Vaccini, le compagnie aeree faranno volare solo i passeggeri dotati di passaporto sanitario

 

 

È probabile che le compagnie aeree richiedano ai passeggeri di registrarsi per un «pass sanitario» che include un certificato digitale di vaccinazione contro COVID-19 prima di consentire loro di volare, secondo un nuovo rapporto.

 

L’idea è nell’aria da diversi mesi e ne ha scritto ripetutamente Renovatio 21.

 

È probabile che le compagnie aeree seguano il modello di ingresso subordinato a documentazione che comprova vaccinazione o negatività al virus

Secondo un articolo di Axios , è probabile che le compagnie aeree seguano il modello di ingresso subordinato a documentazione che comprova vaccinazione o negatività al virus, come pare volesse suggerire anche la grande biglietteria online per concerti Ticketmaster.

 

«Tre alleanze globali che rappresentano 58 compagnie aeree stanno spingendo i governi a consentire test COVID-19 diffusi sui passeggeri invece delle restrizioni di quarantena esistenti che, secondo loro, sono inefficaci e hanno ucciso la domanda di viaggio», afferma l’articolo di Axios.

 

I passeggeri delle compagnie aeree sarebbero soggetti a alla verifica della loro vaccinazione o della loro negatività da 24 a 72 ore prima del volo.

«La linea di fondo: nessun passaporto sanitario? Ingresso vietato. E forse, niente volo»

 

«La linea di fondo: nessun passaporto sanitario? Ingresso vietato. E forse, niente volo», riassume Axios.

 

La Danimarca, Paese che ha appena giustiziato migliaia e migliaia di visoni temendo una tremenda mutazione del SARS-nCoV-2, offre ai suoi cittadini un passaporto che li dichiara liberi dal coronavirus. I danesi interessati a dimostrare di essere privi di COVID quando viaggiano sono invitati a sottoporsi al test per il virus. Se risultano negativi, possono scaricare un documento in sette giorni, in grande efficienza nordica. La Danimarca, ricordiamo, già ad inizio anno votò in Parlamento per il vaccino COVID forzato, quando ancora il vaccino COVID non c’era, (come non c’è nemmeno ora).

 

La UE invece lavora al «passaporto vaccinale» dal 2018. Un rapporto pubblicato dalla Commissione europea alla fine del 2019 rivela che l’UE ha cercato di aumentare la portata e il potere dei programmi di vaccinazione già molto prima dell’attuale «pandemia».

 

Il sistema di controllo sarebbe probabilmente organizzato sotto gli auspici di CommonPass, un programma sponsorizzato dal World Economic Forum, che sta spingendo per un «Grande Reset» post-COVID che trasformerebbe il mondo.

Il primo articolo intitolato «niente vaccino, niente aereo: l’idea è partita» Renovatio 21 lo ha pubblicato il 3 marzo 2020.

 

I passaporti immunitari sono un’idea controversa che ha fatto alzare più di qualche discussione bioetica, perfino in un tempo mondiale del progressismo come Harvard, dove una delle docenti bioeticiste ha dichiarato che essi «potrebbero fare più male che bene».

 

Il sistema di controllo sarebbe probabilmente organizzato sotto gli auspici di CommonPass, un programma sponsorizzato dal World Economic Forum, che sta spingendo per un «Grande Reset» post-COVID che trasformerebbe il mondo.