Vaccini e tabacco, la normalizzazione della corruzione

 

 

Renovatio 21 pubblica su gentile concessione di Children’s Health Defense questa traduzione.

 

 

Big Pharma porta le tattiche dell’industria del tabacco ad un nuovo livello

I signori del crimine organizzato del XXI secolo – l’industria farmaceutica – simile al cartello mafioso cosa nostra, dominano sull’umanità come mai prima. Questi fuorilegge, ribelli e troppo grandi per fallire, hanno imparato e perfezionato il gioco della corruzione, portandolo a livelli tali che, a confronto, l’industria del tabacco appare innocua e onesta. Big Pharma ha assunto il controllo, in modo fraudolento, delle principali istituzioni democratiche necessarie per tenere l’industria sotto controllo: istituzioni di vigilanza, legislative, politiche, la stampa libera, l’università e la scienza.

 

 

I signori del crimine organizzato del XXI secolo – l’industria farmaceutica – simile al cartello mafioso cosa nostra, dominano sull’umanità come mai prima. A confronto l’industria del tabacco appare innocua e onesta

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Gli americani spendono di ogni altro al mondo in cure mediche, per un totale di 3.65 trilioni di dollari, equivalente al 18% del PIL.

Big Pharma oggi non solo influenza le leggi sui farmaci, ma ai produttori di vaccini  vengono garantiti in automatico consumatori, cioè 74 milioni di bambini a cui il governo impone i vaccini non completamente sicuri, in quantità senza precedenti. Il gigantesco programma vaccinale di oggi è il risultato diretto del National Childhood Vaccine Injury Act (NCVIA) del 1986, approvato dal Congresso per impedire che i produttori di vaccini finissero in bancarotta per le cause legali intentate dalle famiglie i cui figli erano stati danneggiati dal vaccino. Infatti, questa legge ha eliminato gli incentivi del mercato libero per la produzione di vaccini sicuri, ha permesso l’immissione sul mercato di una quantità di prodotti poco controllati e testati in maniera inadeguata.

Big Pharma ha assunto il controllo, in modo fraudolento, delle principali istituzioni democratiche necessarie per tenere l’industria sotto controllo: istituzioni di vigilanza, legislative, politiche, la stampa libera, l’università e la scienza.

 

L’industria farmaceutica spende 26 miliardi di dollari l’anno per spingere i medici a vendere i loro farmaci e a invogliare i consumatori ad utilizzare i loro prodotti. Big Pharma ha dato il colpo di grazia nella vendita di medicinali investendo annualmente 6 miliardi di dollari in pubblicità dirette ai consumatori, oltre a 20 miliardi destinati ai medici per rifilare ai pazienti che si radunano nei loro studi i farmaci pubblicizzati.

 

Gli incentivi finanziari e i conflitti esistono anche nella pediatria. Gli introiti maggiori si hanno grazie ai “bilanci di salute”, eufemismo utilizzato quando si porta il bambino o l’adolescente nello studio del pediatra per ricevere i vaccini infantili ordinati dal CDC. Oltre al costante viavai generato dal programma vaccinale, i pediatri ricevono dalle compagnie assicurative incentivi finanziari per ogni bambino completamente vaccinato durante la loro pratica.

 

 

Il gigantesco programma vaccinale di oggi è il risultato diretto del National Childhood Vaccine Injury Act (NCVIA) del 1986, approvato dal Congresso per impedire che i produttori di vaccini finissero in bancarotta per le cause legali intentate dalle famiglie i cui figli erano stati danneggiati dal vaccino

Neutralizzare le istituzioni di controllo

In modo ugualmente irritante, Big Pharma ha strategicamente e sistematicamente neutralizzato le istituzioni di vigilanza come il CDC e la FDA, tramite un processo di contaminazione incrociata tra industria e governo. Questa porta girevole ha creato conflitti di interesse sempre più profondi e ha offuscato i confini tra i due.

 

Per esempio, Julie Gerberding, ex direttrice del CDC (2002-2009), si è unita a Merck nel gennaio 2010 come presidente della divisione vaccini. Questa porta girevole sembra essere un fenomeno abituale.

 

Il dr. Presad, oncologo della Oregon Health and Science University, ha scoperto che «un quarto degli impiegati della Food and Drug Administration che hanno approvato i farmaci ematologici e contro il cancro tra il 2001 e il 2010, hanno lasciato l’agenzia e ora lavorano come consulenti per le compagnie farmaceutiche».

 

L’industria farmaceutica spende 26 miliardi di dollari l’anno per spingere i medici a vendere i loro farmaci e a invogliare i consumatori ad utilizzare i loro prodotti

Inoltre, la Associated Press and Center for Public Integrity mostra che le compagnie farmaceutiche e i loro partner hanno eserciti di lobbysti nei 50 stati e hanno speso più di 880 milioni di dollari per sostenere la lobby e in contributi politici a livello statale e federale nell’ultimo decennio. La lobby degli oppiacei, ad esempio, ha contribuito per 7.100 candidati per gli uffici statali.

 

L’estensione

I tentacoli di Big Pharma raggiungono anche i media e la scienza, grazie strategici intrighi finanziari.

Gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda sono gli unici paesi che consentono la pubblicità dei farmaci diretta ai consumatori, pratica illegale e disapprovata nel resto del mondo.

Il dr. Presad, oncologo della Oregon Health and Science University, ha scoperto che «un quarto degli impiegati della Food and Drug Administration che hanno approvato i farmaci ematologici e contro il cancro tra il 2001 e il 2010, hanno lasciato l’agenzia e ora lavorano come consulenti per le compagnie farmaceutiche»

 

Come detto sopra, una gran parte degli introiti deriva dai media principali (fino al 70%) negli Stati Uniti deriva dalle pubblicità farmaceutiche: «Considerando solo la televisione, 187 spot per circa 70 farmaci sono stati trasmessi quasi mezzo milione di volte a partire dal 2018 e, per fare questo, le industrie farmaceutiche hanno sborsato 2,8 miliardi di dollari».

 

Da ultimo, molti test clinici sui vaccini e sui farmaci sono svolti da scienziati istituzionalizzati che sono sul libro paga delle industrie, e la FDA sta approvando e accelerando la commercializzazione di farmaci anche se non sicuri e con prove insufficienti sulla sicurezza e sull’efficacia.

 

Queste relazioni false e poco corrette servono ad assicurare a Big Pharma una rete ben collegata che consenta di ottenere più potere e influenza mentre crea un pubblico sempre più dipendente dai suoi prodotti. La prossima mossa del gigante è spingere ogni stato a rimuovere le esenzioni e il diritto fondamentale al consenso informato.

L’ultima barriera al dominio incontrastato di Big Pharma è rimuovere l’autonomia delle persone e la possibilità di decidere per sé e per la propria famiglia quali interventi sono necessari e quali potrebbero avere più rischi che benefici

 

L’ultima barriera al dominio incontrastato di Big Pharma è rimuovere l’autonomia delle persone e la possibilità di decidere per sé e per la propria famiglia quali interventi sono necessari e quali potrebbero avere più rischi che benefici.

 

Una lettura, anche superficiale, dei precedenti dei produttori di vaccini, Merck, GSK, Pfizer e Sanofi (i Big 4), getterà luce su una sordida storia fatta di comportamenti criminali con miliardi di dollari pagati per le sanzioni, altrimenti detti “il costo del business”.

 

Kristina Kristen

 

 

© 20 giugno 2019, Children’s Health Defense, Inc. Questo lavoro è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD