema si basa sulle scommesse sui derivati ​​finanziari e moltiplica la tassa sugli idrocarburi.

 

Poiché i fornitori di energia europei acquistano energia sul mercato nelle ore di punta o durante le fasi di bassa produzione rinnovabile, devono scegliere tra carbone o gas naturale, i prezzi di entrambi sono influenzati dalle quote di CO2, che determinano anche il prezzo dell’elettricità.

 

Gli alti prezzi dell’energia si stanno trasformando in un’emergenza economica e sociale, poiché famiglie e aziende iniziano a ricevere bollette astronomiche per il riscaldamento e l’elettricità.

 

Anche i prezzi dei generi alimentari stanno aumentando, esercitando una pressione lenta ma costante sui governi affinché agiscano.

 

«Sfortunatamente, la narrativa tradizionale sta ancora proteggendo la mafia verde dell’UE coprendo la vera causa dell’inflazione dei prezzi dell’energia, prendendo invece come capro espiatorio la Russia e accusando falsamente Gazprom di frenare le consegne di gas in Europa» scrive EIRN.

 

Unica, bizzarra voce fuori dal coro, un articolo del giornale di Confindustria, Il Sole 24 ore, dello scorso 6 febbraio: «la Russia nel 2021 ha accresciuto l’invio di metano verso l’Italia, contrariamente ai luoghi comuni che parlano di tagli alle forniture. È chiaro; sono medie annuali che nascondono le oscillazioni. Ma la Gazprom ha sempre assicurato le forniture a prezzo concordato dai contratti di lunga durata» scrive il quotidiano economico.

 

Si tratta della conferma di quanto detto dal presidente russo Vladimir Vladimirovic Putin in queste settimane: perfino durante le fasi più intricate della guerra fredda, la Russia ha sempre tenuto fede ai suoi impegni con il mercato europeo dell’energia.

 

Come riportato da Renovatio 21, a causa del sistema delle privatizzazioni, lo scorso mese la Germania ha rischiato un blackout del gas, un evento di portata devastante per la società tedesca, che di fatto stava preparando la popolazione al peggio.

 

Biden ha fatto sapere che in caso di guerra in Ucraina, verrà chiuso il nuovo gasdotto russo-tedesco Nordstream 2, molto caro alla Germania (nel consiglio di amministrazione siede l’ex cancelliere Schroeder) e mai visto di buon occhio dagli USA.

 

Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa un gasdotto russo-cinese è stato invaso dalle fiamme.

 

La settimana scorsa si è inoltre parlato di un attacco cibernetico contro la rete petrolifera tedesca.

 

 

 

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