Vaccino COVID, «il 100% dei vaccinati ha i sintomi»

 

 

 

 

 

Ha destato stupore in rete la rivelazione di Moderna, una delle principali farmaceutiche partite alla ricerca di un vaccino COVID, per  cui tutti i pazienti trattati con il loro farmaco hanno sviluppato effetti collaterali.

 

Renovatio 21 ha riportato ripetutamente i disastri delle varie pharma che stanno sperimentando su scimmie e su esseri umani. In particolare, a suonare il campanello d’allarme, è stato sempre con rapidità e precisione l’avvocato Robert Kennedy junior di Children’s Health Defense, di cui Renovatio 21 ha tradotto praticamente ogni prezioso editoriale.

«Positivi al coronavirus eppuri sani come un pesce, vaccinati e purtuttavia “ammalati”»

 

Va dato atto che in Italia l’unico quotidiano che ha il coraggio di proporre questa notizia – che immaginiamo sconvolgente per l’opinione pubblica drogata dai giornali mainstream, ma non per noi – è, come sempre, La Verità.

 

«Positivi al coronavirus eppuri sani come un pesce, vaccinati e purtuttavia “ammalati”». Oramai la contraddizione della narrativa pandemica e dei suoi arconti farmaceutici è sempre più chiara, e riassumibile in poche parole.

 

«Il 100% dei soggetti che hanno ricevuto il secondo richiamo ha presentato sintomi sistemici (febbre, mal di testa, nausea, eccetera), oppure locali (per esempio eritema o dolore), sia per il dosaggio inferiore (100 microgrammi), sia per quello superiore (250 microgrammi)»

Così, ecco che sul Corriere, nuova gazzetta della dittatura sanitaria, il presidente del Consiglio Superiore della Sanità Locatelli accusa i famosissimi asintomatici, perché sono proprio loro – cioè una percentuale enorme della popolazione! – che concorrono «a sostenere l’epidemia perché possono non essere facilmente identificati e isolati».

 

È noto anche che Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, gli asintomatici non sono tutti uguali, ve ne sarebbero tre tipi, ognuno con carica virale – e quindi contagiosità – diversa.

 

In pratica nella scienza, in ispecie in quella istituzionale, che dovrebbe essere fata da soloni infallibili, regna l’incertezza più grottesca, ma sappiamo che è così.

 

In pratica nella scienza, in ispecie in quella istituzionale, che dovrebbe essere fata da soloni infallibili, regna l’incertezza più grottesca, ma sappiamo che è così.

Ecco che nel caos dei geni virologici e politici emergono contraddizioni sempre più demenziali.

 

Per esempio «l’eventualità (…) che i vaccinati presentino sintomi in una percentuale più elevata rispetto a quella della popolazione nella quale circola il virus. Solo che in questo caso i segnali non sarebbero causati dal patogeno, bensì dal farmaco progettato per prevenire l’infezione. Potrà sembrare assurdo, ma i dati relativi alle reazione avverse del vaccino di Moderna – pubblicati lo scorso 14 luglio sul New England Journal of Medicine – vanno esattamente in questa direzione».

«L’eventualità (…) che i vaccinati presentino sintomi in una percentuale più elevata rispetto a quella della popolazione nella quale circola il virus. Solo che in questo caso i segnali non sarebbero causati dal patogeno, bensì dal farmaco progettato per prevenire l’infezione. Potrà sembrare assurdo, ma i dati relativi alle reazione avverse del vaccino di Moderna  vanno esattamente in questa direzione»

 

C’est-à-dire, il vaccino infetta più del COVID. Si tratta di una stupenda eterogenesi dei fini, di un frutto mondiale della legge dello sforzo inverso, quella dinamica per cui si desidera pazzamente qualcosa ma si ottiene l’esatto contrario.

 

«Il 100% dei soggetti che hanno ricevuto il secondo richiamo ha presentato sintomi sistemici (febbre, mal di testa, nausea, eccetera), oppure locali (per esempio eritema o dolore), sia per il dosaggio inferiore (100 microgrammi), sia per quello superiore (250 microgrammi)».

 

«Se i numeri sono questi finirebbe per mostrare sintomi anche chi, pur positivo, non ne avrebbe presentati. Non è tutto. Qualche studioso ha osservato che nei sistemi immunitari più indeboliti come quelli delle persone anziane potrebbe essere necessario optare per il dosaggio più alto. Se così fosse, paradossalmente, sarebbero proprio i soggetti più deboli a rischiare di risentire con maggior frequenza degli effetti collaterali del vaccino».

 

Contraddizioni, aporie, strade morte. La narrativa del vaccino del COVID segue quella – noi ostinati antivaccinisti  lo sappiamo bene – di ogni vaccino. Esso sfocia dunque nella scemenza palese, quindi nella menzogna, quindi nella frode, quindi nella coercizione.

Contraddizioni, aporie, strade morte. La narrativa del vaccino del COVID segue quella – noi ostinati antivaccinisti  lo sappiamo bene – di ogni vaccino. Esso sfocia dunque nella scemenza palese, quindi nella menzogna, quindi nella frode, quindi nella coercizione.

 

Di questo oramai si stanno accorgendo tutti.

 

«Per mesi, dall’inizio della pandemia, le autorità sanitarie ci hanno fatto credere che il vaccino rappresentasse la bacchetta magica in grado di cancellare con un colpo di spugna la problematica del Covid – scrive La Verità – Qualche giorno fa, con una dichiarazione passata un po’ in sordina, è stata la stessa Organizzazione mondiale della sanità a fare marcia indietro».

 

Informiamo tutti che le dichiarazioni irrazionali di Tedros non saranno l’unica incongruenza che vedremo per far star in piedi la storiella del vaccino – anzi, la storiella dei vaccini.

 

Lo abbiamo pensato subito: il coronavirus potrebbe essere l’occasione storica per far cascare una volta per tutte il teatrino infame della siringa

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