Verona, si risveglia dal coma poco prima dell’espianto degli organi

 

 

Il giovane Lorenzo aveva soli diciassette anni quando una mattina di un gelido dicembre del 2018 la sua vita cambiava drasticamente, in un decimo di secondo: accingendosi ad andare a scuola in sella al suo motorino, Lorenzo fa un terribile incidente.

 

A raccontarlo nel dettaglio è L’Arena.

 

Nonostante il casco, il giovane, sbattendo violentemente contro l’asfalto, rimedia un tremendo trauma cranico che gli causa danni cerebrali e respiratori considerati irreversibili anche dagli stessi operatori sanitari.

 

ai genitori viene tolta sostanzialmente ogni speranza e vien chiesto loro l’autorizzazione per l’espianto degli organi – ovviamente a cuore battente – dichiarando il coma profondo irreversibile

Come la  pratica della macchina di morte sanitaria impone, ai genitori viene tolta sostanzialmente ogni speranza e vien chiesto loro l’autorizzazione per l’espianto degli organi – ovviamente a cuore battente – dichiarando il coma profondo irreversibile (e quindi, forse, arrivando con il del cavallo di Troia utile a tutti i predatori di organi: «morte cerebrale» per dichiararne la «morte» in quindici minuti, con il cuore più attivo che mai).

 

Questa volta però ai predatori di organi è andata male: improvvisamente, e contro ogni aspettativa clinica, Lorenzo si sveglia, apre gli occhi, muove gli arti e inizia addirittura a parlare.

 

Il ragazzo stava per essere staccato dai supporti respiratori che lo aiutavano a lottare per la vita, in accordo con i familiari. Il miracolo, però, ha vinto sulla Cultura della Morte che vuole prevaricare sull’inviolabilità della Vita stessa, bene indisponibile e contro cui l’uomo niente può, o quantomeno potrebbe.  

Oggi Lorenzo è a scuola, in mezzo ai suoi compagni che aveva lasciato qualche mese fa e che qualcuno, assetato di cannibalismo espiantatore, avrebbe voluto non rivedesse mai più credendo di essere padrone della Vita.

 

Oggi Lorenzo è a scuola, in mezzo ai suoi compagni che aveva lasciato qualche mese fa e che qualcuno, assetato di cannibalismo espiantatore, avrebbe voluto non rivedesse mai più credendo di essere padrone della Vita.

 

Invece, la Vita ha trionfato sulla morte.

 

La Luce ha trionfato sulle tenebre.

 

Il Miracolo ha trionfato sulla Necrocultura.

 

Come canta un antico inno, «Mors et Vita duello conflixere mirando: Dux Vitæ mortuus, regnat vivus».

 

 

Cristiano Lugli